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‘Blindate o con le mani legate?’
Mochi e Temperini chiedono
più chiarezza su Asite e Solgas

FERMO - La soluzione suggerita dai due consiglieri del Movimento 5 Stelle: "Sciogliere le società partecipate e creare aziende specili di diritto pubblico con uno Statuto che: - abbia come finalità tipica la autoproduzione di beni o servizi strumentali al Comune"
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“Blindate o con le mani legate?”. Inizia con questo quesito l’intervento dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, Marco Mochi e Mirko Temperini. 

“La scelta di mantenere le attuali società partecipate e di acquisire il patrimonio della Solgas Immobiliare – fanno sapere i due consiglieri del M5S – è una scelta da un lato condivisibile ma dall’altro che deve essere spiegata ai cittadini con estrema chiarezza, cosa che questa amministrazione si è guardata bene dal fare.
Riguardo alla Solgas Immobiliare infatti, se è vero che la legge stessa imponeva di acquisirne il patrimonio, la maggioranza nasconde il fatto che oltre agli immobili acquisiamo anche un cospicuo debito che non si è voluto sanare con quanto incassato dalla vendita del 49% del ramo gas della Solgas. Anzi quando votarono per autorizzare quella vendita ci dissero che avrebbero fatto fruttare quel patrimonio immobiliare per recuperare quel debito e dopo sei mesi di straordinario impegno hanno prodotto un aumento da 12mila a 18mila euro di affitti annui su beni di oltre due milioni di valore, e di questo passo saneremo il debito nel 2200.
Ci diranno, tra qualche tempo, che sono costretti a vendere quegli immobili, una scelta che è una loro consueta via d’uscita già presa in passato come dimostra la svendita della Casina delle Rose.
Altro capitolo tutt’altro che chiarito alla città è la questione Asite. Dicono, infatti, di non volerla includere nel’elenco delle società vendibili ma non dicono che la loro posizione è tale, fatto salvo il parere dell’Anac, si legge infatti nel documento presentato in Consiglio Comunale “l’amministrazione ha fornito indirizzo per il mantenimento dell’attuale assetto societario in capo all’Asite srl. Tale scelta tuttavia, non si ritiene immodificabile alla luce degli orientamenti che assumerà l’Anac”. Quindi se l’Anac dovesse dare parere negativo al mantenimento in house dei servizi, come modificheranno la scelta di mantenere le società? La verità è che non si hanno affatto le idee chiare in un passaggio tanto fondamentale per la principale società comunale. L’Asite gestisce la discarica che di fatto non è al servizio del solo comune di Fermo ma di più Comuni, anche fuori ambito, e che, se passasse la riforma tanto osteggiata in Regione, dovrebbe cedere la discarica all’Ata4 perdendo di fatto ogni diritto in capo all’unica fonte di reddito sicuro che ha l’Asite con i cui utili salva il Bilancio Comunale.
La domanda all’assessore Febi quindi è semplice: Cosa avete blindato? E in che modo?
Volete davvero blindare le società comunali, seguite la legge e imboccate l’unica strada possibile: sciogliere le società partecipate e creare aziende specili di diritto pubblico con uno Statuto che:
– abbia come finalità tipica la autoproduzione di beni o servizi strumentali al Comune
– abbia come oggetto sociale esclusivo la produzione di servizi di interesse generale
– non possa effettuare compiti diversi da quelli dell’ente proprietario in misura superiore al 20% del proprio fatturato e a condizione che ciò sia necessario per conseguire economia di scala o recuperi di efficienza alla attività principale.

L’Asite quindi, che oggi svolge attività rivolte a soggetti “terzi” nonché attività non propriamente “strumentali” alle finalità del Comune come lo sversamento in discarica di rifiuti non urbani, provenienti da Comuni diversi o da fuori regione o che è in procinto di spendere 17 milioni di euro per la realizzazione di un biodigestore per la produzione e vendita del metano e per il cui funzionamento sono necessari materie prime forse provenienti da tutta la provincia, dovrebbe rivedere la sua stessa natura e smettere di fare profitto sulla salute dei cittadini”.

 


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