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Istituzioni, imprese, scuola e associazioni di categoria: l’appello congiunto per il Made in Italy

MILANO - A commentare una giornata quanto mai intensa il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista: “Respiriamo un clima di fiducia dove la presenza di operatori è abbastanza consistente
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Una risorsa non più rinviabile. Il dibattito sul Made in Italy approda nell’area Hospitality Distretto Calzaturiero delle Marche. Mondo della scuola, istituzioni, politica, imprenditori ed associazioni di categoria hanno ribadito l’importanza di fare squadra per la crescita del distretto più importante al mondo.

Tra gli ospiti della giornata il professor Gian Luca Gregori dell’Università Politecnica delle Marche e della Luiss di Roma:“E’ noto che il Made in Italy costituisce uno dei principali brand a livello mondiale. Non sempre però siamo riusciti a tutelare tale marchio in quanto non vi sono solo imprese virtuose ma anche molti dissipatori. L’obiettivo di questo progetto, che in realtà è una vera e propria proposta, consiste nell’evidenziare cosa gli imprenditori percepiscono in termini di Made in Italy e nel definire schematicamente delle traiettorie evolutive proponendole al mondo politico, nazionale e comunitario, per evitare che tale brand perda di efficacia in futuro”.

A commentare una giornata quanto mai intensa il presidente della Camera di Commercio Graziano Di Battista: “Respiriamo un clima di fiducia dove la presenza di operatori è abbastanza consistente. C’è l’impegno preso dalla Camera di Commercio insieme alle associazioni di categoria, nel fare una proposta di progetto del Made in Italy guidata dal presidente Assocalzaturifici di Confindustria Fermo Enrico Ciccola e dalle associazioni categoria con la necessità di essere sempre più vicini agli imprenditori. I loro sforzi, nel rinnovarsi costantemente e nel proporre sempre nuove collezioni, fanno sì che il nostro distretto sia il migliore al mondo, con la fattiva sinergia e collaborazione anche del mondo della scuola”.Il presidente dell’Azienda Speciale Fermo Promuove Nazareno Di Chiara ha sottolineato: “Tante voci unite danno maggiore forza alle nostre richieste. Lo spirito dell’area hospitality e le presenze della giornata odierna, confermano che i tempi sono maturi per un salto di qualità sul Made In”.

Ruolo decisivo, in questo percorso, quello delle associazioni di categoria. Paolo Silenzi, presidente CNA, spiega: “Grazie alla sinergia che si è venuta a creare abbiamo approvato un progetto sugli stati generali della calzatura, con l’aiuto del mondo dell’università, delle banche e della Camera di Commercio riusciremo a sondare lo stato di salute del distretto e le sue potenzialità. Ogni associazione di categoria avrà un ruolo ai tavoli di concertazione: dall’internazionalizzazione alla formazione fino ad arrivare al credito. Conoscere meglio il nostro distretto per risolverne le problematiche”. Sulla stessa linea anche Simone Del Gatto di Confartigianato: “Ci interessa mantenere buoni rapporti con le altre realtà del territorio. Uno spirito di condivisione ben rappresentato dal negozio aperto a Fermo in cui aziende del Made in Italy, esattamente 16, si sono unite in questo punto vendita. Artigianato è sinonimo di Made in Italy. La gente ha preso coscienza che per ottenere risultati bisogna fare rete”.

Ospite della giornata la dirigente dell’IPSIA Stefania Scatasta: “Anche quest’anno abbiamo dato continuità alla collaborazione con la Camera di Commercio che ci ha visto impegnati in maniera congiunta ormai da sei anni. Un gioco di squadra con aziende e associazioni di categoria. Una collaborazione partita anni fa rivisitando i piani di studio per renderli adeguati alle esigenze delle aziende dei due distretti con azioni di miglioramento riguardo l’apprendimento. Altra novità, oggi sempre più affermata, l’alternanza suola lavoro. Obiettivi perseguiti con progettualità scolastiche ed extra, vedi la fabbrica pilota per la calzatura ed cappello che ha permesso di dare una nuova identità ad un istituto professionale che oggi è riconosciuto dal territorio con un aumento importante delle iscrizioni nell’ultimo triennio. Gli alunni trovano lavoro nelle aziende con contratti a tempo indeterminato e altri con tirocini post diploma”.

 


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