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Patagonia in pillole:
giù il sipario e grazie
italiani d’Argentina

ESPERIENZE - Il congedo dei 4 teatranti con i ringraziamenti a LaGrù e al Console Generale d'Italia in Bahia Blanca, Antonio Petrarulo. Oggi in terra argentina la versione sudamericana di "Asino chi non legge"
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di Oberdan Cesanelli

Non è stato difficile trovare le parole per descrivere fin qui questo viaggio, venivano da sole, senza chiedere il permesso. I paesaggi infiniti, le persone, le loro storie, erano la fonte dalla quale sono sgorgate. Oggi invece è difficile.

Ieri abbiamo fatto l’ultimo spettacolo, nel magnifico Teatro Municipal di Bahia Blanca, 800 posti, 300 aperture all’anno, un vero onore e privilegio. L’ultima rappresentazione in terra d’Argentina. L’ultima. Non è facile trovare le parole.

In mattinata siamo stati ricevuti in Municipio dall’assessore alla cultura , ci ha offerto un caffè e ci ha fatto sentire la sua amicizia, ricordando il gemellaggio con Fermo.

La platea era piena, un bel pubblico, caloroso, accogliente, ma non poteva essere altrimenti.

In prima fila il Console Generale d’Italia in Bahia Blanca, Antonio Petrarulo, che non finiremo mai di ringraziare per quanto si è speso per questo progetto.

Quindi, i ringraziamenti: come scritto, grazie al Consolato Generale d’Italia in Bahia Blanca; grazie a Juan Carlos Paglialunga, a Marta Morelli e a tutta la loro bellissima famiglia, in primis il piccolo Ramiro, bambino dolcissimo che ci ha conquistato con la sua passione per i mulini e tutto ciò che gira, e mi ripeto, a casa di Juan Carlos come a casa nostra; grazie a tutte le comunità, le associazioni, le scuole, le famiglie che ci hanno ospitato e aiutato in questo viaggio meraviglioso; grazie all’Associazione Lagrù, la nostra associazione, sempre vicina e orgogliosa per quello che stiamo facendo; grazie a Giulia e Francesca, che in Italia stanno facendo anche il nostro lavoro, tranquille, stiamo tornando; grazie ai miei tre compagni di viaggio, che si sono fidati e adattati ad ogni situazione e ad un percorso non sempre facile (la Japonesa…) e che hanno messo la loro grande professionalità a disposizione del progetto; grazie a chi dall’Italia ci ha seguito attraverso queste pillole di diario e grazie a chi le ha pubblicate; grazie a tutti gli italiani d’Argentina che non dimenticano le proprie radici e quindi ci invitano a ritrovare le nostre; grazie a questa terra; e infine, perché no, grazie a me stesso, che ho fatto un progetto, buttato giù un testo, coltivato relazioni che hanno fatto sì che tutto questo potesse realizzarsi. Quanno ce vo, ce vo…

Oggi qui c’è Asino chi non legge, la versione sudamericana della maratona di lettura da me ideata, quarto anno consecutivo, circa 80 lettori che leggeranno in italiano. Per la seconda volta, come due anni fa, ho il piacere di essere presente e devo dire che mi cresce un po’ di tristezza, perché in Italia questa manifestazione, unica nel suo genere, quest’anno non c’è stata, e non per mia volontà. Ma così va il mondo.

Buena onda, Argentina…


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