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Tagli al trasporto dializzati,
la Malaigia contro Ceriscioli:
“Scarica costi su malati e famiglie”

REGIONE - Il consigliere regionale della Lega Nord Marche aveva presentato un'interrogazione sullo stato in cui versa la Croce Azzurra di Sant'Elpidio a Mare
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“La risposta ricevuta oggi dal presidente Ceriscioli rispetto all’interrogazione da me presentata sullo stato in cui versa la Croce Azzurra di Sant’Elpidio a Mare è quanto mai paradossale e assurda”: così Marzia Malaigia, consigliere regionale della Lega Nord Marche.

“Una risposta, quella del presidente che ha prodotto anziché la chiarezza sollecitata da pazienti ed associazioni di volontariato, dubbi e perplessità sulla sorte dei malati nefropatici. In primis il saldo dovuto dalla Regione: l’associazione sino a questa mattina ha tenuto a precisarci di aver ricevuto solo la metà di quando in realtà le sarebbe spettato, mentre il presidente Ceriscioli in aula ha affermato di aver saldato tutto l’importo… sarebbe bello credere che l’arcano possa risolversi in un ritardo di comparizione bonifico da parte della banca.

Seconda perplessità suscitata e che purtroppo è quella che lascia più avviliti, è l’affermazione da parte del presidente di non aver effettuato alcun taglio rispetto ai servizi per i trasporti sanitari, ma semplicemente di aver fatto una distinzione tra i beneficiari di servizi e non sulla base di chi sta più male di un altro. La Regione con la delibera di giugno scorso ha di fatto deciso di ‘scaricare a terra’ tutti quei pazienti dializzati che non sono costretti a viaggiare distesi in barella. Infatti chi è in grado di camminare e soprattutto chi è costretto in carrozzina e quindi non autosufficiente, è in questo modo costretto a pagarsi il trasporto in ospedale con mezzi propri, con il taxi o con l’autobus poiché esclusi dall’autorizzazione per il trasporto in ambulanza. E’ bene sottolineare che la quasi totalità dei pazienti vista la delicatezza di questo tipo di trasferimenti dalla propria abitazione al centro dialisi, preferisce per la propria sicurezza continuare ad usufruire del trasporto in ambulanza pagandosi di tasca propria quanto dovuto. Si viene meno in questa maniera a quello che dovrebbe essere un obbligo ed una responsabilità da parte delle Istituzioni e del servizio sanitario regionale, ovvero quello di di garantire l’accesso alle strutture sanitarie, in particolar modo ai pazienti non deambulanti, assicurando il trasporto degli stessi dal domicilio al Centro Dialisi e viceversa, al fine di rendere possibile il trattamento salvavita, le indagini e le visite specialistiche di controllo.

In molti discorsi e dichiarazioni programmatiche, diffuse a mezzo stampa da parte di questa Giunta, si parla e si afferma di mettere la persona e il malato al centro. Ma più che le risposte ai loro bisogni di salute, al centro, troviamo le necessità di bilancio, spesso con una visione miope che fa dimenticare che in sanità, certo non bisogna sprecare, ma bisogna assolutamente dare i fondi necessari per rispettare i più elementari diritti di pazienti costretti a sottoporsi a terapie salvavita e per di più non autosufficienti. In altro modo significa negare la vita e la salute e scaricare sui malati e le loro famiglie i costi umani e sociali della malattia”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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