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Cuccù e Birilli: due uomini
lo stesso destino, da vincenti a esonerati

CALCIO - Dalla soddisfazione della promozione all'esonero dell'anno successivo. Gli ex tecnici di Porto Sant'Elpidio e Pinturetta sono le ultime vittime di un meccanismo che nel passato recente ha tagliato fuori anche allenatori illustri: Ranieri, Baroni e persino Ancelotti
venerdì 19 Gennaio 2018 - Ore 18:23
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Stefano Cuccù, ormai ex allenatore dell’Atletico Calcio Porto Sant’Elpidio e Jacopo Birilli, ex tecnico della Pinturetta Falcor

PORTO SANT’ELPIDIO – Squadra che vince non si cambia. Ma l’allenatore? È ormai noto che la riconoscenza non faccia parte del mondo del calcio. Si prenda ad esempio Claudio Ranieri. Il Re di Leicester venne licenziato dopo essere stato l’artefice assoluto della cavalcata che portò una squadra di provincia, come le Foxes, alla vittoria della Premier per la prima volta nella sua storia. Che dire di Marco Baroni? Per il tecnico che ha portato il Benevento alla storica promozione nella massima serie attraverso i playoff di B, l’epilogo non è stato molto diverso: esonerato in ottobre e cari saluti ai sanniti. Come dimenticare poi il grande Carlo Ancelotti, liquidato dalla dirigenza bavarese dopo aver vinto una Bundesliga e due Supercoppe in poco più di un anno (evidentemente solamente un optional per il Bayern Monaco).

Ecco, il calcio è questo. O meglio, è anche questo. Fatto di vittorie e di sconfitte, di alti e di bassi, di promozioni e di retrocessioni. Tuttavia, sono proprio quest’ultime a spaventare più di tutto, al punto da far passare in secondo piano i successi, anche quelli storici, e a costringere le società a prendere provvedimenti immediati prima che sia troppo tardi. Stefano Cuccù e Jacopo Birilli sono solo le ultime due vittime di questo spietato meccanismo. 

Il gol in rovesciata siglato da Stefano Cuccù

Il primo, ormai ex allenatore dell’Atletico Calcio Porto Sant’Elpidio, arrivò sulla panchina biancoazzurra l’8 dicembre del 2015 subentrando a Guerrino Cannoni nei panni di allenatore-giocatore e portò i rivieraschi ad una clamorosa salvezza. Riuscì a totalizzare 24 punti nel solo girone di ritorno, uno in meno della Sangiustese (squadra che in quell’anno vinse la Promozione), e il 9 aprile di due anni fa, nella penultima gara di campionato, segnò con una splendida rovesciata (foto) il gol che valse l’1-1 con il Montecosaro e l’aritmetica salvezza. L’anno successivo (stagione 2016/17) i rivieraschi, sempre grazie a Stefano Cuccù, stravinsero il campionato cinque giornate in anticipo a + 19 dalla seconda, sfoggiando il miglior attacco, la seconda miglior difesa e il record di punti in assoluto da quando la Promozione è a sedici squadre (73). In Eccellenza però, a nove anni dall’ultima apparizione, le cose non sono andate per il verso giusto, anzi. Il Porto Sant’Elpidio è all’ultimo posto in classifica al pari del Loreto e vanta, se così vogliamo dire, il minor numero di vittorie (2) e il peggior attacco del torneo (10 gol in 17 gare). Risultati che hanno costretto la società di Annarita Pilotti a prendere una decisione drastica: divorziare da Cuccù ed ingaggiare Renzo Morreale (già allenatore degli elpidiensi dal 2009 al 2011).

Due uomini, stesso destino. Sorte analoga quella di Jacopo Birilli sulla panchina della Pinturetta Falcor: da eroe in patria a capro espiatorio. Il tecnico elpidiense nel 2013 sposò i colori rossoblù e da allora non se ne volle più separare. Birilli ha creato una squadra con una sua identità, ha scalato due categorie (dalla Seconda alla Promozione) e soprattutto ha reso grande una piccola realtà calcistica e sociale. Dopo la finale playoff persa con il San Marco Servigliano, la Pinturetta venne ripescata, potendo così partecipare al campionato di Promozione. Una volta lì, però, le cose hanno iniziato a farsi complicate, tanto da costringere il patron Verdecchia al cambio della guardia e a virare su Daniele Fontana (ex tecnico delle giovanili della Civitanovese).

Se la stagione 2016/17 ha significato molto per Porto Sant’Elpidio e Pinturetta, è pur vero che quest’anno entrambe hanno molto da perdere. Sia chiaro, i biancoazzurri stanno sicuramente peggio, con Morreale che ha preso una squadra in pieno marasma e senza godere di un mercato scintillante (arrivati solo Galli e Carafa e non per suo volere), ma i rossoblù sono a loro volta al centro di una mini crisi, almeno a livello di risultati, dal momento che non vincono da dieci gare.

Nel calcio, non sempre riconoscenza significa fiducia illimitata e spesso cambiare fa bene. Giova all’ambiente, ai giocatori e persino agli stessi esonerati. Prendiamo Massimo Oddo ad esempio: arrivato a novembre al posto di Delneri sulla panchina dell’Udinese, terzultima, è riuscito a risollevarla portandola fino alla zona Europa.

Ora, per sapere se Porto Sant’Elpidio e Pinturetta avranno fatto bene o male le loro valutazioni, non rimane che aspettare la fine dei campionati di Eccellenza e Promozione. Intanto domani (ore 14.30) Renzo Morreale si misurerà nella sua prima gara con la Forsempronese, mentre Daniele Fontana se la vedrà in trasferta nella sfida salvezza con la Jrvs Ascoli, ossia ultima contro penultima.

Leonardo Nevischi


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