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Quote rosa, opposizione al contrattacco:
“Costretti al ricorso
per far rispettare la legge”

PORTO SAN GIORGIO - La minoranza questa mattina ha tenuto una conferenza stampa sul tema che anima la politica sangiorgese. La proposta: "I soldi spesi per il ricorso al Tar siano devoluti con delibera di giunta a famiglie bisognose"
sabato 11 novembre 2017 - Ore 13:31
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di Sandro Renzi
Quote rosa, la parola passa all’opposizione. Conferenza stampa poco fa dei consiglieri di minoranza che tornano a bomba sulla decisione del Tar che ha respinto la loro istanza cautelare per ottenere la sospensiva del decreto di nomina della giunta. Loira non ha rispettato il principio della parità di genere nominando una sola donna nella sua squadra. All’appello, infatti, ne manca un’altra stando al dettato della norma Delrio. Ad aprire le danze è Andrea Agostini, consigliere comunale e, nella vesta di avvocato, estensore del ricorso ai giudici amministrativi. “A Sant’Elpidio a Mare il sindaco si è subito adeguato dopo il ricorso della minoranza –ha ricordato Agostini- qui a Porto San Giorgio no. I ricorrenti hanno atteso fino alla fine che Loira si adeguasse, fino all’ultimo giorno possibile, prima di presentare il ricorso. Il giorno dopo parte il Piano di rimozione della discriminazione di genere firmato dal sindaco ed indirizzato alle consigliere di pari opportunità. Senza ricorso quindi non ci sarebbe stato neanche questo Piano”. Agostini snocciola date e scadenze e ripercorre le ultime tappe fino all’udienza dello scorso 8 novembre. “Il 10 finalmente arriva il bando pubblico per la scelta di una assessora –prosegue Agostini- ma non c’è mai stata un’istruttoria pubblica. Con la pronuncia del Tar il cronoprogramma inserito nel Piano di rimozione diventa di rilevanza giuridica. Scadenza 14 febbraio. Se il sindaco non si dovesse adeguare il problema non si pone. Chiederemo pure un’altra istanza cautelare”. Sul piano politico Agostini va giù pesante e parla di una “presa in giro delle donne sangiorgesi. L’affiancamento di 20 giorni per la nuova assessora mi lascia basito e sono curioso di vedere questa sfilata di curricula”.

Sul punto la minoranza è compatta. “La qualità della persona non può essere legata al sesso” dicono. “Questa per noi è una vittoria –prosegue Carlo Del Vecchio- non pensavamo di arrivare fino a questo punto, metterci le mani in tasca per fare un ricorso. I soldi spesi da noi consiglieri devono essere devoluti in beneficenza a favore di famiglie bisognose ed italiane di Porto San Giorgio. Facciano una delibera di giunta in tale senso. Questo sarebbe giusto. Non vogliamo indietro neanche un euro”. Il capogruppo di Fi si sofferma ancora sulla questione dell’affiancamento. “E’ incredibile. Spero che Loira non aspetti 120 giorni per decidere. Chiedo che si faccia quanto prima il nome della nuova assessora”. E’ poi la volta del civico Marco Marinangeli. “Anche se non ho firmato il ricorso –dice- l’opposizione sta facendo squadra. Tanto sul tema delle quote rose quanto su altre questioni dirimenti per la città. Le donne hanno caparbietà e capacità per ricoprire un ruolo da assessore. La Legge Delrio è penalizzante, ma dal momento che c’è, un sindaco non può permettersi di non rispettarla. La situazione in cui si trova questa amministrazione è imbarazzante”. Marinangeli accende i riflettori anche sull’immobilismo e l’arroganza della maggioranza che “spadroneggia e ridicolizza la minoranza ricordando ad ogni occasione l’esito elettorale di giugno”. Il consigliere Renzo Petrozzi non ci sta. “La legge fatta dal Pd è stata scritta con i piedi tant’è che non si prevede alcun meccanismo di controllo. Se c’è qualcosa che non va l’unica strada è il ricorso al Tar. Quello che abbiamo fatto, perché non ci fidiamo né di Loira né del suo partito. E dire che quello della fiducia era il suo slogan elettorale”. Petrozzi passa dall’urbanistica ai T-red, dalle lampade votive alla vendita della San Giorgio Energie attaccando su tutti i fronti l’amministrazione di centrosinistra. “Il cronoprogramma per scegliere un’assessora non lo ha fatto neanche Trump –prosegue Petrozzi- possibile che il Pd non trovi una donna in città per ricoprire questo ruolo?. Chiude Maria Lina Vitturini. “Sono temi di cui mi occupo da 20 anni. La legge è giusta ma zoppa”. La Vitturini ribadisce anche che non intende candidarsi come assessore. “Ho fatto ricorso perché credo che la legge sulle pari opportunità sia importante e non voglio fare l’assessore”.


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