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Silenzi e Migliore (Cna):
“Legge di Bilancio dimentica artigiani
e piccole imprese, parte la campagna #bastablabla”

FERMO - Per la sigla associativa: "E' ora di dire basta con i bla bla. Massiccia campagna di comunicazione targata Cna all’insegna dello slogan che appunto recita #bastablabla"
lunedì 11 dicembre 2017 - Ore 17:31
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Da sin. Alessandro Migliore e Paolo Silenzi

“Siamo delusi e arrabbiati. Questa legge di Bilancio dimentica gli artigiani e le piccole imprese, una parte fondamentale del Paese, già gravata pesantemente da una delle più alte pressioni fiscali al mondo”.
Così il presidente e il direttore Generale della Cna Territoriale di Fermo, Paolo Silenzi e Alessandro Migliore, che intervengono su una Legge di Bilancio che “pur impedendo il previsto aumento dell’Iva e confermando il complesso delle incentivazioni sugli investimenti e il lavoro collegate a Impresa 4.0, non persegue il processo di riduzione della pressione fiscale su artigiani e piccole imprese”.
“Rimangono disattese le nostre richieste sulla deducibilità dell’Imu sugli immobili strumentali, il tributo più odiato da artigiani e piccoli imprenditori perché colpisce strumenti di lavoro indispensabili a svolgere la propria attività, di esclusione dall’Irap per le attività di minore dimensione, di ripristino dell’aliquota al 65% per gli interventi di efficientamento energetico – aggiungono – e per di più si fa retromarcia su importanti provvedimenti come l’Imposta sui redditi d’impresa e il regime per cassa con la previsione del riporto delle perdite, già introdotti opportunamente lo scorso anno”.
Lunga la lista delle cose che non vanno per Cna, e che sono oggetto di una massiccia campagna di comunicazione targata Cna all’insegna dello slogan #bastablabla: le agevolazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici si sono dimostrate fin da subito uno strumento capace di innescare un circuito virtuoso di robusto sostegno all’economia. Purtroppo, la parte più utilizzata di queste agevolazioni è stata inspiegabilmente tagliata dal 65 al 50% della spesa, rendendole meno attrattive. L’Imposta sul reddito d’impresa (Iri) consente anche a una ditta individuale, a una società di persone, a un artigiano o a un commerciante di pagare le tasse separando il reddito d’impresa da quello personale, come già avviene per le società di capitali, permettendo un giusto risparmio fiscale ed evitando discriminazioni tra imprese.
“Tutto sembrava pronto per l’entrata in vigore l’anno prossimo – riferiscono Silenzi e Migliore – ma nel disegno di Legge di Bilancio 2018, ora all’esame della Camera, è previsto lo slittamento di un anno del provvedimento. Infine, il nuovo regime di cassa per la determinazione del reddito in contabilità semplificata interessa 2,2 milioni di imprese. Imprese che hanno chiesto di pagare Irpef e Irap solo sui redditi incassati. Ma senza la possibilità di riportare le perdite all’anno successivo questo non è possibile”.


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