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Invito a palazzo alla scoperta dei tesori Carifermo,
Grilli: “Beni culturali per un futuro più forte”
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FERMO - La Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo renderà visibili per la prima volta al pubblico alcuni pezzi della collezione Jaffei-Bazzi, composta da lastre in rame del secolo diciottesimo. Appuntamento sabato 7 ottobre dalle 10 alle 19
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di Paolo Paoletti

“Veniamo da lontano, la nostra storia è lunga, le nostre radici sono ben inserite in quest’area e con queste radici vogliamo costruire un futuro sempre più forte”. La parole del presidente della Cassa di Risparmio di Fermo Amedeo Grilli sono la sintesi di quello che è lo spirito della nuova edizione di ‘Invito a Palazzo’,  l’iniziativa, arrivata alla sua XVI edizione, organizzata dalla Carifermo Spa in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo e promossa dall’ABI (Associazione Bancaria Italiana) sul territorio nazionale.  Un appuntamento che prevede l’apertura per un’intera giornata degli storici edifici degli istituti bancari. Nel caso specifico di Fermo, verranno aperte le porte di Palazzo Matteucci, edificio che rappresenta il simbolo della stratificazione storica e culturale del nostro territorio. Con esso si potrà visitare anche la suggestiva Torre Matteucci che svetta nel cuore di Fermo.

Appuntamento sabato 7 ottobre dalle 10 alle 19. Le visite guidate, a cura di Sistema Museo, saranno riservate durante la mattinata (su prenotazione) alle scuole, mentre dalle ore 15 alle ore 19 si terranno delle visite guidate a ciclo continuo senza prenotazione aperte a tutti. Il percorso comprende la visita alle stanze ed alle collezioni artistiche del Palazzo, ai resti del Teatro Romano conservati nei sotterranei dell’edificio ed al piano terra della Torre Matteucci (accesso da Corso Cavour). La torre, adibita ad abitazione sino al secolo scorso, è stata dedicata in passato alla memoria dei caduti in guerra. Delle molte torri medievali che caratterizzavano il centro storico di Fermo, questa è l’unica rimasta.

“Quest’anno in particolare – annuncia il presidente Grilli –  la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo renderà visibili per la prima volta al pubblico alcuni pezzi della collezione Jaffei-Bazzi, composta da lastre in rame del secolo diciottesimo, realizzate proprio qui a Fermo nel 1700 quando c’era un’editoria fiorente e si stampavano sia stampe che incisioni a bulino, prima ancora  addirittura xilografiche. Una collezione di 53 lastre che verrà esposta per la prima volta in assoluto. Una cultura che viene da lontano che oggi ci sostiene e va verso il futuro”.

Presidente Grilli che spiega: “Un’iniziativa per accogliere visitatori che vogliono conoscere e scoprire da vicino non solo i nostri uffici dove pulsa l’attività della banca locale, ma con l’occasione poter toccare con mano le raccolte d’arte della banca e soprattutto della Fondazione. Il bene culturale ha un valore preciso nell’impulso e nel sostegno del turismo e un valore socio economico per sottolineare l’importanza di un territorio dove la Cassa di Risparmio Opera da 160 anni.”

Invito a Palazzo assume, in questa edizione, un valore particolare  ovvero quello dato al nostro patrimonio culturale e artistico che, dopo il terremoto,  è diventato un simbolo. Da qui l’impegno della Cassa di Risparmio di Fermo nel recupero del Santuario della Madonna dell’Ambro: “Ogni bene culturale appartiene a questo tessuto sociale – spiega Grilli –  e quando è particolarmente bello e sentito diventa punto di attrazione. L’epicentro del sisma, di cui conosciamo tutti gli effetti devastanti, è stato fortemente colpito, basta vedere i danni alle strutture fisiche e non solo. Noi abbiamo preso un bene culturale e gli abbiamo dato un valore simbolico per lanciare un messaggio forte: ripartiamo dall’epicentro. Vogliamo dimostrare che in tempi brevi si può ripartire ridando la fiducia alla popolazioni colpite. Il nostro progetto, nonostante la sua complessità tecnica,  andrà a segno se oltre al recupero del Santuario dell’Ambro riuscissimo a far passare il segnale che bisogna ripartire dall’epicentro, dalla montagna, da quei territori che non devono essere abbandonati. Ben venga dunque se qualcun’altro vuole seguire l’esempio o affiancare noi non nel singolo intervento sull’Ambro ma in altri interventi di recupero nell’area dell’epicentro per far capire che deve continuare a vivere.  E’ da queste terre del centro Italia che è nata la coscienza identitaria dell’Europa, il Rinascimento, una cultura che poi si è irradiata nel mondo. Dimostriamo che si possono curare le ferite, per far ripartire anche l’economia di una zona molto importante”.

 


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