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Poderosa, capitan Amoroso & soci
per un poker di successi consecutivi

SERIE A2 - Lo stop iniziale di Ferrara, poi la serie di vittorie imposte a Roseto, Piacenza, Verona e la recente di Treviso, con tanto di due blitz esterni compresi nella mini serie. Per la XL Extralight uno scoppiettante inizio di torneo tutt'altro che da matricola, e domenica si torna al PalaSavelli per la sfida contro la Unieuro Forlì
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Il capitano della Poderosa, Valerio Amoroso

MONTEGRANARO – Con il successo maturato domenica a Treviso coach Gabriele Ceccarelli ha concesso due giorni di riposo alla sua compagine, giusto premio non solo per aver riportato nel Fermano lo scalpo della De’ Longhi ( guidata dall’indimenticato coach della Sutor, Stefano Pillastrini ), ma a nostro avviso, come sorta di più largo riconoscimento per lo scoppiettante inizio di stagione. A tracciare un bilancio postumo ai primi cinque impegni di calendario ecco il capitano gialloblù, Valerio Amoroso, tra i protagonisti della nuova e recente impresa corsara.

Amoroso, tolta Ferrara ecco un filotto di quattro successi con vittime sportive Roseto, Piacenza, Verona e Treviso. Il segreto di questo avvio sprint?

“Siamo una squadra con del talento, abbiamo fatto prevalere il coefficiente tecnico degli americani, per dei valori che hanno dato molta fiducia a tutti. Chiunque di noi entrava in campo in queste prime uscite è riuscito a dare il 100%, e così continueremo a fare. Non siamo comunque al top, dobbiamo infatti lavorare un ancora sulla difesa, ci costa qualcosa in termini di certezze. In più di un’occasione infatti molti dei vantaggi accumulati durante i minuti di gara sono venuti meno, cercheremo dunque di ottenere una maggior grado di ermeticità dalle parti del nostro canestro”.

Zucca e capitan Amoroso al termine di un allenamento disputato alla Bombonera di Montegranaro

Com’è stato incrociare coach Stefano Pillastrini dopo la parentesi vissuta insieme all’apice della longeva e gloriosa storia sportiva della Sutor?

“Non era la prima volta in cui il coach stava dall’altra parte della barricata. Con lui ci sono trascorsi comuni importanti, insieme ne abbiamo passate tante e rispetto ad altri precedenti, a Treviso c’era il fatto che giocavo per una squadra di Montegranaro. Difatti non sono stato l’unico a salutarlo prima e dopo la gara, per lui affrontare una realtà veregrense è stato qualcosa di speciale, condito da ricordi e rapporti di  amicizia. Tutto certamente molto bello, ancora adesso continuano a venirmi in mente molti momenti stupendi passati insieme”.

Ieri si è chiusa la due giorni di riposo concessa da Ceccarelli e da quest’oggi si riparte con il lavoro sul campo alla volta della sfida in programma domenica al PalaSavelli contro Forlì. Che gara sarà?

“Sarà tosta, loro sono infatti un collettivo composto da giocatori molto fisici rispetto alle squadre incontrate sino ad ora. In un’amichevole gli abbiamo tenuto testa, in un torneo abbiamo avuto del filo da torcere contro di loro. Ci prepareremo come sempre fatto, facendo anche in modo, tra l’altro, di far pesar loro il fattore casalingo. Il calore del PalaSavelli a mio avviso è un elemento da non sottovalutare. Mi auguro che ci siano le solite presenze, anzi, che crescano ulteriormente a premiare tutto il nostro lavoro, e per tale intendo quello a partire dalla proprietà”.

In azione sottocanestro

A distanza di qualche anno, come ha ritrovato Montegranaro ed il Fermano? Che idea si è fatto, nel tempo, di quest’angolo d’Italia?

“E’ una domanda che va a parare dritta con il recente passato. Credo che la parte finale della storia chiamata Sutor abbia rovinato quanto fatto di buono fatto sino adesso in città e nel comprensorio, dove il basket è qualcosa di veramente sentito e seguito. Vedere poca gente oggi rispetto a quella che un paio di lustri fa affollava l’ambiente sportivo mi da un senso di amarezza. E’ infatti un peccato che Montegranaro abbia perso lo smalto dei tempi migliori, suddividendosi in una sorta di fazioni. A suo tempo le problematiche potevano essere gestite in modo diverso, ma così non è stato, ed oggi credo che la famiglia Bigioni abbia compensato molto di quanto sia mancato in città di recente. Si sta facendo qualcosa di importante, con tanto di risultati, sarebbe bello vedere più volti di un tempo al palazzetto”.

Paolo Gaudenzi


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