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Tutte le novità della Casa della Memoria:
“Vogliamo una società aperta e in pace”

SERVIGLIANO - Intervista al direttore scientifico dell'associazione storica Paolo Giunta La Spada sulle attività sviluppate nell'ultimo periodo e su quelle programmate per il 2018
martedì 10 Ottobre 2017 - Ore 11:15
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di Andrea Braconi

Dall’estate scorsa la Casa della Memoria di Servigliano è all’opera per preparare le attività dell’anno 2017/2018. Abbiamo incontrato il prof. Paolo Giunta La Spada, direttore scientifico dell’associazione storica.

Professore, ci sono novità per la Casa della Memoria?

“Sì, come ogni biennio abbiamo rinnovato il Consiglio Direttivo. Dal primo settembre scorso il nuovo presidente è Giordano Viozzi, è giovane e preparatissimo, è di Servigliano, e sicuramente ci darà una grossa mano. Emidio Pipponzi, che è stato presidente nell’ultimo biennio e che ringraziamo per il suo ottimo lavoro, si occuperà di segretariato e contabilità. Pino Millozzi rimane vice presidente dell’Associazione e responsabile delle visite scolastiche al campo di prigionia. Ian McCarthy, sarà come sempre il coordinatore delle Freedom Trails. Antonio Millozzi il referente del Monte San Martino Trust. Io sono stato confermato direttore scientifico dell’Associazione, un impegno importante per la ricerca storica, i percorsi formativi, la cura dei contenuti. Alla Casa della Memoria, comunque, siamo consapevoli che, al di là delle competenze, ognuno di noi fa del suo meglio per promuovere la ricerca storica sul territorio, le attività culturali e formative, i nostri valori costituzionali, l’educazione alla pace.”

A proposito di pace: il 12 maggio scorso a Servigliano si è tenuto l’Incontro per la Pace, con una grandissima partecipazione.

“E’ stato un importante momento di riflessione e di educazione alla pace. C’erano 400 studenti di scuola superiore, soprattutto quinte classi, provenienti del territorio di Fermo, Ascoli e Macerata. Continueremo la collaborazione con l’Università per la Pace di Ancona. Sto lavorando ad una rete di scuole promotrici di pace. I giovani d’oggi sono spesso rassegnati a un nichilismo senza speranza o attratti dalle stesse ideologie violente che condussero l’Italia e il mondo alla catastrofe della dittatura e della guerra. Le scuole possono diventare non solo centri di formazione per i mestieri e i saperi del futuro, ma anche il massimo presidio di legalità, libertà, confronto democratico. All’ITI Montani di Fermo, la scuola dove ho il piacere di lavorare, stiamo andando verso un impegno formativo sempre più significativo.”

Si ripeterà questo storico incontro con tutte le religioni?

“Sì, sicuramente, Servigliano sarà ancora una volta cosmopolita, ma stiamo studiando una forma di evento che valorizzi ancora di più il dialogo interreligioso e la volontà di costruire una società che vogliamo aperta e in pace.”

Quale sarà il primo evento della stagione?

“Speriamo di ospitare presto a Servigliano Filippo Ieranò, il nostro presidente onorario, per la presentazione del suo ultimo libro (“L’eccidio dimenticato”), una storia che ci consente di rievocare gli orrori della guerra e dell’occupazione nazifascista e di riflettere sul tema del dissenso, della disobbedienza civile, dei diversi modi di guardare alla Resistenza.”

Ricerca storica: ci sono novità significative?

“Sì, sto conducendo delle ricerche finalizzate all’obiettivo di sapere i nomi di chi fu prigioniero nel campo di Servigliano durante la prima guerra mondiale. Questo ci permetterà di capire da quali valli venivano i prigionieri trentini in servizio per l’esercito austro-ungarico. Nel 2018 parleremo della fine della prima guerra mondiale.”

E poi come ogni anno sarete protagonisti della Giornata della Memoria.

“Abbiamo intenzione di approfondire il lavoro fatto con gli studiosi del campo di Fossoli. Probabilmente lavoreremo insieme. La Giornata della Memoria non deve essere una celebrazione vuota, ma un momento di conoscenza, studio, confronto. La storia non si studia per guardare al passato, ma per capire come possiamo costruire un mondo in pace, senza dittature e senza razzismo. Molti fermani non sanno neanche che da Servigliano decine di ebrei furono deportati e sterminati ad Auschwitz.”

Anche il Giorno del Ricordo vi vede protagonisti nella rievocazione degli anni che videro il campo di Servigliano ospitare i profughi giuliano-dalmati.

“Stiamo pensando ad un evento significativo, forse con i nostri amici dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia.”

Altre iniziative con le scuole?

“Tante. Visite degli studenti al campo. Laboratori di Filosofia con me e con il prof. Andrea Campanari. Presentazione di libri e film. Inoltre, corsi di formazione per docenti.”

Ci può dire di più?

“I corsi si svolgeranno tra febbraio e marzo 2018 in tre diversi appuntamenti. Il tema sarà La prigionia nel Novecento e l’educazione alla pace attraverso le competenze didattiche. L’esperienza della prigionia nel Novecento è stata spesso trascurata dalla storiografia ufficiale che ha preferito occuparsi di battaglie, mezzi tecnici, strategie di guerra. Conoscere la prigionia, cioè la privazione e sofferenza di milioni di persone costrette alla reclusione, ci permette di conoscere gli aspetti più drammatici e meno eroici delle guerre e costituisce un elemento imprescindibile di educazione ai valori della pace e di educazione alla cittadinanza attiva.”


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