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Aggressione a Fermo, CasaPound:
“Era annunciata ma le istituzioni
non hanno fatto nulla”

FERMO - Il responsabile provinciale CasaPound, Francesco Pacini: "Nostro completo supporto a una famiglia italiana lasciata sola"
mercoledì 13 dicembre 2017 - Ore 11:30
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Al centro, il responsabile provinciale Casa Pound, Francesco Pacini

“Un’aggressione annunciata. Le istituzioni erano a conoscenza della situazione ma non hanno fatto nulla”. Così il responsabile di CasaPound a Fermo, Francesco Pacini, commenta l’aggressione avvenuta lunedì a Fermo (leggi l’articolo) “a danno di una residente che già diverso tempo fa – spiega Pacini – ci aveva contattato per denunciare la situazione di difficile convivenza con il vicino di origini nordafricane, che, da agosto scorso, ha collezionato diverse denunce per aggressione ai danni di questa e di altre famiglie del quartiere”.

“Nel pomeriggio abbiamo ricevuto la notizia dell’aggressione e il prima possibile siamo andati a trovare il ragazzo per manifestargli la nostra vicinanza”, prosegue Pacini, che ricorda: “Quando, mesi fa, la signora ci ha contattati, ci siamo mossi subito incontrando l’assessore Mirco Giampieri e portando alla sua attenzione la situazione, con tanto di denunce presentate dai residenti e screenshot dei video condivisi dall’uomo sui social. Abbiamo chiesto anche – continua Pacini – di poter sollecitare la procedura burocratiche in corso, che avrebbe spostato l’aggressore in un’altra casa, oltre che di attuare un maggiore monitoraggio della situazione per evitare il peggio. Alla luce di quanto è avvenuto lunedì, però, è evidente che non è stato fatto abbastanza – aggiunge – Una situazione inaccettabile, come è inaccettabile il fatto che il ragazzo aggredito, i suoi fratelli e sua madre debbano aver paura di entrare in casa loro. A differenza delle istituzioni che a tutt’oggi hanno fatto orecchie da marcante sulla questione – conclude Pacini -, vogliamo ribadire il nostro completo supporto a una famiglia italiana lasciata totalmente sola dalle istituzioni in un contesto di grave disagio sociale”.

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