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Da Baggio a Platini e l’omaggio
di Maradona a Scirea: il tempio del calcio ‘nascosto’ nel Fermano
(LE FOTO)

FOOTBALL - Tesori che ripercorrono la storia del calcio italiano e internazionale
mercoledì 3 gennaio 2018 - Ore 12:10
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di Giorgio Fedeli

Difficile, quasi impossibile, credere che dietro quell’anonima serranda in una via qualunque nel Fermano si celi un tesoro inestimabile. Niente soldi, oro o gemme. Si parla di cotone, cuoio, sudore. Non appena varcata la soglia di quel garage ci si ritrova, infatti, catapultati nella storia del calcio, e non solo. Meglio dire dello sport a tutto tondo. Che diventa leggenda. Un vero e proprio mausoleo dinanzi al quale non solo i malati di football ma chiunque sia ancora in grado di emozionarsi davanti a una disciplina che ha accompagnato gli italiani nella storia, avrebbe un sussulto. Vite, sudore, gesta, leggende del calcio racchiuse in quattro mura. Verrebbe da toccare l’architrave di quel garage, come in un immaginario Anfield al canto di “You’ll never walk aolone”.

I CAMPIONI

Un viaggio in cui le pareti parlano dall’argentino di Maradona al brasiliano di Zico e Pelè. Ma su cui la fa da padrone l’accento piemontese della Juventus, con una fortissima cadenza vicentina alla Roberto Baggio: “Sicuramente il più forte calciatore italiano”. E se lo dice lui, Nazzareno, un uomo che vanta amicizie intime, al cui ricordo gli occhi si riempiono di lacrime, come Gaetano Scirea o Dino Zoff, c’è davvero da credergli. Il custode della memoria e delle leggende ricorda ogni singolo istante legato a quei cimeli.

LA STORIA NEL ‘PALLONE’

A farla da padroni i palloni da calcio su più scaffali che ne raccontano la storia, dai primissimi agli attuali da Champions League. Ma non è solo questione di cuoio o plastica. Tutti sono firmati, tutti sono legati a un match particolare. E poi ci sono quelli nella vetrinetta.  Isolati dagli altri. Basta avvicinarsi e vedere gli autografi impressi a colpi di pennarello tra le macchie verdognole del prato per capire perché: quelli non sono semplici palloni, sono i palloni usati per le partite di addio di campioni del calibro di Zico, Platini, Zidane, Gullit, Del Piero. Non basta? Beh ci sono anche quelli per gli addii al calcio di mostri sacri della panchina come il Trap o Zeman. Ancora non è sufficiente? Bene, allora si guardi quel cappellino tra i palloni: quella firma la riconoscerebbe chiunque: Pelè (e per la cronaca, per strappargli l’autografo, in mancanza di carta, è stato sfilato il cappellino dalla testa di un certo Careca).

LA FOTO DI SCIREA CON LA FIRMA DI MARADONA

E siamo solo all’inizio del viaggio nella leggenda. Basta voltare lo sguardo a sinistra e si viene sommersi da decine e decine di foto, tra strette di mano, tipo quella con l’”avvocato” Agnelli, a dediche “con affetto” di un certo Diego, el Pibe de oro, per molti il più grande di tutti i tempi: Maradona. Con una gemma che lega Scirea, al D10S. Una foto di Scirea autografata da Maradona, un omaggio che l’argentino ha tributato alla memoria del leggendario “libero”.

DALLA JUVE DI BAGGIO AL GRANDE TORO

E si va avanti, tra mille reliquie che trasudano storia, dalle gigantesche foto del Grande Toro, una delle più grandi tragedie del calcio, (con gli autografi di quei campioni, prematuramente scomparsi, impressi dietro una cartolina e custoditi gelosamente in un cassetto) a quella della Juve guidata dal Divin Codino. Dal biglietto commemorativo della finale di Champions League di Roma, quella della Juve che vince contro l’Ajax, a mille dediche e libri fotografici quasi introvabili, dalle bottiglie di Pommery per festeggiare gli scudetti della Vecchia Signora a decine di gagliardetti e agli scarpini di Gattuso, Barthez e Gallas. Non solo calcio, si diceva. Qua e là cimeli dell’hockey, del basket, del ciclismo. Emozioni allo stato puro.

L’ARMADIETTO DEI FENOMENI

Ma poi ci si imbatte nella grisaglia di due armadietti, comunissimi, tristi, anonimi. Una stonatura, si è pensato. Ed evidentemente quella serranda all’inizio non ha ancora insegnato nulla ai profani nel loro viaggio. Basta aprirli e quei due armadietto si rivelano come il Sancta Sanctorum del Calcio. Maglie, quasi tutte indossate, consumate, vissute dai rispettivi campioni. Da quelle di un cotone inflessibile dei football players dei primi del ‘900 a quelle di un Dry Fit quasi impercettibile dei fenomeni di oggi, passando per quelle pesantissime degli anni ’70 e ’80. Ma basta girarle, scoprire i numeri sul retro, abbinarle a certi nomi che vengono i brividi. E quelle maglie, da composti di povero cotone diventano Velli d’Oro. Strisce bianconere verticali, sponsor Ariston, 6: è Scirea. Avanti nel viaggio, da un angolo spunta un lembo sospetto: è la maglia di un Bettega azzurro nel ’78. Quelle tre poco distanti brillano particolarmente, di luce propria, 20 anni di fantasia al potere, quei tre 10 fanno tremare le ginocchia: Platini, Baggio, Del Piero. Nello scaffale delle leggende bianconere, però, alza subito l’indice quella con sulla parte anteriore lo sponsor Mars, il cerchio azzurro con la N al centro, sul retro il 10: è quella di Maradona. Poco sotto? Quella di Boniperti a braccetto con la tuta di Sivori e la casacca di un Buffon alle prime armi a Parma. Un’altra è azzurra, ma sa di azzurro transalpino. Ci sono ricamati un galletto e una stella: è la Francia del 2000, quella che, fresca di Mondiali, la spunta, purtroppo sull’Italia agli Europei. Arrivata direttamente dalle mani di Zidane. Una parla inglese: è Beckham, un’altra francesce: Pogba.  E quella così grigia, quasi anonima, se non per la nota di colore regalata dal colletto azzurro e da uno scudetto tricolore dell’Italia? Sul retro c’è l’1. Ma è la sua? E’ quella di Zoff? Sì, è proprio quella con cui il Dino nazionale alzò la coppa del mondo al Bernabeu nell’1982. E li si capisce di essere arrivati nell’Olimpo del Calcio, dello sport. Si è arrivati alla fine della scalinata verso il Mito. Ed è davvero difficile tornare con i piedi per terra. E, soprattutto, senza tacchetti.

 

La maglia di Boniperti e la tuta di Sivori

La maglia azzurra di Bettega

La maglia di Zoff campione del mondo

Le “10” di Platini, Del Piero e Baggio

La maglia di Platini

La maglia di Maradona

La maglia di Scirea

 


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