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Prima dell’atomica, in un’aula di fisica: Orsini porta in scena “Copenaghen”

FERMO - Lo spettacolo al Teatro dell’Aquila di Fermo lunedì 18 dicembre, alle ore 21, nell'ambito della stagione di prosa promossa dal Comune e dall'Amat
lunedì 11 dicembre 2017 - Ore 10:35
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Tre straordinari attori di teatro, Umberto Orsini, Massimo Popolizio e Giuliana Lojodice, in un formidabile thriller scientifico-politico alla vigilia del primo devastante uso della bomba atomica. Questo in sintesi “Copenaghen” di Michael Frayn, atteso e acclamato spettacolo diretto da Mauro Avogadro, riproposto ora dalla Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma Teatro Nazionale dopo il debutto del 1999, che arriva in scena al Teatro dell’Aquila di Fermo lunedì 18 dicembre, alle ore 21, nell’ambito della stagione di prosa promossa dal Comune e dall’Amat.

“Penso che sarebbe stato un errore imperdonabile pensare di dar vita ad una compagnia teatrale che porti il mio nome – afferma Umberto Orsini – senza pensare all’opportunità di rimettere in scena uno spettacolo come ‘Copenaghen’. Quando decisi di avere accanto a me un attore come Massimo Popolizio affidandogli anche la regia di ll prezzo di Miller mi era chiaro che questa collaborazione non sarebbe stata un episodio isolato. Era evidente che insieme avremmo potuto dare vita a qualcosa che oggi è sempre più difficile trovare e cioè a quel teatro di recitazione nel quale entrambi, seppure in epoche diverse, siamo cresciuti e al quale ci ispiriamo. Ed ecco che riproporre Copenaghen, la pièce di Frayn che insieme a Giuliana Lojodice ci aveva visti interpreti per la prima volta diciotto anni fa, mi è sembrata una scelta quasi obbligata. Spettacolo nato a Udine nel 1999, riproposto con l’ERT in anni lontani a varie riprese di cui l’ultima otto anni fa, recensito dalla totalità della critica in maniera entusiastica, amato da un pubblico sempre numerosissimo, visto come un evento dai teatri delle maggiori città, sorprendente per la costante attualità del tema trattato, che si vorrebbe più di così? E allora, e non so se sarà l’ultima, ancora una volta Copenaghen”.

In un luogo che ricorda un’aula di fisica, immersi in un’atmosfera quasi irreale, tre persone, due uomini e una donna, parlano di cose successe in un lontano passato. Sono Niels Bohr (Orsini), sua moglie Margrethe (Lojodice) e Werner Heisenberg (Popolizio). Il loro tentativo è di chiarire che cosa avvenne nel lontano 1941 a Copenaghen quando improvvisamente il fisico tedesco Heisenberg fece visita al suo maestro Bohr in una Danimarca occupata dai nazisti. Entrambi coinvolti nella ricerca scientifica, ma su fronti opposti, probabilmente vicini a un traguardo che avrebbe portato alla bomba atomica, i due scienziati ebbero una conversazione e il soggetto di quella conversazione ancora oggi resta un mistero e per risolverlo la Storia ha avanzato svariate ipotesi. L’asse portante attorno al quale ruota lo spettacolo è dunque il motivo per cui l’allievo andò a Copenaghen a trovare il suo maestro.

Lo spettacolo è prodotto da Compagnia Umberto Orsini e Teatro di Roma – Teatro Nazionale in collaborazione con CSS Teatro Stabile di Innovazionone.


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