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Riportare all’antico splendore il loggiato San Rocco: portali, colonnato e pitture

FERMO - Pitture riferite alla traslazione della santa casa di Loreto potrebbero trovarsi sul soffitto del loggiato di San Rocco. L'intervento di restauro in corso punta, tra le altre cose, a trovarle e valorizzarle
sabato 11 novembre 2017 - Ore 13:50
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di Alessandro Giacopetti

Coloro che sono passati anche distrattamente in piazza del Popolo avranno notato l’impalcatura allestita da qualche giorno attorno al colonnato del loggiato di San Rocco, attiguo al Palazzo Comunale. Un luogo simbolo non solo del centro ma dell’intera città ed una delle parti più antiche. Si tratta di un restauro che tratterà le parti lapidee del colonnato del loggiato, sia esterne che interne:“Cioè tutto quello che riguarda colonna, capitello, basamento – spiega la restauratrice Maria Letizia Vallesi, di Rinnovarte, a capo del lavoro – mentre nella parte interna del loggiato ci sono tre portali: quello al centro lo abbiamo restituito all’originario splendore 2 anni fa. Ora ci occuperemo di quelli laterali.
La proprietà è della diocesi di Fermo che assieme al Comune, alla fondazione Terzo Millennio e a 12 aziende del territorio hanno contribuito economicamente al restauro. L’obiettivo è quello di riattivare la figura del mecenate: cioè colui che, capendo l’importanza di una opera o un bene artistico, contribuisce a restituirla alla pubblica fruizione. La visibilità di tali aziende avverrà in maniera innovativa, attraverso forme di visibilità non tradizionali anche sui social network”.

Maria Letizia Vallesi parte proprio dal lavoro svolto due anni fa: “Abbiamo completamente ripulito il portale al centro, cercando di mantenere l’opera più originale possibile, togliendo ciò che è inquinamento atmosferico, passaggio del tempo e tutto quello che potrebbe deturpare il materiale originale. Per noi ogni lavoro è una scoperta. Affrontando il portale al centro, infatti, ci siamo trovati di fronte all’utilizzo di più materiali, pietra d’Istria, marmo di Carrara, brecciato, probabilmente presi da altre parti. Sopra abbiamo trovato un piccolo affresco a mezzaluna, con un calice sormontato da un’ostia. E’ solo un piccolo pezzo di una parte più grande. E’ verosimile che ve ne saranno altri sopra gli altri due portali dei quali dobbiamo capire il grado di conservazione”.

Secondo la restauratrice Maria Letizia Vallesi ce ne sarebbero anche sopra alle altre due porte. Il progetto prevede la ritinteggiatura e la intonacatura della parte muraria tra i portali, probabilmente mantenendo il giallo storico, o comunque con i colori che indicherà la Soprintendenza, dopo aver effettuato le dovute le stratigrafie di colore. Nelle previsioni il tutto sarà completato in tre mesi.

Poi una collocazione storica del loggiato di San Rocco, risalente al 1528: “Secondo le carte storiche il loggiato è stato assemblato divenendo una collegiata dedicata alla traslazione della casetta della Madonna di Loreto. Documenti mostrano che questa vicenda sarebbe descritta sul soffitto del loggiato, attualmente bianca. Dovremmo capire se c’è ancora e quanto è rimasto oggi di quella pittura. Una cosa simile a quello che possiamo vedere sul soffitto della loggetta che unisce il palazzo dei Priori alla Biblioteca Romolo Spezioli. Se ce ne fossero anche piccole tracce dovremo valorizzarle in un secondo progetto”.

Nella relazione stilata da Maria Letizia Vallesi si legge che il loggiato di San Rocco è stato di ispirazione per la costruzione di tutte le altre logge in una piazza che si chiamava Piazza San Martino, dal nome di una chiesa ivi presente, poi piazza Grande per arrivare a piazza del Popolo. San Rocco, davanti, aveva una scalinata per l’accesso che dava proprio sulla piazza. Costruito nel 1528, vedeva al centro la chiesa di San Rocco affiancata dagli oratori di San Sebastiano e della Madonna di Loreto che vennero unificati in un’unica struttura nel 1530. Qui vennero eseguite pitture riferite alle vicende della Santa Casa di Loreto tra cui la traslazione.

 


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