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Alessandro Felicioni annuncia la candidatura a sindaco: “Sono pronto a tentare l’impresa”

PORTO SANT'ELPIDIO - Feliclioni: "Vogliamo riconsegnare Porto Sant’Elpidio alle persone che la vivono, che ci lavorano, che la amano e che soffrono nel vederla così lontana dalle loro esigenze."
lunedì 11 dicembre 2017 - Ore 18:09
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Dalle indiscrezioni (leggi l’articolo) all’ufficialità. Il progetto civico c’è ed ora ha un volto per guidarlo. Alessandro Felicioni si candida sindaco.

“È venuto il momento di rendere i cittadini di Porto Sant’Elpidio di nuovo orgogliosi del proprio paese; lo stesso che ha spinto me ed altri amici impegnati in questa nuova avventura a costruire qui la nostra vita familiare e professionale”. Dottore commercialista, giornalista economico (scrive per Italia oggi), Felicioni ufficializza la disponibilità a candidarsi sindaco a capo di un progetto civico. Parte da una presentazione personale: “Vivo qui da sempre, abito ancora nella casa in cui sono nato, in Via Verdi con la mia compagna ed il mio bambino di 7 anni; l’infanzia non è stata facile, ho perso la mamma all’età di undici anni ma con mio padre, operaio calzaturiero, ci siamo dati da fare e, grazie al suo aiuto e a quello di tante persone care, ho potuto intraprendere la carriera universitaria ed ho scelto, senza alcuna titubanza, di costruire qui la mia famiglia e la mia professione”.

E’ la prima esperienza amministrativa sia per l’aspirante primo cittadino che per buona parte del gruppo che lo accompagna. “Seguo con un certo distacco, senza una collocazione politica ben definita, i fatti della politica nazionale. Qui però parliamo di Porto Sant’Elpidio, il paese in cui sono nato e cresciuto. È una questione di orgoglio e di gratitudine; chi, come me ed i miei compagni di viaggio, ha raggiunto risultati appaganti, lo deve anche e soprattutto alle sue origini, al suo territorio e soprattutto al suo paese. Sentiamo di avere un debito sia verso tutti i nostri concittadini sia, in prima istanza, verso i nostri stessi figli.” Sottolinea l’importanza dei suoi collaboratori, il commercialista. Il progetto nasce insieme ad un gruppo di amici, molti dei quali frequentati già dall’infanzia, pronti a mettere un bagaglio lavorativo, professionale e culturale a disposizione della città. Un gruppo determinato ad assicurare competenza e serietà in tutti gli ambiti della gestione cittadina, che ha convinto Felicioni a tentare l’impresa.

“Vogliamo riconsegnare Porto Sant’Elpidio alle persone che la vivono, che ci lavorano, che la amano e che soffrono nel vederla così lontana dalle loro esigenze. Vogliamo insomma che ci si focalizzi sul bene dei cittadini e non sugli interessi della parte politica di volta in volta al potere. Siamo spinti solo dalla voglia di offrire il meglio a Porto Sant’Elpidio. Il progetto che abbiamo in mente parte dalla situazione attuale: esistono alcune piaghe che stanno letteralmente mettendo in ginocchio Porto Sant’Elpidio: l’erosione costiera, il fenomeno della prostituzione, del nomadismo e della micro-criminalità diffusa, lo stato di semi-abbandono in cui sono ridotti alcuni luoghi ‘sacri’ del nostro paese (come la Pineta, Villa Barucchello o il Lungomare Sud), la sorte della Fim e quella di Piazza Garibaldi. Senza risolvere questi problemi prioritariamente, tutti gli sforzi per attrarre investitori e turisti a Porto Sant’Elpidio sono destinati a rivelarsi un inutile spreco di risorse pubbliche. Vogliamo tracciare un disegno chiaro ed armonico che ci faccia fin da ora intravvedere come sarà la nostra Porto Sant’Elpidio tra 20 o addirittura 30 anni.”

Il candidato sindaco annuncia, prima di Natale, “una presentazione pubblica della squadra e del programma. Stiamo già lavorando per organizzare il progetto in maniera efficace e razionale e ci sono già state molte adesioni e inaspettate disponibilità; le porte sono ovviamente aperte a chi vorrà contribuire in ogni modo. Nessuno di noi ha nulla di particolare da guadagnare da questa iniziativa, anzi. Si tratterà piuttosto di sacrificare una parte importante del lavoro e degli affetti a servizio di questo sogno. Ma sono certo che ne varrà la pena per la gioia e il piacere di vedere rifiorire il nostro paese e restituirlo ai suoi cittadini e nella sua piena vivibilità”.

 

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