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Emilio Munda, il musicista marchigiano
richiesto dai big

E' di Fermo e vive a Macerata. Voluto dai grandi interpreti della musica italiana come i Nomadi, Nina Zilli, Francesco Renga, e da famose case di produzione tra cui quella di Amici di Maria De Filippi, The Voice, X-Factor ed oggi anche la Sugar-Music di Caterina Caselli.
domenica 26 novembre 2017 - Ore 08:02
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Emilio Munda in studio di registrazione

 

E’ nato a Fermo ed ora vive a Macerata, dove ha un studio di realizzazione e produzione tutto suo, in cui canta, suona, arrangia, compone melodie e scrive i testi di brani che sentiamo quotidianamente alla radio o in TV, eseguiti da noti cantanti: l’autore e polistrumentista infatti, è stato voluto dai grandi interpreti della musica italiana come i Nomadi, Nina Zilli, Francesco Renga, e ricercato da famose case di produzione tra cui quella di Amici di Maria De Filippi, The Voice, X-Factor ed oggi anche la Sugar-Music, proprietà del mitico ‘casco d’oro’, Caterina Caselli.

 

Michele Bravi nella copertina del suo Anime di carta

E’ stato un autunno molto intenso, a servizio di veterani delle classifiche e di giovani promesse?

“Sì, intenso ma pieno di soddisfazioni! Oltre all’ultimo album dei Nomadi -‘Nomadi dentro’- e il recentissimo “Anime di Carta” di Michele Bravi -vincitore della settima edizione di X-Factor e quarto posto all’ultimo Sanremo con “Il diario degli errori’- ho scritto il pezzo “Follia e dolore” per Frances Alina Ascione – finalista di The Voice, punta di diamante del programma Radio Due Social Club di Luca Barbarossa e Andrea Perroni – e sono fiero che lei mi abbia scelto come autore del suo primo singolo: a lavorare con i grandi si ha indubbiamente tanto da imparare, ma è altrettanto emozionante poter essere il promotore di un talento in ascesa”.

 

Come è nato il tuo amore per la musica?

“Ho respirato musica fin da bambino: i miei genitori l’avevano solo come hobby, mia mamma cantava e mio padre suonava a chitarra ed il piano. Inoltre ho due zii batteristi, ed uno di loro mi ha insegnato a tenere le bacchette da quando avevo 4 anni.  Ero  praticamente circondato da strumenti e li provavo tutti con lo stesso stupore di un bambino in un negozio di giocattoli: sono diventato un polistrumentista autodidatta grazie ai tanti stimoli ed alla inesauribile curiosità. Credo inoltre che l’aver studiato elettronica mi abbia anche aiutato nell’uso delle nuove tecnologie applicate alla musica”.

 

Cosa ricordi dei tuoi inizi?

“La mia mente va indietro nel tempo ripensando, con tenerezza, alle nottate intere trascorse a registrare e ad inviare le mie creazioni ovunque: è la fase più dura, quella in cui sei appeso alla speranza che qualcuno ascolti il frutto delle tue fatiche e soprattutto ti risponda presto. Ricordo l’ostinazione e la ricerca continua di contatti utili, così come il mio passare da uno strumento all’altro inseguendo ogni minima ispirazione”.

 

Francesco Renga

Quale episodio ha dato una svolta alla tua vita?

“Due in realtà: il primo è stato l’incontro con Silvia Mezzanotte dei Matia Bazar, che dopo aver sentito dei miei pezzi, mi ha raggiunto a Macerata ed ha subito voluto lavorare con me. Il secondo è stato il contratto nel 2009 con Francesco Renga: aveva indetto un concorso online ed io ho registrato nel mio studio un pezzo acustico, voce e piano, e l’ho inviato senza farmi illusioni, consapevole che sarei stato uno fra mille partecipanti. Invece, inaspettatamente, dopo un po’ di tempo mi chiama per dirmi che ero io il vincitore e sono volato a Milano per lavorare all’album con lui”.

 

Caterina Caselli, ora produttrice della Sugar Production

Quindi in principio eri tu che cercavi loro, mentre oggi il processo si è invertito?

“Ora gli artisti e le case di produzione a cui piace il mio operato mi propongono contratti da sottoscrivere, come l’ultimo in esclusiva con la Sugar di Caterina Caselli.

Nel frattempo però anche io sono alla continua ricerca di voci da poter lanciare nel panorama sia nazionale che internazionale, voglioso di sperimentare sempre qualcosa di nuovo”.

 

 

Hai ancora sogni nel cassetto?

“Certo! Anche se ne ho realizzati tanti ne ho ancora altri da raggiungere: sarò ambizioso ma mi piacerebbe lavorare con Mina, una icona senza tempo. Lei è l’anello di congiunzione tra la tradizione e il moderno. Basti pensare a come la sua voce si sia perfettamente prestata alle sonorità dance dell’ultimo spot Tim: questi connubi mi affascinano molto”.

 

Cosa diresti ai giovani che vogliono approcciarsi al mondo della musica?

“Io credo che bisogna essere onesti con loro: mi inviano molto materiale e mi chiedono consigli. Io rispondo a tutti, perché, essendoci passato, conosco l’angoscia dell’attesa, ma con estrema sincerità: se ritengo qualche lavoro poco convincente do suggerimenti per migliorare, se invece credo che il demo possa funzionare, allora consiglio di perseverare e di non abbandonare la passione per la musica. D’altronde sono anche produttore, quindi se fiuto il talento promettente, sono il primo ad incoraggiare l’incisione di un inedito”.

 

Non resta quindi che augurare una lunga carriera ad Emilio Munda, in attesa delle prossime sue collaborazioni, ed invitare i curiosi e gli amanti della musica a visitare i suoi canali social: su Facebook e sul suo sito internet

Silvia Remoli


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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