Ennesimo fatto di sangue, stanotte, sul lungomare Gramsci di Porto San Giorgio. Sono passate solo 36 ore dall’accordo in prefettura sulla vigilanza potenziata sulla litoranea sangiorgese, che la città deve confrontarsi con un nuovo episodio che getta sale sulle ferite di una criminalità diffusa e, a quanto pare, fuori controllo.
Stando alle prime informazioni trapelate, un ragazzo di origini nordafricane sarebbe stato accoltellato a un fianco, parrebbe con un’arma da taglio, da un coetaneo originario dell’est-Europa. Il fatto di sangue è avvenuto intorno alle 3 di oggi sul lungomare Gramsci centro. Scattato l’sos, sul posto sono arrivati i sanitari della Croce azzurra di Porto San Giorgio e tre pattuglie dei carabinieri.
Il giovane ferito (non è in condizioni critiche) è stato soccorso e medicato dai sanitari mentre il presunto accoltellatore si sarebbe dato alla fuga. Mentre i sanitari medicavano il ragazzo ferito per poi partire alla volta dell’ospedale Murri, i militari dell’Arma, con in testa il comandante del Radiomobile, il maresciallo Emanuele Moretti, si sono messi al lavoro per raccogliere quanti più elementi possibile per cercare di ricostruire con esattezza la dinamica dell’accaduto. Un fatto di sangue, si diceva, che riacutizza le ferite di una città, Porto San Giorgio, già lacerata dalle criticità legate alla micro-criminalità. Che poi ormai in tanti, e legittimamente, iniziano a domandarsi retoricamente se sia davvero micro.
Sul posto, il consigliere comunale Emanuele Morese: «Desidero anzitutto ringraziare le forze dell’ordine e tutti i soccorritori per il tempestivo intervento e per il lavoro che quotidianamente svolgono a tutela della nostra comunità. Quanto accaduto – le parole del consigliere Morese – dimostra però che il tema della sicurezza non può essere affrontato con superficialità o con ricette ideologiche. Anni di politiche di integrazione che, a nostro giudizio, non hanno funzionato hanno contribuito a creare una situazione sempre più difficile da gestire. Porto San Giorgio non può e non deve essere ostaggio della paura. Come amministrazione siamo presenti sul territorio e continueremo ad esserlo, con l’obiettivo di tutelare i cittadini, le famiglie, gli operatori economici e i tanti turisti che scelgono la nostra città. Troppo spesso assistiamo a episodi di violenza e di degrado che vedono protagonisti gruppi di stranieri, una situazione che richiede risposte concrete e non giustificazioni. Su questo tema la differenza politica è evidente. Mentre il Partito Democratico continua a proporre un approccio fondato prevalentemente su inclusione e accoglienza, come emerso anche nel corso delle recenti assemblee cittadine, noi riteniamo che senza il rispetto delle regole non possa esistere alcuna vera integrazione. Continuare sulla stessa strada significherebbe ripetere errori che sono ormai sotto gli occhi di tutti. Per questo la nostra amministrazione ha scelto di investire risorse importanti nel rafforzamento della vigilanza privata e continuerà a destinare fondi alla sicurezza urbana, sostenendo ogni iniziativa utile a garantire maggiore controllo del territorio. Non ci faremo condizionare dalle polemiche né arretreremo di un passo. La sicurezza non è uno slogan elettorale: è il primo diritto dei cittadini. Noi continueremo ad amministrare con la schiena dritta, con coraggio e con la determinazione di chi sceglie ogni giorno di stare dalla parte di chi chiede una città più sicura, più vivibile e più libera dalla paura».

















