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Le scuole superiori del Fermano
adottano una nazione in guerra

SERVIGLIANO - L’obiettivo è quello di favorire lo studio della storia contemporanea e la pratica del confronto. Domande di partecipazione entro il 28 febbraio
martedì 23 Gennaio 2018 - Ore 11:31
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Favorire l’interesse per lo studio della storia contemporanea, nonché la pratica del confronto e del rispetto in un quadro di educazione alla pace. E’ questo l’obiettivo che si prefigge il progetto “Scuole promotrici di pace”, promosso dall’associazione “Casa della memoria” di Servigliano e dell’Università per la pace delle Marche con il patrocinio di Giunta e Consiglio regionale e dello stesso Comune di Servigliano.

Per quest’anno l’iniziativa è rivolta, in via sperimentale, alle scuole superiori della provincia di Fermo e fornisce ad ogni classe partecipante la possibilità di adottare una nazione in guerra, una condizione di conflitto o di occuparsi di tensioni fra diversi Stati. Le proposte riguardano Ucraina e Russia, Siria, Spagna e Catalogna.

Il progetto permetterà agli studenti di misurarsi con le difficoltà oggettive che si incontrano nella costruzione di una pace duratura e con la necessità di avere sempre una conoscenza approfondita della storia.

Oltre allo studio delle diverse situazioni sono previste anche delle simulazioni che dovrebbero concretizzarsi attraverso l’analisi delle proposte per fermare i conflitti e l’individuazione dei necessari mediatori. Il tutto con il coinvolgimento di studiosi e testimoni diretti. Al termine dei lavori, le classi partecipanti prenderanno parte alle giornate di confronto organizzate da “Casa delle Memoria” ed Università per la Pace nell’ambito della manifestazione “Se vuoi la pace prepara la pace”, prevista in calendario tra maggio e giugno.

Le domande di partecipazione andranno presentate entro il prossimo 28 febbraio ed il risultato delle ricerche effettuate da ogni singola classe dovrà essere proposto attraverso un video della durata massima di 8 minuti. L’iniziativa, come intendono evidenziare i promotori, permetterà anche di stabilire una rete stabile di scuole promotrici di pace.


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