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La sfida di Liberi e Uguali: “La politica non può essere imposta da vertici superiori, per Porto Sant’Elpidio seguiremo un percorso autonomo”

PORTO SAN GIORGIO - Per quanto riguarda il voto del 4 marzo, Serenella Lamponi (Possibile) Enrico Martini (Sinistra Italiana) e Daniela Lattanzi (Art.1) garantiscono: "Il territorio sarà rappresentato". I nomi dei possibili candidati per il collegio fermanoci sono. Il lavoro di coordinamento viene svolto in ambito regionale. Sono circa sessanta i nominativi tra cui scegliere
martedì 16 gennaio 2018 - Ore 12:11
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di Paolo Paoletti

Liberi e Uguali del Fermano si presenta alla stampa e alla domanda sulle future alleanze locali in vista del voto, con gli occhi puntati a Porto Sant’Elpidio, replica con una battuta: “Di Zingaretti in giro non se ne vedono”.  E’ Daniela Lattanzi di Articolo 1 a spiegare il percorso che si sta seguendo in vista delle elezioni comunali. “Il lavoro che stiamo portando avanti e che riteniamo necessario è quello di riportare la politica nei territori. Non può più essere decisa da vertici superiori. Si tratta di una questione di metodo che stiamo applicando a Porto Sant’Elpidio come a Montegiorgio, ovvero lasciare decidere ai gruppi del posto garantendo un supporto e un contributo più ampio territoriale. A Porto Sant’Elpidio abbiamo ascoltato i compagni di Articolo 1, Possibile, Sinistra Italia, e hanno ritenuto di avviare un percorso autonomo e alternativo. Se riterranno di parlare e incontrarsi non ci sono preclusioni ma al momento la strada è quella alternativa“.

Lattanzi che a nome di Liberi e Uguali spiega: “Sul territorio di Fermo, come sapete,  opera il Comitato per la piena applicazione della Legge 194. A Porto Sant’Elpidio il sindaco non ha ritenuto opportuno portare in consiglio questa mozione. Da un punto di vista programmatico e di politica concreta dunque le nostre proposte sono diverse. Massima autonomia e rispetto per le scelte dei compagni sul territorio, ma abbiamo già registrato un percorso diverso”.

Per quanto riguarda il voto del 4 marzo prossimo invece, Serenella Lamponi (Possibile) Enrico Martini (Sinistra Italiana) e la Lattanzi garantiscono: ” Il territorio sarà rappresentato”. I nomi di possibili candidati del Fermano ci sono. Il lavoro di coordinamento viene svolto in ambito regionale. “Sono stati fatti circa sessanta nomi in tutta la regione tra uomini e donne. Al momento non li riveliamo ancora nel rispetto di quanti hanno dato la propria disponibilità nella composizione della rosa. Non è corretto anche nei confronti di coloro che non potrebbero essere candidati. Possiamo dire che verranno anche valorizzate delle figure di peso che possono permettere, cosa impensabile fino a poco fa, anche di vincere qualche collegio uninominale”.

Una struttura, quella di Liberi e Uguali del Fermano che, passo dopo passo, si sta integrando con il tessuto territoriale. Porto San Giorgio ha ospitato l’assemblea costitutiva che ha visto eletti come delegati per l’assemblea nazionale anche Samuela Marcaccio, Andrea Cameli, Giacomo Franca, Marta Sbrascia, Marco Vallesi.

Una presenza che, in alcuni consigli comunali è già attiva e propositiva come a Fermo con Sonia Marrozzini e a Montegranaro con Sara Di Chiara ed Eros Marilungo. Obiettivo fondamentale garantire una rappresentanza di tutte le realtà del territorio, anche quelle montane.  Tra le figure che hanno aderito il sindaco di Montefortino Domenico Ciaffaroni, Andrea Cameli per Santa Vittoria in Matanano, Samuela Marcaccio e Micheal Egidi di Sant’Elpidio a Mare, Daniela Minnetti e tanti altri.

“Con le persone che sono sul territorio – spiegano Lattanzi, Lamponi e Martini –  abbiamo tessuto un progetto di sinistra alternativo alla proposte in campo. Così come fatto con le elezioni amministrative di primavera Fabriano, Jesi.”

Tra gli aspetti centrali del programma elettorale c’è il ruolo centrale della scuola, come veicolo di cittadinanza e strumenti di crescita. “C’è poi la questione lavoro – spiega Martini – che è stato svilito e trasformato in qualcosa di molto diverso rispetto a quello che la  delle conquiste del movimento operaio degli anno ’60  ‘ 70 conosce.  Un primo elemento sarà l’abolizione e correzione di una delle leggi più odiose, ovvero il Jobs Act. Diventata una strumento per precarizzare il lavoro. Questo sistema in cui il mercato del lavoro è stato trasformato, ha riprodotto una caratteristica tipica della società americana in cui, contrariamente alla storia europea, non ci sono classi al lavoro ma individui che si fanno la concorrenza l’uno contro l’altro. Difficile per i sindacati costruire delle piattaforme rivendicative. Una legge fatta in funzione delle esigenze delle elité economiche e finanziarie”.

Sul fronte pensioni: “Anche la legge Fornero andava evitata per evitare il fenomeno degli esodati e il fatto che non si è rigenerato il mercato del lavoro. E’ evidente che il sistema pensionistico deve essere sostenibile, vedere chi sono i percettori di pensione. Una delle misura che andrebbe presa è porre un tetto alle pensioni. Ci sono pensioni di 93 mila euro al mese”.

E ancora: “Il lavoro bisogna crearlo. Cogliamo l’occasione, anche con il terribile terremoto,  di rilanciare una dorsale appenninica che si è spopolata da sud al nord, non solo quella colpito da sisma. Analizzando e studiando e aprendo una vertenza sull’Appennino serve un modello di sviluppo diverso basato sull’ economia dell’agricoltura biologica. Verrà aperta una conferenza  a riguardo. Pensiamo anche a rimodernare il parco degli automezzi pubblici indirizzando gli investimenti in un modello di sviluppo diverso, con un maggior uso di mezzi pubblici rispetto ai privati. Ristrutturare o sostituire il parco dei mezzi pubblici nel nostro paese significa intervenire su 50 mila autobus. Creare lavoro e orientando gli investimenti. Ecco, occorre orientare gli investimenti  su quelle attività, come economia circolare, che permettono l’utilizzo di molta manodopera. Altro tema di grande importanza è riduzione degli orari di lavoro a 35 ore come successo nella vicina Francia”.

Un programma nazionale adottato e condiviso anche da Liberi e Uguali del fermano, con un riferimento locale anche alla parità di genere a alla rappresentanza delle donne in politica. E qui è la Lattanzi a fare il punto in merito al caso sangiorgese:  La politica dovrebbe essere una visione. Non è voluto il fatto di partire da Porto San Giorgio con la conferenza di oggi. Però ribadiamo la questione con forza. Riteniamo che tutti gli studi e le esperienze transazionali, come nel nord europa, hanno dimostrato compiutamente che l’ingresso delle donne nel mondo della politica e del lavoro non è solo una questione di bon ton ma che può dare forza e slancio ad un paese. Riteniamo che una presenza paritaria delle donne in politica serva a mettere in campo leggi che educhino a ritenere questo un principio cardine acquisito.  A Porto San Giorgio attendiamo l’esito della decisione che prenderà il sindaco visto che pende ancora la decisione del Tar. Io sono una di quelle che ha risposto al bando perché quel bando gridava vendetta. La responsabilità politica di averlo ritenuto adottabile è del sindaco”.


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1 commento

  1. 1
    Michele Bracalente il 16 gennaio 2018 alle 14:26

    Il territorio sarà rappresentato dai cittadini forza ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️

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