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Una donna su 10 ha il diabete, come convivere con la malattia 
(FOTO E VIDEO)

SANITÀ - Viaggio all'interno dell'Unità Operativa di Diabetologia e Nutrizione Clinica dell'Ospedale “Murri” di Fermo, diretta dalla dottoressa Elena Tortato
martedì 14 novembre 2017 - Ore 12:02
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di Andrea Braconi

foto e video di Simone Corazza

Ci sarà anche Porto San Giorgio tra le centinaia di piazze che, in tutta Italia, ospiteranno gazebo per la Giornata mondiale del Diabete, che dal 1991 si celebra il 14 novembre. L’appuntamento nella città costiera è per domenica 19 in Piazza della Stazione, dove l’Associazione Diabetici del Fermano, in collaborazione con l’Unità Operativa di Diabetologia e Nutrizione Clinica dell’Ospedale “Murri” di Fermo (diretta dalla dottoressa Elena Tortato), effettuerà degli screening sulla popolazione e fornirà materiale informativo.

Elena Tortato

LA GIORNATA MONDIALE

“Quest’anno il tema è ‘Diabete donna’ – spiega la Tortato – perché una donna su 10 ha il diabete e purtroppo per i molteplici ruoli che proprio la donna svolge tutt’oggi non è facile l’accessibilità al servizio e ai percorsi educativi. Inoltre, molte donne con diabete sono in età fertile e quindi è importante pianificare la gravidanza per evitare futuri danni”.

CONOSCERE IL DIABETE

“Si tratta di una delle malattie croniche più diffuse, causata da valori elevati di glucosio nel sangue. Se non curato adeguatamente, il diabete può provocare danni importanti a occhi, reni, sistema nervoso periferico, arterie e può essere causa di complicanze gravi.

Ci sono diversi tipi di diabete:

– il tipo 2 è il diabete che colpisce soprattutto soggetti sopra i 40 anni, obesi o in sovrappeso, ha un esordio silente e si cura prevalentemente con dieta ed esercizio fisico, a volte, se necessario con farmaci;

– il tipo 1 riguarda i giovani, è più complicato ed esordisce in maniera acuta con sintomi palesi (come dimagrimento, sete e aumento della diuresi) e necessità di terapia insulinica;

– c’è anche il diabete gestazionale che riguarda le donne in gravidanza, è temporaneo e termina con il parto; va però diagnosticato precocemente, altrimenti può creare danni al feto e alla madre.”

SI GUARISCE DAL DIABETE?

“No, dal diabete non si guarisce ma è possibile conviverci e prevenire in maniera attiva le complicanze croniche. Come? Solo se si conoscono le cause che provocano un innalzamento o un abbassamento della glicemia. Se il paziente comprende e conosce la propria patologia e agisce attivamente nella gestione della propria patologia, possiamo ottenere una buona cura.”

L’OFFERTA

Importanti i numeri dell’Unità Operativa guidata dalla stessa Tortato. “Gestiamo ogni anno circa 5.000 pazienti con diabete, ci occupiamo della cura e della diagnosi del diabete, oltre che di prevenzione e diagnosi di complicanze croniche. Abbiamo un ambulatorio dedicato per diabete in gravidanza in collaborazione con l’U.O. Ostetricia e Ginecologia. Abbiamo anche un ambulatorio di endocrinologia. Gestiamo patologie della tiroide, ghiandole surrenali, dell’ipofisi e del metabolismo osseo. Facciamo test funzionali di secondo livello per lo studio del sistema endrocrino, abbiamo un servizio di nutrizione clinica e gestiamo pazienti in nutrizione artificiale.”

LA TERAPIA EDUCAZIONE NUTRIZIONALE

“Un cardine fondamentale è la terapia educazionale nutrizionale. Abbiamo un team di 5 dietiste che fanno corsi formativi individuali e di gruppo su pazienti e familiari. È importante anche l’educazione all’autogestione domiciliare della malattia, affidata ai nostri infermieri specializzati.”

GESTIONE DOMICILIARE, SCREENING E PREVENZIONE COMPLICANZE

Nella nostra inchiesta sull’Unità Operativa abbiamo toccato diversi aspetti, confrontandoci con tutta l’equipe. E se da un lato con la dottoressa Cristina De Carolis (minuto 5.02 del video) abbiamo affrontato il tema della gestione domiciliare della malattia, con la dottoressa Sandra Di Marco (minuto 5.37) siamo riusciti a sviluppare un’ampia riflessione sull’offerta del centro per lo screening e per la prevenzione della complicanze, puntando l’attenzione anche sull’ambulatorio infermieristico dedicato. Tra gli aspetti evidenziati dalla Di Marco anche la stretta collaborazione con la clinica oculistica del “Murri” e l’utilizzo di un retinografo, strumento fondamentale per realizzare fotografie (che verranno poi visionate dall’oculista) del fondo dell’occhio senza l’utilizzo di gocce per dilatare la pupilla, il cui funzionamento ci è stato illustrato dall’infermiere Gianluca Cerasoli (minuto 11.34).

NUTRIZIONE CLINICA E ARTIFICIALE

A spiegarci caratteristiche ed obiettivi del laboratorio di nutrizione clinica e di nutrizione artificiale, presente a Fermo dal 2012, è stata la dottoressa Paola Pantanetti (minuto 12.58). “Nel primo caso l’obiettivo – ha rimarcato – è di creare il raggiungimento di uno stato nutrizionale adeguato mentre, per quanto riguarda la nutrizione artificiale, parliamo di una serie di procedure atte ad alimentare quei pazienti che, in maniera temporanea o permanente, non riescono più ad alimentarsi. Sono tutte attività che si intersecano con i piani sviluppati con altri reparti come Neurologia, Chirurgia, Gastroenterologia o Nefrologia. Importante anche la stretta collaborazione con i distretti, con i quali assicuriamo una continuità nella gestione della nutrizione artificiale sul territorio. Collaboriamo anche con il Centro per i Disturbi del Comportamento Alimentare ed abbiamo un ambulatorio interdisciplinare”.

IL PERCORSO ALIMENTARE

Sull’importanza del percorso alimentare nella terapia del paziente diabetico è intervenuta la dottoressa Susanna Talevi (minuto 17.26). “I nostri pazienti una volta visitati dai medici vengono inseriti in un programma di educazione alimentare strutturata – ha sottolineato la dietista- che consiste in un incontro tra più persone, durante il quale vengono spiegati i cardini della terapia dietetica e soprattutto della dieta mediterranea applicata. Alla fine del percorso al paziente verrà data una dieta personalizzata, cui seguiranno dei controlli per monitorare l’efficacia. Su pazienti giovani affetti da diabete di tipo 1 viene impostato un percorso che riguarda il counting dei carboidranti, durante il quale impareranno a dosare la quantità di insulina prima del pasto”.

Un ruolo, quello della dietista, fondamentale anche durante la degenza della persona. “Viene seguita la ristorazione ospedaliera – conclude la dottoressa Serenella Vita (minuto 18.42) – attraverso un’elaborazione di un menù qualitativamente e quantitativamente equilibrato. La dietista segue anche le consulenze nutrizionali richieste dai medici delle varie unità operative e anche dalle strutture territoriali che fanno capo all’Area Vasta 4. Inoltre, veniamo chiamate anche per seguire la nutrizione artificiale”.

LA PUBBLICAZIONE

Uno strumento utile per avvicinarsi all’aspetto nutrizionale è la pubblicazione realizzata dalla stessa equipe dell’Unità Operativa di Diabetologia e Nutrizione Clinica, nella quale, oltre alla piramide alimentare, è indicato un ampio schema dietetico ed una guida all’orientamento nella scelta degli alimenti, nella loro alternanza e nella cottura.

Da sinistra: Elena Tortato, Sandra Di Marco e Paola Pantanetti

Sandra Di Marco

Cristina De Carolis

Paola Pantanetti

Susanna Talevi

Serenella Vita


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