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Il saluto del Prefetto Di Lullo: siglato il protocollo di rete contro la violenza sulle donne

FERMO - Sottoscritto dal Prefetto Mara Di Lullo il protocollo d'intesa frutto di un lavoro di squadra tra enti pubblici e privati. L'ultimo atto prima del nuovo incarico a Roma del prefetto uscente
lunedì 13 novembre 2017 - Ore 17:39
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di Paolo Paoletti

Un mandato, quello del Prefetto di Fermo uscente, all’insegna della concretezza e della discrezione. Un lavoro portato avanti fino alla fine come conferma quello che è stato l’ultimo tassello, siglato oggi pomeriggio, del suo impegno nel territorio: il protocollo d rete contro la violenza sulle donne. “Un fenomeno che registra numeri importanti e per il quale è necessaria una seria mobilitazione delle istituzioni e delle autorità civili. Questo non significa che nulla è stato fatto fino ad ora. Contenere la portata di un fenomeno tanto ingiusto quanto anacronistico. Adesso abbiamo gettato le basi ma su questo protocollo di rete bisognerà lavorare molto per affinarlo e renderlo sempre più efficace”. Così il Prefetto di Fermo Mara Di Lullo ha presentato, oggi pomeriggio nel palazzo del Governo, la firma del nuovo protocollo di adesione alla rete antiviolenza. Si tratta dell’ultimo atto che porta la firma del prefetto Di Lullo prima del sul nuovo incarico a Roma. E proprio l’incontro di oggi pomeriggio è stata l’occasione per i rappresentanti delle istituzioni e delle altre realtà del Fermano per salutare Mara Di Lullo e ringraziarla per il grande lavoro svolto in oltre un anno.

Tra i presenti in sala: il Capo Procuratore della Repubblica Domenico Seccia,  il Questore di Ascoli Fermo Luigi De Angelis, il sindaco di Fermo Paolo Calcinaro, l’assessore regionale al Bilancio Fabrizio Cesetti, la presidente della provincia di Fermo Moira Canigola. E ancora il direttore d’Area Vista Licio Livini, il dirigente del Pronto Soccorso del Murri Fabrizio Giostra,  i vertici delle forze dell’ordine, Meri Marziali presidente della commissione pari opportunità, Francesca Palma presidente Ordine degli Avvocati, Anna Maria Calcagni presidente dell’Ordine dei Medici. il questore Luigi De Angelis, l’assessore Monica Leoni per il Comune di Porto Sant’Elpidio, il sindaco di Montegranaro Ediana Mancini, i rappresentanti degli Ambiti Sociali tra cui il coordinatore dell’Ambito XIX Alessandro Ranieri. 

“A fronte di una complessiva diminuzione dei reati – ha spiegato il Prefetto Di Lullo –  quelli contro le donne purtroppo tengono il passo e aumentano. E’ vero che oggi si denuncia anche di più ma restano dei coni d’ombra in cui ancora si tende a nascondere in quanto si tratta di  fatti che coinvolgono gli aspetti più intimi di una persona. Un profondo malessere che sta attraversando il nostro tessuto sociale e un pregiudizio nei confronti delle donne. E’ necessario un intervento concreto e immediato, una mobilitazione della società civile per sostenere le donne vittime di violenza e garantire forme concrete di sostegno e di tutela. Un ‘inversione di tendenza prima di tutto culturale, la giusta sensibilizzazione per compensare un deficit culturale che sta attraversando la nostra società e proprio per questo più soggetti devono mettersi insieme in sinergia e far si che gli interventi siano più efficaci.”

Quello siglato oggi pomeriggio è uno strumento che potrà crescere. Si tratta infatti di un protocollo aperto con possibilità anche per altri soggetti di aderire, partendo dal mondo della scuola e dell’associazionismo.

Presidente della Provincia Moira Canigola che ha spiegato nel suo intervento: “Quello della lotta alla violenza femminile è un tema che la Provincia sin dalla sua costituzione ha portato avanti. Già nel 2009 e negli anni successivi sono stati aperti i centri antiviolenza. Funzione dei servizi sociali che è poi passata alla Regione che con forza e intelligenza non ha lasciato cadere questo servizio affidandolo agli ambiti sociali. Una grazie va al prefetto che ha deciso di creare questa rete aggregando le varie istituzioni e associazioni per combattere un fenomeno così diffuso. E’ sull’aspetto culturale che va spinto l’acceleratore”.

E’ stata poi la volta del sindaco Calcinaro: “Voglio portare la soddisfazione dei sindaci del diciannovesimo ambito, vedo il coordinatore Alessandro Ranieri. Sindaci che avevano già visto a fine 2015 la strada per l’apertura di una casa famiglia per donne vittima di violenza in famiglia. Una mission che presto diventerà concreta. Il rischio nel nostro territorio è vedere la violenza di genere concentrata in quei fenomeni di ‘tratta’, soprattutto nel mondo della prostituzione. Iniziative come queste sono delle vedette su questo territorio”.

Sindaco di Fermo che ha voluto ringraziare il Prefetto Di Lullo: “Rappresentando molti sindaci e tanti cittadini credo che questo è l’ultimo tassello del lavoro portato avanti con sua Eccellenza Di Lullo dopo tanti messi in fila con settori molto diversi, a volte anche faticosi, perché questo è il ruolo che abbiamo. Abbiamo lavorato bene, voglio portare il mio grazie per il lavoro fatto insieme con grande serietà, discrezione e per quello che ha lasciato al nostro territorio”.

Anche l’assessore regionale Fabrizio Cesetti ha ribadito la centralità del momento: “Iniziativa che s’inserisce nel solco tracciato dalla Regione Marche. Dal contrasto a questo fenomeno si misura la civiltà di questo paese. E’ necessario che assumiamo tutte le iniziative che vadano in queste direzioni. Grazie per questa iniziativa e con l’occasione voglio ringraziarla a nome della Regione Marche per la sua funzione svolta in modo esemplare in questo territorio. Insieme a tutti noi si è trovata ad affrontare eventi drammatici, pensiamo al terremoto, alla neve. Questioni che hanno aperto un dibattito nazionale come il caso Emmanuel. E’ stata sempre molto attiva con la sua presenza e una discrezione rassicurante”

A seguire costantemente l’evoluzione di questo protocollo è stata Meri Marziali, presidente della Commissione Pari Opportunità della Regione Marche: “Una partecipazione, quella Prefettura che ha dato autorevolezza al protocollo che andiamo a descrivere. Un impegno istituzionale alto contro la violenza sulle donne. Oggi la sottoscrizione è un punto di arrivo di un percorso iniziato un anno fa. Un importante strumento che viene consegnato al territorio e rappresentando le donne della Regione la ringrazio”.

Mari Marziali che ha presentato alcuni dei dati del rapporto annuale nelle Marche. Nel 2016 sono state 417 le donne nelle Marche che hanno fatto riferimento ai centri antiviolenza. Tra queste 66 contatti sono stati registrati nel territorio della provincia di Fermo. “Dati che lasciano molto sommerso rispetto alla possibilità di denuncia – ha spiegato la Marziali –  la difficoltà risiede anche nel atto che la denuncia viene fatta non nei confronti di un estraneo ma verso un coniuge o convivente, quindi una persona con cui si ha una familiarità.  Abbiamo una percentuale di aumento dei reati rispetto al 2015 del 6%. Non è detto che siano aumentati i reati ma anche la capacità di denunciare da parte delle donne”. 

Importanza della rete operativa evidenziata da Alessandro Ranieri coordinatore d’Ambito: “Ci doteremo di una carta servizi con numeri, email e punti di riferimento per tutte le donne e i cittadini del territorio. Di pari passo abbiamo già presentato piccoli programmi e moduli d’intervento, grazie all’associazione On The Road a cui vengono affidati i centri antiviolenza, per portare questa tematica nelle scuole”.

Centri antiviolenza che sono operativi a Sant’Elpidio a Mare, Porto Sant’Elpidio, Fermo, Pedaso e nell’area montana.

Caterina Mazzotta, dirigente Asur Marche Area Vasta 4 e medico di pronto soccorso, ha spiegato quelli che sono i percorsi i assistenza intra spedaliero per le donne vittima di violenza sessuale. “Soltanto una piccola parte di donne che hanno sbuccio violenza denunciano. Perché l sistema sanitario? Noi siamo quelli che per primi possono venire a contatto con forme di violenza e siamo l’organismo che può identificare donne che hanno subito violenza, sia chi viene dichiarandolo sia chi non lo dichiarano ma ne portano i segni”. Dottoressa Mazzotta che ha parlato dell’importanza della formazione per gli operatori sanitari che rappresentano un avamposto verso un percorso di corretta informazione e per indirizzare la paziente in quelli che sono i gusti percorsi. Informare sui diritti, dare la possibilità di un aiuto e rispettare l’autonomia decisionale. Un percorso studiato che interessa le donne maggiorenni e in fase di delineazione per i minori.

A prendere parola è stato poi il Capitano della Compagnia carabinieri Fermo Roland Peluso: “Possiamo finalmente contare sul ruolo di responsabilità di ognuno di noi e garantire a queste persone un proseguo dignitoso della propria vita. Una valenza non solo sessuale ma anche psicologica, donne che si presentano in caserma in cui denuncia di essere private di stipendio, non possono stare telefono, casi di lavori di datori molto attenti a determinate dipendenti fino ad arrivare ad essere i loro aguzzini. Abbiamo grazie a Soroptimist di una spazio utile per le ospitare le donne vittima di violenza, una stanza disponibile che vi fa piacere non aver utilizzato ancora da maggio ad oggi. Un grazie al procuratore e ai sostituti procuratore per l’impegno anche legislativo. Grazie al Prefetto per la sensibilità con cui ci ha consentito si operare sul territorio, i ringraziamenti per il nostro operato, c’ha sempre lasciato grandissimo spazio”

Un saluto e un ringraziamento è arrivato anche dal Procuratore Domenico Seccia che ha ringraziato il prefetto per l’impegno sul territorio e per la grande sinergia.

La ‘Rete antiviolenza ’ riconosce, rafforza e coordina in una logica di rete il sistema degli interventi tra diversi soggetti che a vario titolo operano per la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere: Reti territoriali antiviolenza a livello locale, Enti locali associati negli Ambiti territoriali sociali, Centri antiviolenza e Case di accoglienza (o Case rifugio), istituzioni e soggetti coinvolti nella prevenzione e nel contrasto al fenomeno della violenza.


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