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Hiv, 21 nuove diagnosi nell’Area Vasta 4: le Marche tra le regioni con incidenza più alta nel 2016

GIORNATA MONDIALE AIDS - Nell'Area Vasta 4 di Fermo Le nuove diagnosi di infezione da HIV al novembre 2017 sono state 21 e si conferma il dato nazionale di una rilevante quota di stranieri. Nel 2016 le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, le Marche, la Toscana e la Lombardia.
mercoledì 29 novembre 2017 - Ore 12:12
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Come ogni anno, il 1° dicembre ricorre la Giornata mondiale di lotta contro l’Aids. Voluta dall’OMS fin dal 1988, adottata da tutti i governi ed organizzazioni sanitarie, è dedicata ad accrescere la conoscenza e la coscienza sulla diffusione dell’infezione da HIV e dell’AIDS. A fare il punto sulla situazione nazionale e nella nostra regione è il dottor Giorgio Amadio, dirigente del reparto di malattie infettive del Murri di Fermo.

“Siamo passati dai tragici anni 80 e 90 in cui potevamo contare solo i morti non avendo terapie efficaci -spiega il dottor Amadio – agli anni attuali, in cui per i farmaci che abbiamo a disposizione, non si muore quasi più di AIDS; ma le infezioni da HIV continuano.  Questo ci deve far riflettere visto che l‘infezione da HIV è una tipica malattia comportamentale; tutte le campagne informative fatte fino ad ora non hanno raggiunto l’obiettivo di cambiare i comportamenti.  La popolazione italiana con HIV, che conta circa 130.000 persone viventi, tende ad aumentare ogni anno. Poco meno di 4000 le nuove diagnosi, per un contagio ogni 2 ore. Una buona notizia c’è: ci si ammala e si muore di meno. Il rischio di ammalarsi di AIDS in chi attua una terapia precoce, è secondo gli ultimi dati, meno del 2%. Purtroppo più del 50% dei casi scopre di avere una malattia in fase avanzata. Ma c’è anche un 20% circa della popolazione che non sa di averlo o non è in cura. E di questi almeno un terzo è già in una fase avanzata di malattia”.

In occasione del 1° dicembre, viene pubblicato il rapporto annuale del Centro Operativo Aids (COA) dell’ISS che riporta i dati aggiornati al 31 dicembre 2016 sui nuovi casi di infezione da HIV e casi di AIDS in Italia.  Nel 2016, sono state segnalate 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV (questo numero potrebbe aumentare a causa del ritardo di notifica) pari a un’incidenza di 5,7 nuovi casi di infezione da HIV ogni 100.000 residenti.  Tra le nazioni dell’Unione Europea l’Italia si colloca, al pari della Grecia, al 13° posto in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV.  L’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è diminuita lievemente tra il 2012 e il 2016.Nel 2016 le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, le Marche, la Toscana e la Lombardia.  Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2016 erano maschi nel 76,9% dei casi. L’età mediana era di 39 anni per i maschi e di 36 anni per le femmine. L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (14,7 nuovi casi ogni 100.000 residenti di età 25-29 anni), in questa fascia di età l’incidenza nei maschi è 21,8 e nelle femmine 7,5 per 100.000. Tuttavia, l’andamento dell’incidenza in questa fascia di età appare stabile nel tempo.

Nel 2016, la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV era attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituivano l’85.6 di tutte le segnalazioni (eterosessuali 47.6%; MSM 38.0%)
Nel 2016, il 35.8% delle persone con una nuova diagnosi di HIV era di nazionalità straniera. Tra gli stranieri il 65.5% di casi era costituito da eterosessuali (etero-sessuali femmine 34.9%; eterosessuali maschi 30.6%).
Nel 2016, il 30,7% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV aveva eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 27.5% in seguito a un comportamento a rischio e il 12.2% in seguito a controlli di routine.

La sorveglianza dei casi di AIDS riporta i dati delle persone con una diagnosi di AIDS conclamato. Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono stati segnalati 68.982 casi di AIDS, di cui 44.254 deceduti fino al 2014. Nel 2016 sono stati diagnosticati 778 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 1.3 casi ogni 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS è in lieve e costante diminuzione negli ultimi 4 anni. Nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS, passando dal 20.5% del 1996 al 76.3% del 2016.

In sintesi i dati italiani ci dicono che:
Nel 2016 si è osservata una lieve diminuzione sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV che dell’incidenza (casi/popolazione).
Negli ultimi anni si osserva una lieve diminuzione del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV per tutte le modalità di trasmissione
L’incidenza maggiore è nella fascia di età 25-29 anni
Si registra un incremento di nuove diagnosi di HIV in soggetti con più di 50 anni che rappresentano circa il 20% delle nuove diagnosi
La maggior parte delle nuove diagnosi HIV avviene in MSM e in maschi eterosessuali, mentre diminuisce la proporzione dei consumatori di sostanze per via iniettiva
Negli ultimi anni rimane costante il numero di donne con nuova diagnosi di HIV.
Si osserva un rilevante aumento della quota degli stranieri con una nuova diagnosi di HIV.
Negli ultimi anni si osserva un lieve aumento della quota di persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV in fase clinica avanzata.
Si osserva un lieve decremento del numero annuo delle nuove diagnosi di AIDS.
Il numero di decessi in persone con AIDS rimane stabile.
Aumenta la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS.

Nella regione Marche le nuove infezioni da HIV nel 2016 sono state 113 con una incidenza pari a 7.2 x 100.000 abitanti.

Dottor Amadio che spiega: “Per quanto riguarda la nostra realtà locale, nell’UOC di Malattie Infettive dell’Ospedale di Fermo , Centro di Riferimento AIDS e Centro di Riferimento per la zona Marche Sud per la diagnosi, ricovero e terapia delle Malattie Infettive, sono in cura attualmente circa 400 pazienti; il concetto di cura non è riferito solo alla terapia ma implica la presa in carico del paziente ossia un percorso costituito dalla diagnosi, la presa in carico nel progetto di cura, l’inizio della terapia e l’aderenza ai farmaci ed il mantenimento in cura.  E’ un concetto peculiare dell’infezione HIV/AIDS che richiede l’erogazione di una assistenza, complessa, per un lungo periodo, talvolta indefinito, subito dopo aver posto la diagnosi e indipendentemente dall’aver avuto accesso al trattamento.  Le nuove diagnosi di infezione da HIV al novembre 2017 sono state 21 e si conferma il dato nazionale di una rilevante quota di stranieri.  Strettamente legate, per modalità di trasmissione, sono le Infezioni Sessualmente Trasmesse (IST) che, come a livello nazionale (e mondiale), anche nel nostro Centro hanno avuto un vertiginoso aumento.  Queste costituiscono un gruppo di malattie infettive molto diffuse che interessano milioni di individui ogni anno in tutto il mondo; rappresentano un problema rilevante per la salute pubblica in tutto il mondo, interessando soprattutto i giovani tra i 15 e i 24 anni. Tale fascia di età risulta, quindi, molto più esposta allo sviluppo di queste patologie, HIV compreso, probabilmente a causa della scarsa informazione e dell’insufficiente conoscenza delle IST e di come prevenirle. In Europa, dalla metà degli anni ‘90, si è verificato un aumento della circolazione di IST batteriche quali sifilide, gonorrea, infezione da clamidia, soprattutto nelle grandi metropoli e in alcuni gruppi di popolazione maggiormente a rischio (ad esempio, giovani maschi omosessuali)”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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1 commento

  1. 1
    Cristina Nasini il 30 novembre 2017 alle 11:00

    Più informazione nelle scuole a partire dalla primaria…questo argomento è alla pari con i disagi che porta la tecnologia.Anche peggio!!!

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