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Andrea e il Cammino di Santiago,
per cercare la domanda giusta

ESPERIENZE - Il 41enne grafico pubblicitario di Sant'Elpidio a Mare, tra gli animatori del progetto Adotta una Stalla, si racconta a pochi giorni dalla partenza. Su Cronache Fermane il racconto del suo viaggio da Saint Jean Pied de Port a Finisterre
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(foto di Emanuele Zoppo Martellini)

di Andrea Braconi

L’aereo decollerà giovedì prossimo da Roma, destinazione Lourdes. Da lì un taxi condiviso lo porterà a Saint Jean Pied de Port, per iniziare il Cammino di Santiago di Compostela. Andrea Ponticiello, grafico pubblicitario di 41 anni residente a Sant’Elpidio a Mare e tra gli animatori del progetto Adotta una Stalla (LEGGI QUI) è pronto per vivere un’esperienza unica, che ha scelto di assaporare in un momento particolare della sua vita. Un viaggio che seguiremo sul nostro sito, attraverso i racconti dello stesso Andrea.

Cosa ti ha spinto a partire?

“Sono diversi. Questa avventura ha avuto una chiave di volta dopo il pellegrinaggio fatto a Loreto, la prima esperienza di questo tipo per me. Da lì mi è scattata questa cosa e ho deciso di fare il Cammino di Santiago.”

Motivi religiosi o di introspezione?

“Non ci sono motivi spirituali, lo faccio per mettere a registro la mia vita. Faccio diverse cose e quindi devo fermarmi, i tempi che vivo qui sono troppo veloci e non mi permettono di pensare. Trenta giorni staccando dal mondo in cui vivi e avere la possibilità di incontrare nuove persone può aiutarti per avere nuovi spunti. Inizialmente pensavo di farlo per trovare delle risposte, poi parlando con un’amica lei mi ha detto: ‘Ma come sei indeciso? Tu fai grafica pubblicitaria, lavori in un’impresa di pulizie, fai fotografia, scrivi poesie, aiuti nel sociale. Secondo me hai le idee molto chiare!’. Quindi ho capito che non si trattava di trovare le risposte, ma forse di pormi la domanda giusta. Inoltre, c’è stato un grande cambiamento il primo giugno scorso, dal quale è scaturita questa cosa.”

Che percorso farai?

“Il percorso francese, partendo giovedì 21 settembre da Saint Jean Pied de Port, dove prenderò la credenziale che verrà poi timbrata in tutti gli ostelli dove mi fermerò. Quando arriverò a Santiago sarà la testimonianza del percorso fatto. Saranno circa 800 chilometri. Credo di non fermarmi a Santiago ma di arrivare fino a Finisterre, quella che nel Medioevo era considerata la fine del mondo. Il mio amico e mentore Roberto Straccali mi ha detto che è un’emozione impagabile arrivare laggiù. Parto da solo, poi se si aggregherà qualcuno lungo la strada non lo so, si vedrà. Ho fatto camminate in montagna, ma mai cose di questo tipo. Ho letto dei libri, come mi è stato consigliato, ma l’aspetto più duro non è tanto il camminare 30 chilometri al giorno ma il lato psicologico della cosa.”

Come racconterai questo viaggio?

“Con le fotografie e degli scritti. Una regola che mi sono posto è quella di spegnere il telefono durante tutta la giornata del cammino e se non mi servirà lo farò anche per più giorni. Questo per staccare, soprattutto con social e gruppi WhatsApp attraverso i quali mi troverei sempre collegato con questo mondo, con amici, clienti e associazioni che riporterebbero la mia mente qui. Lo farò con la lentezza della macchina fotografica.”

E stasera saluterai i tuoi amici, che hanno voluto organizzarti una sorta di “ultima cena”.

“Dai 4 iniziali siamo diventati 22 e questo mi fa piacere. Qualcuno mi ha fatto notare che significa che in questi anni ho seminato bene, ma sono consapevole che ho seminato quello che ero. Ecco un altro motivo per cui faccio il viaggio: lo scorso anno un mio amico mi scrisse su un biglietto di auguri ‘A 40 anni diventiamo ciò che siamo’ e questo in me ha scatenato tutto un meccanismo. Il viaggio servirà per prendere più sicurezza e per essere quello che sono veramente, non la maschera che ho portato per rassicurare tutti quelli che avevano già un’idea di me. Sono altro e diventerò altro, cioè me stesso. Un ultimo aneddoto: qualche giorno fa, facendo yoga per la prima volta, mi sono visto con lo zaino sui Pirenei. Ero proprio lì. E ho capito di aver fatto la scelta giusta.”


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