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Donati (Cisl): “Sanità fermana,
sottodimensionamento su posti letto
e servizi per il Fermano”

FERMO - Il segretario regionale Cisl: "Sottodimensionamento dei posti letto per acuti e dei servizi territoriali e di quelli riabilitativi. Il tarlo resta l’enorme mobilità passiva regionale e la disaffezione che i cittadini delle Marche mostrano verso le strutture sanitarie della Regione"
sabato 2 dicembre 2017 - Ore 11:48
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Giuseppe Donati

“Altro che sogni come l’ospedale nuovo di cui si sono perse le tracce che, è facile ipotizzare, riappariranno come per miracolo nella prossima campagna elettorale. Fermo ed il Fermano hanno oggi la certezza dell’incubo in cui la politica della Regione Marche, matrigna da sempre, ha gettato la sanità della provincia e di conseguenza i 180.000 cittadini dell’Area Vasta n.4.

La lettura della DGR 1416 del 27 novembre 2017 – punge il segretario regionale Cisl Giuseppe Donati – che per qualcuno è stato motivo di positivo apprezzamento nei confronti della Regione Marche, mostra senza alcun dubbio che quanto la Cisl Fp dell’Area di Fermo, denunciava il sottodimensionamento dei posti letto per acuti nonché dei servizi territoriali e di quelli riabilitativi, non sbagliava di certo.

I numeri sono impietosi e stavolta sono numeri certificati da atto regionale.

Per una popolazione residente in AV 4 di 180.330 abitanti sono disponibili la miseria di 386 posti letto per acuti che vogliono dire 2,14 posti letto per 1000 abitanti ( percentuale di occupazione 80%) . La media regionale in percentuale è di 2,82 p.l. per 1000 abitanti. Non va certo meglio per i posti di post acuzie che sono solo 64 che in percentuale danno il dato dello 0,35 posti per 1000 abitanti. La media regionale è di 0,47 p.l. per 1000 abitanti. In totale, la percentuale dei posti letto (acuti + post acuti) in AV 4 è di 2,50 per 1000 abitanti.

Ricordiamo che il decreto Balduzzi indicava in 3,7 posti letto per 1000 abitanti – di cui 0,7 per post acuti, Lungodegenza, Riabilitazione – la percentuale massima di posti letto da poter garantire.

La mobilità passiva è ancora in aumento nella Regione Marche e sfiora i 60 milioni di euro all’anno. Sono soldi che il sistema sanitario regionale regala ad altre regioni e che non può investire al suo interno. L’Area Vasta 4 non fa eccezione e mantiene il dato negativo di malati che scelgono di curarsi fuori provincia o fuori regione. Il dato è anch’esso certificato.

La Dgr 1416 fa poi diversi calcoli che tengono conto dell’incidenza della mobilità passiva e dei costi che la Regione sostiene per essa, calcolabili in posti letto equivalenti ed in più conteggia anche i posti letto del privato accreditato. I famosi 30 posti letto in più regalati all’Area Vasta 4, tanto sbandierati da giornali e sui social, non sono che una minima parte del risarcimento che la politica  marchigiana dovrebbe restituire alla comunità fermana per i tagli fatti in modo del tutto incoerente con i reali bisogni di sanità del fermano. Anche con i 30 posti letto in più, il Fermano resta quasi fanalino di coda della Regione in quantità di posti letto per acuti e per post acuti.

L’AV 4 passa, per l’acuzie, da 2,14 a 2,31 posti letto per 1000 abitanti mentre mantiene la percentuale dello 0,36 p.l. per 1000 abitanti nell’area post acuzie.


La Cisl Fp pur apprezzando l’aumento di 30 posti letto in Area Vasta 4 non comprende proprio il grande ottimismo sparso a mani piene dalla Regione per questa operazione. La sanità fermana resta molto lontana da una situazione dignitosa. Negli ultimi 10 anni il Fermano ha subìto tagli a ripetizione ed è stata privata di strutture specialistiche necessarie ad evitare ad una popolazione sempre più anziana, viaggi e trasferimenti presso altri centri delle Marche. Qualche reparto, vedi la Cardiologia, è stato ridotto a puro centro di smistamento di malati da e per Ancona o Ascoli Piceno anche a causa della debolezza della classe politica locale che a tempo debito si è fatta sfuggire il servizio di Emodinamica.

Ci si domanda poi come si potranno effettivamente attivare i 30 posti in più nel Fermano senza un finanziamento ad hoc per nuove assunzioni di personale? La Dgr infatti non menziona mai un piano di assunzioni aggiuntive per poter attivare i 140 posti aggiuntivi su scala regionale. Come sempre, la Direzione Asur sottovaluta il ruolo fondamentale dei professionisti che sono coloro che mandano avanti i reparti. Senza personale non ci saranno nuovi posti letto.

Nel conteggio dei posti letto per acuti e post acuti, sono stati inseriti anche quelli riguardanti il privato convenzionato. Riteniamo come sindacato pericolosissima la deriva verso il privato che l’attuale Giunta Regionale ed il Partito di maggioranza che la sostiene, sta imprimendo al Sistema Sanitario Regionale. Sale la presenza del privato nelle Marche ma anche nel Fermano. Preoccupa l’ascesa di una sorta di monopolio della sanità privata che sta conquistando pezzi sempre maggiori di servizi nei territori.

L’ultima provocazione in ordine di tempo, messa in atto dalla giunta Ceriscioli e dalla direzione dell’Asur, è stata quella di convogliare sui laboratori Analisi privati il 20% dell’attività dei Punti Prelievo periferici e dei prelievi a domicilio. Chi vuole fare credere ai cittadini fermani che questa operazione dei Laboratori Privati come altre di pari natura, vengano portate avanti per migliorare il servizio e per economicizzare il sistema, non dice la verità. Il passaggio dal pubblico al privato di servizi non ha mai prodotto risparmi per i cittadini. I risultati di certe operazioni di dimagrimento del Servizio Pubblico hanno invece prodotto la perdita di qualità delle prestazioni ma soprattutto la costante e crescente privazione di opportunità di lavoro stabile e contrattualizzato per i giovani e l’aumento della precarizzazione dei contratti.

I cittadini fermani rivendicano pari dignità con altri territori delle Marche. L’operazione di ridistribuzione di posti letto nel Ssr per come è stata gestita, sembra più un modo “infiocchettato” per raggiungere l’aumento dei posti letto all’area pesarese senza far gridare allo scandalo.

Il vero tarlo resta però l’enorme mobilità passiva regionale e la disaffezione che i cittadini delle Marche mostrano verso le strutture sanitarie della Regione. L’impegno della Cisl delle Marche non mancherà per sensibilizzare i cittadini sulle tematiche legate alla salute e alla cura di ogni territorio. Sul tema però Ceriscioli sembra aver imboccato solo la strada della demagogia”.

 


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