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La Cops senza barriere:
trionfa il progetto
degli studenti dell’Itet

FERMO - Presentato in Provincia il lavoro della 4 A CL del "Carducci Galilei", con il quale la classe ha vinto il concorso nazionale organizzato dalla onlus Fiaba
lunedì 27 novembre 2017 - Ore 19:41
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di Andrea Braconi

“Un sogno realizzato, un orgoglio per la classe”. Sono le parole impresse alla fine del video riguardante il lavoro sviluppato dagli studenti della 4 A CL dell’Itet “Carducci Galilei” di Fermo, con il quale la classe ha vinto il concorso nazionale organizzato dalla onlus Fiaba e che gli stessi hanno presentato questa mattina nella sala consiliare della Provincia.

“Un bellissimo sogno che forse diventerà realtà” ha rimarcato la professoressa Paola Puggioni che ha guidato un team di professori al fianco dei ragazzi nel progetto denominato “Una Fata per Fiaba”, dove Fata rappresenta l’acronimo di Fuoco Acqua Terra Aria, vale gli elementi della natura con i quali sono state suddivise le zone dell’area dell’ex Cops, oggetto del progetto stesso.

“C’è una cabina di regia istituita insieme a Fiaba e alla Provincia – ha spiegato il vice presidente provinciale Stefano Pompozzi – per arrivare ad un superamento delle barriere architettoniche in un’accezione più ampia, quindi anche culturale e sensoriale. Da qui a pochi mesi lavoreremo su due nuove strutture scolastiche e faremo l’adeguamento di altre due, quindi il nostro non sarà un esercizio di stile ma decideremo insieme la realizzazione concreta di ciò che pensiamo essere funzionale alla cosiddetta Total Quality”.

Un sentito ringraziamento ai giovani per il lavoro realizzato è arrivato dal sindaco Paolo Calcinaro, affiancato dall’assessore Ingrid Luciani:“Il vostro lavoro è andato al passo con un’importante riqualificazione di una struttura della nostra città – ha detto il primo cittadino -. Ancora una volta, quindi, con l’Itet ci confrontiamo su temi concreti e oggi c’è un elaborato che riguarda l’ex Centro Studi di Pubblica Sicurezza, un centro che si colloca nel cuore di un quartiere molto popoloso e che ha subito un lungo abbandono. Penso che il recupero debba tenere conto della storia di questo posto: da una parte l’attività sportiva, dall’altra la fruibilità alla popolazione, sia del quartiere che dell’intera città. E non si può non prevedere una fruibilità a 360 gradi, sulla quale ci confrontiamo spesso con Pasqualino Virgili. Oggi il grande nemico è il tema delle risorse ma credo che, da questo punto di vista, potremmo darci una scaletta determinata nel tempo, come previsto nell’accordo con il Ministero”.

“Sono quei risultati che mostrano come la nuova generazione sia viva, presente e soprattutto positiva – ha voluto sottolineare Giuseppe Catalini, presidente del Consiglio comunale di Porto San Giorgio -. Come amministrazione collaboriamo da anni con ‘Zero Gradini’ e personalmente ritengo che le barriere oltre che fisiche siano anche culturali: la vera barriera a volte siamo noi, quando ad esempio parcheggiamo le macchine sopra i marciapiedi, piuttosto che scooter o bici”.

“Abbiamo bisogno di integrarci meglio con voi – ha commentato Pasqualino Virgili, presidente dell’associazione ‘Zero Gradini’ – e approfitto di questa presentazione per lanciarvi una sfida. Sul tema dell’accessibilità nelle stazioni ferroviarie Civitanova e Ancona si stanno muovendo, mentre Porto San Giorgio – Fermo no: vi chiedo, quindi, di studiare un progetto per l’accessibilità totale della nostra stazione. Non si tratta di particolari scivoli, deve essere un’accessibilità universale perché oggi bisogna avere una visione architettonica universale”.

“Si sente tanto parlare di alternanza scuole lavoro – ha aggiunto Giuseppe Trieste, presidente di Fiaba – e voi la fate partecipando a questo concorso. Vi dico che oggi siamo alla fine del secondo step. Il primo è stato tra gli anni ’60 e ’80: con la prima paraolimpiade si è scoperto che esistevano le persone con disabilità che allora si chiamavano invalide. Poi, dopo il 1980, ci chiamavano handicappati ma oggi anche questa seconda fase è finita. Spero che la classe consegni il testimone alla classe dell’anno successivo, anzi, deve aumentare la partecipazione. Perché su questo fronte il lavoro è lento, ma più cose facciamo e più di anno in anno diventa più facile. E tra 10 anni discuteremo di altre cose. Occorre ragionare sulla qualità percepita da ogni singola persona, questa è la vera Total Quality; dobbiamo far sì che tutte possano avere pari opportunità e che vengano rispettati i diritti di tutti”.

“La particolarità di questa scuola è quella di saper unire  ciò che si studia con l’attività pratica, in particolare nel settore tecnologico – ha commenta la dirigente scolastica Cristina Corradini -. Questo premio,  frutto del lavoro della professoressa Puggioni e degli altri docenti, è la testimonianza che la scuola riesce nella sua missione educativa realizzando qualcosa che va oltre la teoria. Noi, infatti,  crediamo che si debba imparare facendo. Altro valore aggiunto del premio, oltre ad aver coinvolto i ragazzi nell’attività pratica, è la sinergia creata tra studenti, insegnanti e un intero territorio”.

“Nel tempo – ha affermato Paola Puggioni, supportata, tra gli altri, dall’insegnante Giovanni Tappatà – questo momento importante di formazione, i ragazzi lo porteranno nel loro percorso. Per noi insegnanti è importante avere questo supporto, è un sostegno anche per inserire i ragazzi nel mondo del lavoro nel miglior modo possibile, con principi etici e di cittadinanza. Voglio, infine, rimarcare l’importante collaborazione con il collegio provinciale geometri e geometri laureati per un progetto magari ambizioso e in alcuni aspetti irrealizzabile ma preferiamo lasciare così proprio perché frutto dell’impegno di questi giovani”.

 


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