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Il futuro di Porto Sant’Elpidio:
ecco il nuovo masterplan
urbanistico

PORTO SANT'ELPIDIO - Uno strumento frutto di due anni e mezzo di lavoro, da parte dell'arch. Fabrizio Torresi e della dirigente Giulia Catani
giovedì 30 novembre 2017 - Ore 16:58
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Uno sguardo proiettato al futuro, “non a quello dei prossimi 2-3 anni – nota l’assessore Annalinda Pasquali – ma più avanti, pensando alla qualità della vita, allo sviluppo turistico, alla sostenibilità e alla mobilità dolce”. Presentato il nuovo masterplan urbanistico del comune, che stasera passerà al vaglio del Consiglio comunale.

Uno strumento frutto di due anni e mezzo di lavoro, da parte dell’arch. Fabrizio Torresi e della dirigente Giulia Catani. “Dicemmo a inizio mandato che difficilmente avremmo provveduto ad una revisione generale del Piano regolatore – ricorda il sindaco Nazareno Franchellucci – ma ci impegnammo a trovare soluzioni adeguate ad una città moderna, con la volontà di lanciare alcune sfide: sostenibilità ambientale, mobilità dolce, proposte di avanguardia. Questa città paga un’urbanistica scellerata nei suoi primi 30 anni di vita, che ha reso difficile la pianificazione del territorio. Oggi lasciamo appunto uno strumento innovativo, non un libro di sogni, ma fatto di prospettive concrete”.
“Cambia l’economia, cambia la società, va adattata anche la pianificazione urbanistica – osserva l’assessore Pasquali – abbiamo pensato al riuso di spazi, a soluzioni come il cohousing e coworking, all’autocostruzione. Modelli di cui avevamo sentito parlare in altre parti d’Europa ma che nelle Marche stentavano a partire. E’ un masterplan che cura la mobilità dolce, con l’inserimento di una ciclabile urbana innestata con quella lungomare ed il lungoTenna. A breve approveremo il nuovo regolamento del verde urbano con la previsione di spazi per giardini e orti sociali. Il primo step è stato effettuato nel 2015 con l’area nord della città, poi abbiamo lavorato sulla traslazione delle volumetrie”.

I punti centrali del masterplan partono dall’ambiente, con l’attuazione del sistema dei parchi urbani e la creazione di corridoi ecologici. Il piano redatto dal comune è stato anche individuato come progetto pilota per l’attuazione della Rem, rete ecologica marchigiana, e inserito nel progetto europeo Bid-Rex, che coinvolge 9 città di 5 Paesi europei.

In fatto di mobilità, olte che sulle ciclabili, si ponta sulla permeabilità tra zona est ed ovest, con la riqualificazione di ponti e sottopassi, in primis quello di via Regina Elena. Sull’edilizia si punta su concetti come l’autocostruzione, con aree a nord da destinare a famiglie consorziate pronte a realizzare nuove abitazioni. Si pensa al cohousing ed al potenziamento della mobilità ciclopedonale per favorire l’autonomia di persone anziane.

Per le attività produttive si andrà a modificare l’art.12, che permette il cambio di destinazione per capannoni in disuso da destinare anche ad altri settori, compreso il turismo. In materia di prevenzione dei rischi si è effettuato un censimento sul rischio sismico degli edifici e valutata la situazione di abitazioni fatiscenti. Si sono individuate aree di esondazione dei torrenti tombati, Pescolla e Fonteserpe, e previsto inedificabilità a 100 metri dalla battigia per gli edifici lungomare nella zona nord. Nel masterplan figurano anche aree di interesse archeologico; si prevedono spazi per il ricovero di animali da affezione e per un cimitero per cani. Infine, indicata una fascia di inedificabilità nei pressi della discarica e la realizzazione di una fascia di piantumazione, per ridurre l’impatto degli odori.
“Eravamo partiti, con la costituzione dell’ufficio di piano, in primis per rispondere alle esigenze di tanti cittadini che chiedevano il cambio di destinazione di terreni da residenziali ad agricoli – ricorda l’arch. Torresi – Sembrava vi fosse un urgente bisogno, ma poi all’atto pratico nessuno ha voluto effettuare questa variazione. Per quanto riguarda le procedure, il masterplan è un patto tra amministratori e cittadini ed indica tutti gli indirizzi per la pianificazione del territorio. Poi, per ogni intervento, starà agli interessanti presentare richiesta di variante urbanistica. Questo masterplan è frutto di un lavoro di due anni e mezzo, sulle 52 richieste urbanistiche ricevute ne abbiamo accolte circa 30. Credo che uno degli aspetti più caratterizzanti sia il Rem, la Rete ecologica marchigiana, un progetto pilota ambizioso che coinvolte ben 5 nazioni europee”.

M.M.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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1 commento

  1. 1
    Ramona Minnozzi il 30 novembre 2017 alle 17:06

    Flavio Azzariti vedi se stiamo avanti a Pse??

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