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Quote rosa, il rimpasto di Terrenzi
non piace all’opposizione:
“L’arroganza che batte in ritirata”

SANT'ELPIDIO A MARE - Dalla coalizione di Conti: "Dopo aver sbertucciato l'opposizione e dopo aver fatto la voce grossa contro Monia Tomassini e Cristiana Tosoni, il sindaco ottempera a quanto la legge lo obbligava a fare fin dal primo momento"
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Se le consigliere di parità della regione Marche hanno espresso apprezzamento (leggi l’articolo) per il riequilibrio di genere in seno all’amministrazione Terrenzi, per l’opposizione ci sono ben pochi motivi per complimentarsi. La coalizione di Fabio Conti definisce la scelta del sindaco di Sant’Elpidio a Mare come “l’arroganza che batte in ritirata”. Proprio dal gruppo di minoranza, firmatarie la consigliera comunale Monia Tomassini e la coordinatrice dei Democratici e popolari Cristiana Tosoni, è partito il ricorso al Tar contro l’illegittimità della giunta elpidiense, in difetto di rappresentanza femminile stando ai dettami della legge Delrio (leggi l’articolo). Un ricorso (la discussione si sarebbe effettuata il 25 ottobre, ma a questo punto è venuta meno la ragione del contendere) che di certo ha costretto il primo cittadino ad accelerare l’avvicendamento in giunta. Duro il commento della coalizione di minoranza. “Alla fine, dopo aver sbertucciato l’opposizione, che fin dal primo consiglio comunale aveva sollevato la questione, dopo aver preso in giro i consiglieri e i cittadini, dichiarando che non era in grado di trovare nessuna donna da mettere in giunta se non la propria mamma (si sa la mamma è sempre la mamma), dopo aver fatto la voce grossa contro Monia Tomassini e Cristiana Tosoni ree di essersi impegnate personalmente affinché anche a Sant’Elpidio a Mare venisse riaffermato il primato della legge sulla prepotenza e sui giochetti politici fatti con il manuale Cencelli in mano, il sindaco di fronte ad una sconfitta certa di fronte al Tar se la dà disonorevolmente a gambe e ottempera finalmente a quanto la legge lo obbligava a fare fin dal primo momento“. Legittimità quindi ripristinata, ma per la coalizione dei Democratici e popolari, Può essere meglio e la Lista, “resta per tutti coloro che hanno a cuore le pubbliche istituzioni, l’amaro in bocca per il comportamento grave proprio da parte di chi quelle stesse istituzioni avrebbe dovuto tutelare, essendone a capo. Rimane il fatto che la legalità è stata ripristinata non per la sensibilità del sindaco su questo versante, che è evidentemente del tutto assente, ma solo grazie ad un unico gruppo di opposizione e ad alcuni normali cittadini che si sono autotassati, affinché un simile grave affronto alle istituzioni non restasse senza conseguenze”.


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