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I Cinque Stelle non ci stanno
e chiedono garanzie:
“Il Gigli? Un’operazione al buio”

PORTO SANT'ELPIDIO - Dura presa di posizione nei confronti delle scelte operate dall'Amministrazione comunale e in particolare dal sindaco Franchellucci
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“Dopo aver avuto notizia del ritiro del permesso a costruire e l’inizio dei lavori da parte del proprietario del cine teatro Gigli, le domande sono d’obbligo, non tanto per le dinamiche che un privato imprenditore mette in campo per dare espressione alla natura, per altro legittima della sua attività che mira ad un profitto personale, ma alla mancanza di tutele nell’affare di permuta fra Comune e privato”.

Così il Movimento 5 Stelle di Porto Sant’Elpidio, attacca Pd e sindaco.

“Quello che non si riesce a capire è il modo in cui il Comune, per mano dell’Amministrazione targata Partito Democratico e in mano al sindaco Franchellucci, possa dare garanzie in merito all’operazione che porterà all’acquisto della maggior parte dell’immobile una volta conclusi i lavori di restauro. L’Agenzia del Demanio ha già espresso il suo parere che non è del tutto positivo visto che nel verbale emanato dalla stessa Agenzia si inserisce un’indicazione ben precisa da parte del provveditorato delle opere pubbliche, e cioè il ribasso al 10% fissato nell’ultimo accordo passato in Consiglio comunale non è in linea con il ribasso che solitamente si applica ai lavori di restauro degli edifici dei beni immobili sottoposti a tutela, consigliando una variabile fra il 20 e 30%. Se così fosse, il Comune, all’atto dell’acquisto, potrebbe risparmiare molti soldi pubblici (circa 220.000 euro). Inoltre, le dichiarazioni del sindaco danno il presagio di un aumento dei costi dell’operazione vista l’intenzione da parte del sindaco stesso a compartecipare alle spese impreviste durante i lavori.

A questo punto, come rappresentanti dei cittadini, pretendiamo garanzie sicure, visto l’inizio dei lavori senza una convenzione firmata, senza la possibilità di avere la giusta trasparenza e controllo contabile da parte del Comune sull’andamento dei lavori, sul rispetto del computo metrico sulla scelta dei materiali, finalizzate ad avere tutela al momento dell’acquisto del Beniamino Gigli. Questa più che un’operazione per dare luce ad un immobile dimenticato da tempo è un’operazione al buio.

Inoltre, ad oggi, non ci sono garanzie in merito all’entità dell’importo dei lavori e non sappiamo ancora se sono state ottemperate le clausole relative al vecchio accordo che prevedevano, oltre al parere dell’agenzia del demanio, la liberazione di ogni ipoteca relativa alla parte del Beniamino Gigli che il comune acquisterà dal privato. Al prossimo Consiglio comunale agiremo proponendo di inserire nella convezione indicazioni per eseguire le giuste valutazioni, il corretto svolgimento dei lavori, garantendo che l’operazione di permuta rispetti il principio di equità fra le parti”.


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