
Seduti, da sin. il cap. Peluso, il procuratore Seccia, il ten.col. Niglio
di Giorgio Fedeli
Il cerchio si stringe, sempre di più, e quasi inesorabilmente, attorno ai latitanti della ‘Due Mari’, la maxi operazione condotta dai carabinieri della compagnia di Fermo, guidati dal comandante provinciale il tenente colonnello Ciro Niglio e da quello della compagnia di Fermo, il capitano Roland Peluso, sotto il coordinamento del procuratore di Fermo, Domenico Seccia, e che a inizio novembre ha portato all’emissione di dodici ordinanze di custodia cautelare (leggi l’articolo) con vari blitz a macchia di leopardo da parte dei militari dell’Arma per dare esecuzione alle ordinanze della procura (leggi l’articolo). Sgominando di fatto un’articolata rete di spaccio che dall’Emilia alla Campania aveva il suo epicentro proprio sulla costa fermana. Martedì, infatti, le forze dell’ordine, a Ventimiglia, dopo un controllo, hanno identificato e bloccato uno dei ricercati. E ora è a Ventimiglia a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La frontiera, a Ventimiglia
L’uomo, una volta identificato, non avrebbe opposto resistenza. In altre parole, dopo un periodo di latitanza durato venti giorni, passati chissà dove a nascondersi, ha provato a espatriare senza troppi sotterfugi. Ma il suo nome era ovviamente presente già da tre settimane, inserito dai carabinieri di Fermo, nel database internazionale dei ricercati in mano alle forze di polizia di mezzo mondo. E così al confine tra Italia e Francia è stato inevitabilmente bloccato. Dopo la costituzione ai carabinieri di Civitanova Marche dei giorni scorsi del primo dei quattro latitanti, accompagnato dal suo avvocato, e dopo il fermo del secondo fuggitivo, a Ventimiglia, si stringe a due le persone ricercate dell’operazione Due Mari. E stando all’attività condotta dai carabinieri della compagnia di Fermo sembra proprio che anche questi ultimi due fuggitivi abbiano le ore contate.
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