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Top e flop nella differenziata, la Provincia: “Le discariche hanno capacità ricettiva fino a 15 anni”

RIFIUTI - Il punto della presidente Moira Canigola e del suo vice Stefano Pompozzi sulla raccolta differenziata e sulla produzione di rifiuti nel territorio
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di Andrea Braconi

È stato presentato in Provincia dalla presidente Moria Canigola e dal suo vice Stefano Pompozzi un quadro della gestione dei rifiuti nel territorio provinciale. Pur emergendo dati contrastanti tra le percentuali di raccolta differenziata e la produzione di rifiuti annua pro capite, la situazione complessiva rende moderatamente soddisfatti i vertici dell’ente provinciale, che puntano ad un 2018 di messa a regime dei vari sistemi.

“È evidente come la percentuale sia via via aumentata – ha commentato la Canigola – e ci troviamo da una media del 57,64% del 2014 da una del 58,97% nel 2016. Non si tratta di una crescita esponenziale, ma comunque continua a crescere verso la media regionale. Una media, quindi, che ci lascia favorevolmente sperare, considerando che ci sono Comuni che hanno un’ampia possibilità di aumentare la loro percentuale”.

Tra i Comuni più virtuosi Torre San Patrizio, Monte Urano, Pedaso, Monte San Pietrangeli e Grottazzolina, tutti sopra il 70%. “Ci sono altre realtà piccole o meno piccole – ha aggiunto la presidente – che hanno ampi margini di recupero, come Lapedona e Monte Giberto. E se metteranno, come sono sicura faranno, una forte attenzione sulla raccolta differenziata riusciranno a raggiungere le medie dei Comuni più virtuosi e far crescere così quella provinciale. Fermo, per fare un esempio, è passata dal 38% del 2013 ad un 52%: un aumento rilevante che si accompagna ad una forte possibilità di crescita. Credo che questa sia la strada per continuare e migliorare sulla raccolta differenziata”.

E su questi valori, ha rimarcato la Canigola, si andrà ad incidere per la redazione del Piano d’Ambito. “Un documento attraverso il quale programmeremo la politica sulla gestione dei rifiuti dei prossimi anni. Come Provincia continueremo ad essere da stimolo affinché i Comuni continuino e velocizzino questo processo, consapevoli di quello che riveste per il futuro un gestione diversa del ciclo dei rifiuti”.

“Non siamo qui per festeggiare qualcosa ma per fare il punto – ha affermato Pompozzi -. Un apprezzamento va fatto a Comuni della costa che, nonostante il flusso turistico, riescono tutti ad essere sopra il 65%. Nel periodo 2013-2016 questa è la Provincia che cresce di più, non siamo i primi ma siamo quelli che in questi 4 anni hanno fatto il balzo in avanti più grande. Altro dato importante da sottolineare è che da 3 anni a questa parte siamo la provincia che produce meno rifiuti annui pro capite: ecco, su questo possiamo dire di essere la maglia rosa delle Marche”.

Importanti le aspettative di crescita, con Comuni che si stanno preparando a potenziare il proprio ciclo di rifiuti. “Oltre Fermo penso a Falerone, partito con la raccolta differenziata e il cui impatto lo vedremo il prossimo anno. A Servigliano, che vanta la percentuale più bassa con appena il 9,83%, partiranno ad inizio 2018 le 22 isole ecologiche. Andranno a regime strutture nuove che completano i punti di servizio nel territorio provinciale in termini di ecocentri, come Montegiorgio. C’è quello di Montefortino che verrà inaugurato tra qualche settimana, poi a seguire Santa Vittoria, Francavilla d’Ete e quello intercomunale Pedaso-Altidona. Ci sono poi i Centri del Riuso di Porto Sant’Elpidio, Montegiorgio e dal 2018 quello di Monte Urano. Certo, non dormiamo sonni tranquilli, vogliamo far crescere questi dati e abbiamo le potenzialità per farlo. Ma la cosa più importante da dire è che questo è un territorio che in termini di gestione del ciclo dei rifiuti è autosufficiente”.

Sullo stato delle discariche Pompozzi è chiaro: “Stanno bene e hanno capacità ricettive di lunga data, con Fermo e Torre San Patrizio che hanno progetti approvati per ampliamenti. Considerata la stima di potenziale ricettivo, da un primo conto grossolano (considerate che stiamo lavorando su uno studio di fattibilità) già possiamo affermare di avere una capacità ricettiva da qui a 15 anni. Quanto a conferimenti extra, l’Asite in questi anni ha smaltito un quantitativo nel totale rispetto dei parametri previsti, in un discorso di collaborazione con gli altri territori, rimanere nel piano provinciale sia in termini ordinari che speciali”.

E pur di fronte ad una lieve crescita della produzione rifiuti (“Un aspetto che va monitorato”), in un’ottica di gestione provinciale le recenti scelte delle Amministrazioni comunali fanno ben sperare. “C’è una compatibilità di fondo tra i vari sistemi, dal porta a porta alle isole automatizzate. Quando si andrà ad approvare il piano le tipologie potranno essere solo quelle che riescono ad armonizzarsi all’interno di un sistema complessivo. Come ATA stiamo accelerando e ci siamo messi sostanzialmente già in pari con le altre realtà provinciali. L’intenzione è avere entro l’anno il nostro piano approvato, per iniziare poi a raccogliere i vari pareri”.

“Vogliamo incentivare tutte le forme di raccolta – ha concluso la Canigola – ma la cosa ottimale rimane quella della diminuzione dei rifiuti: meno si produce, meno di raccoglie, meno si differenzia, meno va in discarica”.


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