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“No a promesse, subito
riconoscimento area di crisi”
:
la richiesta della Cna a Matteo Renzi

ECONOMIA – Il presidente Paolo Silenzi rilancia anche su Made in e costo del lavoro: “ Intervenire subito è di vitale importanza per le nostre aziende”
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Paolo Silenzi

di Andrea Braconi

Tutela del Made in, costo del lavoro e inclusione del distretto calzaturiero fermano maceratese nelle cosiddette aree di crisi: ruoterà soprattutto su questi tre fattori il confronto tra il segretario del Pd Matteo Renzi e le associazioni di categoria, a partire dalla CNA, come spiega a Cronache Fermane il presidente Paolo Silenzi.

MADE IN

“Ribadiremo il fatto che nel 2014 abbiamo perso una grande opportunità con il Parlamento Europeo che aveva la maggioranza per approvarlo, ma tutto si è bloccato in Consiglio. C’è uno sbilanciamento e c’è confusione per quanto riguarda la trasparenza e la tracciabilità dei prodotti, quindi insisteremo ancora su questo.”

COSTO DEL LAVORO

“Non riusciamo più a generare dei prodotti competitivi, cioè che quando c’è una propensione al consumo i nostri prodotti figurano tra le eccellenze e hanno quel valore in più; ma in una fase come questa dove il consumatore è portare a tirare di più la cinghia allora siamo i primi a risentirne. I nostri imprenditori ci dicono che non solo il costo del lavoro è tra i più alti d’Europa ma anche che i salari sono tra i più bassi. Ci troviamo a pagare una serie di contributi e tasse che ci toglie la propensione agli investimenti. Proposte come Industria 4.0 oppure defiscalizzazione dei campionari sono misure propedeutiche se però c’è una situazione florida, con un equilibrio di mercato e queste manovre possono dare valore aggiunto e che vanno diritte alla metà. Ma in questa fase siamo un gradino sotto, non riusciamo ad avere commesse. Il mercato ci dice che i prodotti sono belli, hanno un valore aggiunto ma purtroppo il costo è diventato troppo elevato. Per riacquistare competitività dobbiamo assolutamente valorizzare il Made in e avere un costo del lavoro più basso. Ci sono regioni che riescono attraverso anche manovre fiscali regionali ad abbassare certi costi. Ma serve uniformità sul territorio nazionale, serve un piano organico, magari prendendo esempio proprio da quelle realtà più virtuose.”

AREA DI CRISI

“Viviamo la situazione di concerto con tutte le altre associazioni di categoria e con i sindacati attraverso il tavolo tecnico provinciale ma adesso bisogna ampliare questa visione, portando queste criticità su un tavolo tecnico nazionale. Questo lo facciamo solo se riusciamo ad l’inclusione del nostro distretto nelle cosiddette aree di crisi. A questo tavolo si potrà mirare ad attuare politiche mirate per risollevare il calzaturiero. Non possiamo continuare a suonarcela e cantarcela da soli, deve esserci riconosciuto questo status in base a dati oggettivi che sono consultabili da tutti. Renzi non deve farci promesse ma creare le condizioni per arrivare a questo obiettivo. Intervenire subito su questo è di vitale importanza per le nostre aziende.”


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