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Serrande abbassate e luci spente:
in centro va in scena lo sciopero
dell’associazione Commercianti

PORTO SAN GIORGIO - Il presidente dell'associazione, Marco Fedeli: "L'amministrazione non dica che tutto è andato bene. La nostra è un'iniziativa che vuole essere da stimolo"
sabato 13 gennaio 2018 - Ore 18:12
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di Sandro Renzi

Ore 17. Viale della Stazione. Alcuni negozi abbassano le saracinesche, altri spengono le luci per un’ora, fino alle 18. E’ la singolare protesta messa in scena poco fa dagli esercenti che fanno capo all’associazione Commercianti, nata come costola della lista che alle ultime elezioni si è schierata con il candidato sindaco Agostini.

Marco Fedeli

“Sono una quarantina le attività che hanno aderito” dice Marco Fedeli, ai vertici dell’associazione. Poco più di trenta quelle che dall’adesione sono passate ai fatti. Tra loro negozi di abbigliamento, pizzerie, pubblici esercizi. Lo sciopero, come lo hanno voluto definire gli organizzatori, non ha precedenti in città. Tra le attività in sciopero anche quella dell’ex presidente sangiorgese Confcommercio, Giuliano Remia. Nel volantino affisso alle vetrine sono riassunte le motivazioni del malcontento. “I negozi osserveranno un’ora di chiusura per protesta verso l’amministrazione. Il Paese sta morendo”. Tutto parte dalle archiviate festività natalizie che a detta dell’associazione non sono andate per niente bene, men che meno per gli operatori commerciali, e ciò nonostante le iniziative messe in campo che sono costate alle casse comunali circa 100mila euro. Una visione diametralmente opposta a quella dell’amministrazione comunale che, secondo l’associazione, avrebbe ostentato molto ottimismo.  Ma poco importa. Per chi ha aderito allo sciopero la priorità adesso è conoscere cosa il comune abbia in serbo per rilanciare sia il commercio che il turismo. Non hanno intenzione di chiedere le dimissioni di un assessore in particolare ma pretendono un incontro con il sindaco Loira. “La situazione è drammatica” dicono alcuni di loro “sappiamo di altre attività che stanno per chiudere. Il commercio a Porto San Giorgio sta morendo”. E se il loro appello non dovesse essere ascoltato dalle istituzioni allora sono pronti a scendere anche in piazza. Certo è che questa volta l’associazione Commercianti non pare intenzionata a mollare la presa. “Guai abbassare la giardia” tuonano. “Siamo soddisfatti della risposta dei commercianti –prosegue Fedeli- con questa forma di protesta abbiamo mosso le acque. Ora è arrivato il momento di cambiare rotta, l’amministrazione comunale si affidi a persone in grado di rilanciare il settore a Porto San Giorgio”.

Alice Medori

Alle 18 le cler si sono rialzate  ma dubbi ed ansie resteranno. Come restano le perplessità di alcuni colleghi commercianti. La scelta di tenere chiuse le attività anche per una sola ora nel primo weekend dei saldi non a tutti infatti è piaciuta e sui social si sono consumati duri scontri tra favorevoli e contrari. E c’è chi approfittando della inaspettata chiusura delle attività ha pensato bene di tenere aperto ed organizzare addirittura una merenda per i propri clienti. E’ il caso dello storico negozio di giocattoli Corsi. Segno forse che prima di tutto, prima ancora delle rivendicazioni, si dovrà cercare l’unità in seno alla categoria, la più importante, economicamente parlando, della città. “Non ne faccio una questione politica – spiega Alice Medori che gestisce la storica attività presente da oltre 89 anni a Porto San Giorgio- è vero che abbiamo incassato meno questo Natale  rispetto agli anni passati, ma non è un problema di questo paese, bensì di tutta l’Italia. Vorrei far capire che bisogna lavorare e non nascondersi dietro i fantasmi di Facebook. Occorre il confronto, anche con chi ci governa per cambiare le cose”.

 

 


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3 commenti

  1. 1
    Stefano Scatasta Sassì il 13 gennaio 2018 alle 18:06

    Ahahahahahahaha
    Non se conosce la vergogna
    Ahahahahahahahah

  2. 2
    Stefano Serafini il 13 gennaio 2018 alle 20:49

    Lascete perde …il commercio è un altra cosa.
    Se proprio volete fa qualcosa iniziare a buttare giù idee; e durante il periodo estivo chiudete alle 24 no alle 19:45

  3. 3
    Giovanni Bonfitto il 13 gennaio 2018 alle 22:15

    Tanto non è cambiato niente,anche se avete abbassato le serrande.i sangiorgesi stavavano tutti a fermo a pattinare.

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