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Passa la mozione Busilacchi: “Senza medici non obiettori violato diritto salute della donna”

REGIONE - Approvata dall'aula la richiesta del consigliere di Articolo 1 - Mdp per una corretta applicazione della legge 194 sull'interruzione della gravidanza
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“La Giunta regionale vigili e regolamenti l’entità e la distribuzione presso le strutture sanitarie pubbliche regionali dei ginecologi non obiettori di coscienza per garantire che il servizio sanitario di interruzione volontaria di gravidanza sia fornito in modo uniforme in tutto il territorio; valuti con i vertici operativi del servizio sanitario regionale la possibilità di predisporre le procedure pubbliche finalizzate ad assumere personale specificatamente dedicato a prestazioni per quelle connesse all’interruzione volontaria della gravidanza: potenzi le attività dei consultori familiari volte al sostegno della procreazione responsabile.” Questo l’impegno chiesto alla Giunta dal consigliere regionale, Gianluca Busilacchi, con una mozione approvata oggi dall’Aula.

“Anche se in Italia – ha detto Busilacchi – diminuiscono le richieste di interruzione della gravidanza, nelle Marche si riscontra una situazione critica laddove si registrano alte percentuali di medici che scelgono l’obiezione di coscienza. In alcuni ospedali sono tutti obiettori. Questo porta le strutture a supplire la carenza di medici non obiettori o con la mobilità del personale, che ovviamente non può garantire la continuità del servizio, o ricorrendo a collaborazioni con professionisti non dipendenti dal servizio sanitario regionale con un conseguente aggravio dei costi complessivi del sistema, o infine, quasi sempre interrompendo il servizio stesso. La carenza, poi, nell’applicazione della legge 194/78 determina una sostanziale violazione del diritto alla salute della donna e rappresenta una discriminazione nei confronti dei medici e degli infermieri non obiettori. Da qui la necessità di intervenire, come hanno fatto altre Regioni Italiane e garantire servizi e diritti.”

Il Lazio si è già mosso in questo senso bandendo concorsi pubblici che prevedono l’assunzione di ginecologi da assegnare ai Day Hospital e Day Surgery proprio per l’applicazione della legge 194.

“Fermo restando l’importante ruolo di previsione, vigilanza e assistenza che deve essere svolto dai Consultori in questo ambito – ha affermato Busilacchi – va rispettato il diritto all’obiezione di coscienza dei medici che va comunque contemperato con quello all’interruzione volontaria di gravidanza che fa parte dei diritti alla salute della donna. Anche perché laddove c’è un diritto del cittadino c’è una responsabilità pubblica di renderlo effettivo, organizzando e fornendo i servizi necessari al suo esercizio”.


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