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Ci apre la sua casa e racconta:
“Ho trovato di nuovo Catia”

Catia Ciabattoni, ex assessore al turismo e al commercio di Porto San Giorgio, si racconta. La rubrica "Donna" apre la porta del suo mondo, quello intimo delle passioni, dei ricordi e della vita che l’hanno resa così com'è. Incompresa, spesso.
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Foto e testi di Claudia Mazzaferro

 

A casa di Catia e Claudio si respira un’aria morbida, calda. Tutto accoglie a partire dalla padrona di casa. E lei ad aprirci la porta del suo mondo, quello intimo delle passioni, dei ricordi e della vita che l’hanno resa la Donna che è. Incompresa, spesso. Ma tenace, brillante, agguerrita. Incontrarla a casa è insolito quanto piacevole. Circondati da tutto ciò che le appartiene. Impegnata politicamente sin dall’adolescenza, un passato professionale nella moda, una passione per il cibo, qualche sassolino nella scarpa. E un viaggio lunghissimo ancora da fare. Catia Ciabattoni, ex assessore al turismo e al commercio di Porto San Giorgio, si racconta.

 

Ci conosciamo da diverso tempo. Ma oggi sveliamolo a chi ancora non lo sa. Chi è Catia Ciabattoni?

Sono nata ad Ascoli Piceno…qualche anno fa. Perito commerciale, iscritta poi a Giurisprudenza. Frequentavo l’università con la leggerezza dei vent’anni. Qualche esame, poi decisi che era ora di cambiare aria. Risposi ad un annuncio di Luisa Spagnoli, cercavano personale dirigente per il centro Italia. A Pesaro superai il primo step, poi a Pescara e infine Milano, sei mesi di formazione. Un’esperienza professionale bellissima. Ero giovanissima e avevo già una grande responsabilità. Aprii due negozi e mi occupai della gestione dei punti vendita e del personale. Poi, sempre nel settore, scelsi di lavorare per una grande azienda della vallata del Tronto. Sono rimasta con loro fino alla nascita di Gian Marco. Ho anche studiato pubbliche relazioni, passione che ho coltivato e applicato in politica.

 

Catia e la politica. Quasi un binomio inscindibile da sempre, direi.  

Da adolescente fino al resto dei miei giorni. Sempre con estrema coerenza. Amo la politica. Quando sono arrivata qui ho ripreso il mio impegno, ho iniziato a frequentare la federazione di Fermo, la sezione di Porto San Giorgio, poi responsabile provinciale femminile dei Ds, sono stata nella Commissione Garanzia regionale e in direzione provinciale. Il classico percorso che si faceva anni fa per la selezione della classe dirigente, che oggi non si fa più. Al fianco di Claudio, quando è stato sindaco. La mia vicinanza non era invadenza, ero parte integrante del partito e avevo un ruolo sia a livello provinciale che regionale. Il mio impegno è sempre stato totale, tutta la mia famiglia ha dato molto, sia in ambito politico che in quello sportivo. Sono stata presidente dell’Adria Basket A2 femminile. Non mi sono fatta mancare nulla e in tutto questo c’è stata la dedizione totale a mio figlio.

 

Che oggi ha 26 anni ed è prossimo alla laurea. Sei sempre riuscita ad essere presente o l’impegno politico ti ha distolto dalla famiglia?

Sono senza dubbio una donna privilegiata. Ho sempre potuto fare le mie scelte in tutta serenità. Compresa quella di crescere mio figlio, con il quale ho un rapporto bellissimo, profondo. Non ho alcun rimorso. Gian Marco è il mio grande amore. Il fulcro di una famiglia per cui sono sempre stata molto presente. Nonostante sia stato molto difficile, specialmente negli ultimi anni.

 

Sei seduta lungo la sponda del fiume e aspetti?

(sorride)

 

Sono piovute critiche da più parti al tuo operato. Eppure i numeri alle ultime elezioni le hanno smentite. Poi qualcosa è andato storto. Cosa?

Esattamente non lo so. Ho saputo che non sarei stata riconfermata il giorno prima delle nomine ufficiali. Il mio disappunto è noto. Avrei preferito dare continuità ai miei progetti. Cinque anni fa sono stata la donna più votata, alle ultime elezioni i numeri sono addirittura raddoppiati. Smentiamo questa storia delle critiche. Ero un parafulmine, c’è stata molta strumentalizzazione. La gente mi è stata molto vicina, mi ha votata. Non credo sia necessario aggiungere altro. Sono qui, presente. Non farò mancare il mio contributo per quanto possibile. Non nascondo che il momento storico è particolarmente difficile, non so quanto facile sarà attuare il programma elettorale. Non c’è fluidità.

 

C’è mai stato un confronto?

Mai. Ma ripeto, ci sono. Sono qui. Vedremo.

 

A chi devi i tuoi successi e le tue sconfitte?

A me stessa. Non sono mai scesa a compromessi. Sono una persona estremamente generosa e rispettosa magari divento rigida e aggressiva quando qualcuno invade il mio spazio. Questo è il mio modo di essere, che non viene recepito in maniera corretta. Mi rendo conto di avere una personalità estremamente forte ma se non l’avessi avuta non avrei mai potuto fare quello che ho fatto. Nessuno mi ha mai regalato niente, come non ho mai permesso a mio marito di garantirmi dei binari agevolati. Mi dava fastidio che la gente potesse pensare che il mio ruolo, la mia posizione, fossero un naturale proseguimento della mia condizione di moglie di Claudio Brignocchi. Anche in campagna elettorale ho sempre chiesto a Claudio un profilo defilato. Con lui al mio fianco non è sempre stato facile percorrere la mia strada. Ai concorsi pubblici, per esempio. C’erano sempre delle incompatibilità, un rigore oggi inesistente.

 

Claudio, appunto.

Ho trascorso nella mia vita più tempo con lui che non da sola. Insieme da trent’anni. Abbiamo condiviso moltissimo. Sicuramente la mia più grande passione. Avevo bisogno di tornare nella mia dimensione di madre e moglie. Mi mancavano la mia famiglia, i miei spazi. Ho trovato di nuovo Catia. Negli ultimi due anni la cercavo ma non rispondeva più. Sono tornata.

 

Uno stop prima di una ripartenza?

Sicuramente, ma non so ancora in quale direzione. Guardo indietro e dico “sì, sono soddisfatta del lavoro svolto”. Quando ho iniziato non c’era nulla e ci ho messo sempre la faccia, assumendomi responsabilità che non so se tutti sono oggi pronti ad assumersi. Ma avevo bisogno di nuova energia. Mi guardo intorno, osservo, cerco di capire, anche a livello nazionale, cosa accadrà.

 

Il valore che vorresti trasmettere a tuo figlio, a conti fatti.

 La coerenza, la trasparenza. Essere se stesso prima di ogni cosa. Non voglio piacere a tutti e non mi cambierei per nessun motivo al mondo.

 

Cosa ti piacerebbe fare domani?

Un viaggio lunghissimo. Finora non c’è stato tempo nemmeno di respirare. Adesso mi piacerebbe. Sono curiosa della vita. Ci sono così tante cose da scoprire, da imparare.

 

Prima di andarmene poso lo sguardo sulla libreria e le chiedo di scegliere un libro che la rappresenti. Afrodita di Isabel Allende.

“Dimenticavo – aggiunge – la cucina, il cibo, sono un’altra mia grande passione”.

E sorride con lo sguardo luminoso di chi è pronto alla prossima sfida. E non ai fornelli…

 


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