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La Scala celebra Maria Callas:
nella vetrina Daca il pregiato gioiello de La Traviata del ’55

MILANO - Questi gioielli, assoluto richiamo della esposizione e documento più pregiato della mostra, sono custoditi in una teca realizzata da Daca Vetrina, della azienda Tre Elle di Fermo.
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Il collier e gli orecchini creati dal maestro Marangoni per la Traviata del 1955 in una vetrina “Butterfly” della Daca

E’ stata inaugurata il 15 settembre, presso il Museo Teatrale alla Scala a Milano, la mostra “Maria Callas in scena: gli anni della Scala”. Si potrà visitare fino al 31 gennaio 2018.

 

Alla mostra, dedicata alla soprano in occasione del quarantesimo della sua scomparsa, si possono ammirare abiti di scena, bozzetti, quadri accompagnati da testi che narrano il percorso della “Divina” alla Scala dal 1951 sino all’ultima recita sulle scene del Piermarini il 3 giugno 1962 quando diede voce e corpo ad una straordinaria Medea. La parte maggiormente emozionante della rassegna è dedicata alla irripetibile “La traviata” di Luchino Visconti del 1955, considerata dai critici la migliore Traviata se non addirittura la migliore opera mai messa in scena. Purtroppo di questa straordinaria Traviata tutto è andato perduto in circostanze mai completamente chiarite.

L’unico reperto oggi ammirabile dal pubblico sono i gioielli di scena del primo atto appartenenti alla collezione privata di Rinaldo Albanesi. Questi gioielli,  assoluto richiamo della esposizione e documento più pregiato della mostra, sono custoditi in una teca appositamente realizzata da Daca Vetrina, divisione della azienda Tre Elle che ha sede a Fermo.

 

I gioielli di scena per la Violetta di Verdi furono disegnati da Lila de Nobili con una ricercatezza e fedeltà straordinarie volute da Luchino Visconti che chiese un collier di cristalli Swarovski color rubino e perle barocche simulate accompagnato da orecchini. La realizzazione fu affidata alla maestria dell’Atelier Marangoni fornitore di fiducia della Scala e della soprano. Quel gioiello per Maria Callas significò moltissimo tanto che, Rinaldo Albanesi lo racconta nella mostra, il gioielliere Ennio Marino Marangoni lo portò personalmente alla residenza della Callas in Via Buonarroti, attendendo il responso con un misto di orgoglio e ansia. La Callas, conosciuta e temuta per il suo maniacale perfezionismo e i suoi sferzanti giudizi, lo indossò, face alcuni passi, accennò le arie poi si guardò allo specchio, si girò e disse “è perfetto”. Questo fatto dà maggiore valore e risalto alla parure esposta nella vetrina Daca.

 

La sera della inaugurazione, la voce di Maria Callas si è sparsa ancora sublime sotto le volte del Teatro alla Scala deliziando gli invitati di questa esclusiva serata di gala tra cui Stefano Luzi titolare di Daca Vetrina.

 

La firma del contratto tra la direttrice del Museo alla Scala, Donatella Brunazzi e Stefano Luzi della Daca Vetrina

“E’ un onore per me aver portato di nuovo Fermo nella Milano della cultura, tra gli appassionati estimatori della grandissima soprano. È stata una forte emozione vedere il frutto del lavoro fatto dai miei collaboratori, che voglio ringraziare, far risaltare e proteggere il gioiello indossato da Maria Callas. – commenta l’imprenditore di Daca Vetrina, Stefano Luzi – Altrettanto emozionante è stato passeggiare per il Museo del Teatro alla Scala e vedere i bellissimi abiti di scena e poi arrivare all’evento in cui la Callas è stata raccontata dal punto di vista personale e professionale. Osservando la maestosità del Teatro alla Scala dove la storia si è intrecciata con l’unità d’Italia, – continua Stefano Luzi – il mio pensiero è volato al Teatro dell’Aquila di Fermo dove ha cantato la grande soprano Renata Tebaldi, una delle cantanti liriche più amate di tutti i tempi e rivale artistica di Maria Callas. La Callas non ha mai cantato a Fermo ma è un mio sogno portare le note della “Divina” a spandersi sotto le volte del Teatro dell’Aquila in uno spettacolo al quale si sta lavorando. Un modo per riportare la cultura al centro facendo conoscere la lirica anche ai nostri giovani studenti con il coinvolgimento delle scuole. Un progetto realizzabile con la collaborazione delle istituzioni locali e di altri colleghi imprenditori che potrebbero supportarlo portando la nostra Fermo alla ribalta nazionale.”.

 

“Voglio ringraziare – conclude l’imprenditore Luzi – Rinaldo Albanesi per aver messo in mostra i gioielli di scena de La traviata del ‘55 della privata collezione Albanesi. Le serate del 1955 al Teatro alla Scala sono considerate uno dei momenti più magici della storia della lirica ed essere parte di una mostra che racconta quei magnifici tempi è come poterli vivere.”.

 

 

La descrizione tecnica che si può leggere sulla vetrina Daca in cui è esposto il gioiello:

 

Opera: La traviata di Giuseppe Verdi

Milano, Teatro alla Scala, 28 maggio 1955

Creatore del gioiello: Lila de Nobili

Realizzatore: Ennio Marino Marangoni

Demi parure composta da collier e orecchini.

Collier: pietre di cristallo rubino montate in castoni saldati su filigrana in ottone e contornati da piccole pietre dello stesso colore. Pendente saldato a dima con foglie a sbalzo, tre perle barocche simulate.

Orecchini: pietre rubino montate in castoni saldati su filigrana di ottone.

Il gioiello è esposto in apposita vetrina modello Butterfly 2017 con teca in vetro realizzata dalla ditta DACA.

 

 

 

 


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