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AgenziaRES, Ambito, enti locali e Parco a confronto su animazione locale e beni comuni

FERMO - Sabato 30 settembre alle ore 9 alle 13 tavola rotonda nell’ambito del piano formativo “Officina di Sociale Evoluto”
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“Ipotesi concrete di animazione locale”: è con questo titolo che si terrà sabato 30 settembre, dalle ore 9 alle 13 nella sala consiliare della Provincia di Fermo, una tavola rotonda nell’ambito del piano formativo “Officina di Sociale Evoluto” realizzato da AgenziaRES, settore formativo della cooperativa sociale NuovaRicercaAgenziaRes. Si tratta di una occasione in cui alcuni attori locali si incontrano e ragionano sui significati e sulle azioni da mettere in gioco, per determinare l’attivazione della comunità locale.

La tavola rotonda sarà condotta dal coordinatore dell’ambito sociale XIX Alessandro Ranieri, il quale rappresenta in sé un ruolo che dell’animazione locale si fa carico coordinando interventi e pianificazione territoriale. Parteciperanno quindi tre figure coinvolte nella gestione del bene pubblico, vale a dire il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, la presidente della Provincia Moira Canigola e il direttore del Parco dei Monti Sibillini Carlo Bifulco; e interverranno quattro figure che invece testimoniano in maniera differente il loro impegno privato per la comunità territoriale. Marco Marchetti coordinatore dell’esperienza della Fattoria Sociale Montepacini, Olimpia Gobbi, animatrice della cooperativa agricola di comunità Roccamadre, Domenico Baratto, creatore di Philofest e responsabile di una struttura di formazione, Eugenio Solla, membro della rete Genuino Clandestino.

L’animazione locale è, infatti, un’azione che serve a liberare e attivare le risorse della comunità territoriale: attivarle per raggiungere obiettivi che sono percepiti come importanti dalla comunità e che ne favoriscono le dinamiche di coesione interna e la capacità di fronteggiare le sfide esterne. Con animazione locale possiamo definire un insieme ampio di azioni che possono riguardare settori di attività anche molto differenti: la gestione dell’ambiente e di una visione ecologica del territorio; la costruzione di un welfare di comunità che consenta di avere un dispositivo diffuso di prevenzione del disagio e dell’emarginazione; la promozione di azioni culturali volte all’apprendimento esteso e allo sviluppo del livello culturale della popolazione; la realizzazione di iniziative sportive, con una intenzionalità legata al miglioramento del benessere fisico dei membri della comunità e alla costruzione di opportunità di incontro.

Inoltre, l’animazione locale si pone il tema dei beni comuni. Beni comuni che sono l’oggetto intorno al quale si veicola un interesse condiviso ed una capacità di stringere alleanze tra attori differenti per la costruzione di utilizzi ed opportunità migliori per tutti. Beni comuni che divengono un “oggetto” intorno al quale si aggregano alleanze, collaborazioni, nuove opportunità e una rifunzionalizzazione dei luoghi dismessi pensata a favore della comunità.

Da questa azione può sorgere un processo di crescita e acquisizione di potere da parte della comunità, il cui valore è doppio. La crescita di protagonismo della comunità ha infatti da una parte la capacità di mettere in gioco risorse che in precedenza erano bloccate e che non potevano essere proficuamente messe a disposizione della collettività. Dall’altra parte è esso stesso un meccanismo di liberazione: quella liberazione determinata dalla percezione di un potere differente, di un futuro differente, di un protagonismo maggiore, di una capacità di incidere con la propria azione, superando la condizione di semplici spettatori della dinamica sociale.

Quindi sabato 30 settembre sarà l’occasione per fare un ragionamento con un gruppo allargato di soggetti in grado di descrivere la visione dell’interesse pubblico nel territorio locale sotto differenti aspetti, ma con il desiderio di confrontarsi tra loro per costruire delle sintesi capaci di determinare vera attivazione. Un appuntamento che NuovaRicercaAgenziaRES ha organizzato per mettersi a servizio di una comunità che ha davvero bisogno di trovare delle visioni intorno alle quali impegnare le proprie energie: collaborare nella costruzione di queste visioni e poi farsi carico di un pezzo di strada insieme agli altri soggetti, sembra un ruolo dal quale una cooperativa sociale non può proprio esimersi.


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