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Addio a Giovina Jannello, moglie di Paolo Volponi La sua unica intervista pubblica rilasciata alla giornalista Sandra Amurri

IL PERSONAGGIO - L'intervista venne pubblicata nel 2014 da Il Fatto Quotidiano. Da Milano, dove viveva, è tornata a vivere a casa Volponi dentro le antiche mura di Urbino
sabato 20 Gen 2018 - Ore 10:49
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Un pezzo di storia italiana che se ne va. E’ morta a Urbino all’età di 91 anni Giovina Jannello Volponi, vedova dello scrittore Paolo Volponi. Oggi pomeriggio i funerali ad Urbino. Amica di Pier Paolo Pasolini e Laura Betti, negli anni ’50 divenne l’assistente personale di Adriano Olivetti. Una donna di cultura, al fianco di uno degli scrittori più apprezzati del Novecento. Da Milano, dove viveva, è tornata a vivere a casa Volponi dentro le antiche mura di Urbino, fino al suo ultimo giorno. 

Quella che riportiamo, per ricordare la figura di Giovina Jannello, è l’intervista realizzata dalla giornalista fermana Sandra Amurri e  pubblicata nell’ottobre del 2014 su Il Fatto Quotidiano. L’unica mai rilasciata dalla Jannello. Al centro delle domande le dichiarazioni di Matteo Renzi che si paragonò alla figura di Olivetti. Fu l’unica intervista mai rilasciata dalla vedova Volponi. 

L‘ASSISTENTE DI OLIVETTI: “IL PREMIER LASCI STARE ADRIANO”

INTERVISTA A GIOVINA VOLPONI L’ASSISTENTE DI OLIVETTI: “RENZI GETTA VIA I DIRITTI COME MELE MARCE”

di Sandra Amurri

“Ripristiniamo la regola di un grande italiano, Adriano Olivetti,un esempio per l’Italia di oggi, al quale sono affezionato: il manager non può guadagnare più di dieci volte il salario di chi, in quell’azienda, prende meno di tutti”. Scatta l’applauso. Citazione renziana per vincere facile onde poi elogiare e andare a braccetto con Marchionne, l’anti Olivetti per antonomasia. La signora Giovina Jannello in Volponi, donna colta, delicata e discreta,una vita tra Adriano Olivetti, di cui è stata assistente personale e Paolo Volponi di cui è stata moglie e da cui ha avuto due figli, si dice indignata.

Sandra Amurri

“Questa poi, mi era sfuggita! Ma come si fa a mettere a confronto due persone di questo genere, non lo trovo giusto, è un assurdità!(ride tra il serio e il faceto) Renzi mi sembra un fiorentino di quelli supponenti. Io mi baso sulla prima impressione visiva, sulla fisiognomica, quel suo musetto da uccellino che becca di qua e di là non mi convince affatto e il suo comportamento è coerente con questa sua apparenza.Mi sembra che abbia il senso del comico ma non del ridicolo.Posso sbagliarmi, posso peccare io di supponenza, ma lo trovo insopportabile. Mi indigna profondamente. Dovrebbero spiegargli chi era Adriano Olivetti, la sua idea di profitto intelligente non come fine ma come mezzo per arricchire la collettività. L’ incontro tra cultura e impresa, indispensabile per sostenere il progresso industriale e per trasformare la fabbrica in luogo di elevazione materiale, culturale e sociale di quanti vi lavorano, che sente sulle spalle la responsabilità di mettere a disposizione del territorio lavoro, servizi, cultura. Adriano si dedicava agli asili, alle colonie, alle case, alla mensa, all’assistenza medica. Se non sbaglio Renzi le fabbriche lascia che vengano chiuse gettando in strada migliaia di famiglie,snobba i sindacati,getta via i diritti come fossero mele marce, va a braccetto con Marchionne che io trovo repellente. Adriano era un unicum molto particolare.Di lui ho un ricordo intenso e nitido, della sua applicazione del capitalismo umano.I suoi collaboratori, dirigenti o operai, erano parte dello stesso progetto. Renzi dice di ispirarsi ad Olivetti, non mi sembra che lui si sia scelto collaboratori forti, equipaggiati ma piuttosto che si astengano dalla critica per evitare complicazioni e mantenere la poltrona.Penso che questa sia una crisi aggravata dall’assenza di competenze e merito.

Però ha svecchiato la politica e portato molte donne al Governo.

Magari fosse un problema di età. Andrebbe benissimo se ci fosse un allevamento di giovani fatto con serietà e giudizio.C’è una incompetenza, una sottocultura dominante, è evidente a chiunque, basta ascoltare certi discorsi.Pensi solo a chi siede in Parlamento, sembra incredibile, persone che mai avresti immaginato potessero rappresentarti, incolte,volgari e pure disoneste. Come è stato possibile che un Paese di antica civiltà e cultura sia caduto cosi in basso, che sia prevalsa la furbizia sull’ intelligenza? Donne, ma che donne!Non giudico se sono belle o brutte ma ti domandi che ci stanno a fare.Il guaio è che vengono mischiate ad altre superficialità e vanità. Ricoprono ruoli vitali per la vita democratica senza averne i titoli. Le ascolti e capisci che sono esperte di generiche banalità

Nata a Tunisi da madre greca e padre italiano. Dopo aver vissuto in Algeria e Grecia, a Firenze, Arezzo e Trieste, si è laureata in giurisprudenza a Torino.Una borsa di studio di due anni ad Harward. Come ha conosciuto Olivetti?

Avevo 26 anni. Era il 1956. Rientrata dagli Stati Uniti, accettai di dirigere l’ufficio legale della Rai a Roma,ma prima di partire andai a salutare il professore Bruno Leoni, di cui ero stata assistente. Mi disse: Giovina,fai una sciocchezza, lascia che parli di te al mio amico Adriano. Olivetti mi convocò nel suo ufficio.Mi lasciò parlare per oltre un’ora poi mi propose la direzione dell’ufficio culturale in Piazza Castello. E dopo un mese mi ha chiesto di diventare la sua assistente personale a Ivrea. Lo stesso giorno venne assunto, come direttore sociale Paolo Volponi che sposai tre anni dopo.

Da Milano è tornata a vivere a casa Volponi dentro le antiche mura di Urbino. Nelle Marche dell’imprenditore Diego Della Valle che ha sferrato un attacco durissimo al Governo Renzi.

Non lo conosco personalmente ma lo stimo. Mi sembra un imprenditore intelligente su cui riporre buone speranze. Ma sa cos’è che mi rattrista di più? Vedere che nel Paese ha trionfato la sottocultura, la cosa più grave e pericolosa. Meglio l’ignoranza intelligente che la sottocultura supponente. Berlusconi ha aperto la strada, ha determinato il disastro però si deve anche rivedere la propria opinione sul proprio Paese che lo ha permesso.

Torna in mente “Il leone e la volpe”:”Le società modernizzate sono basate sull’esaltazione dell’individuo…e concepiscono solo l’etica edonistica e tecnologica, col successo individuale sulla natura e sugli altri uomini”.Suo marito, uno dei più grandi e complessi scrittori “un uomo integro del Novecento” come lo definì Stajano, che di sé disse:””Ho servito, ma non ho obbedito.”, che nel’75 venne licenziato dalla Fondazione Agnelli in seguito alla sua dichiarazione di voto per il Pci e quando il Pci ottenne un risultato storico, non accettò la richiesta di Agnelli di tornarvi. Pensa mai a come si sentirebbe oggi in questo deserto della sinistra?

Ci penso eccome. Continuerebbe ad essere una voce fuori dal coro. Ne soffrirebbe molto. Ripeterebbe quel verso del suo fraterno amico Pasolini come nell’ intervista a Gian Carlo Ferretti: “Sono comunista per spirito di conservazione” spiegando di voler conservare il mondo, la bellezza della natura, l’onestà, per camminare in armonia e sviluppare una felicità includente” .E ripeterebbe che la politica capisce poco dell’industria che si sviluppa per conto suo senza percezione dei suoi errori, quando invece va guidata, programmata dalla politica.

Grazie davvero, signora Giovina anche perchè questa è la sua unica intervista.

Grazie a voi che interessa le opinioni di una signora di 84 anni.


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