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Parco no, Parco sì: cittadini divisi
su presente e futuro dei Sibillini

PETIZIONE - Un gruppo di abitanti di Castelluccio ha avviato una raccolta firme dopo il no dell'ente ad un parcheggio. Ma c'è chi ne difende l'operato, ricordando la vocazione naturalistica dell'area montana
mercoledì 24 gennaio 2018 - Ore 17:15
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di Andrea Braconi

Alla fine, dagli avvertimenti, sono passati ai fatti: dopo la riunione dello scorso 14 gennaio a Bevagna, in Umbria, gli abitanti di Castelluccio di Norcia hanno dato il via sul web ad una raccolta firme per raccogliere, citiamo testualmente, “i dissensi in ordine alle costanti barriere ed insormontabili vincoli posti dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini allo sviluppo e ricostruzione ma soprattutto fruizione del paese di Castelluccio di Norcia da parte dei residenti, operatori, non residenti”. Una sorta di chiamata “alle armi” dalla rete, rivolta anche ai Comuni del Maceratese, del Fermano e dell’Ascolano.

Quindi, quello che si sperava che il terremoto non fosse riuscito a distruggere – il buon senso – è stato spazzato via da un tira e molla che va avanti da mesi e che vede contrapposta una parte di cittadini (che, dopo il diniego per la realizzazione di un parcheggio per 70 auto e 35 camper, spingono per l’uscita dall’ente) e lo stesso Parco, che più volte ha manifestato disponibilità al confronto ma sempre entro i limiti previsti dalle normative e dal rispetto dell’ambiente. Una frizione che sta toccando i suoi livelli più alti e sicuramente più pericolosi, che avrà ulteriori sviluppi nei prossimi giorni.

Ma c’è anche chi, tra le comunità delle aree interne, difende a spada tratta il Parco e gli obiettivi per i quali è stato istituito nel 1993.

“Sono stati pochissimi gli stop che il Parco ha posto in essere – rimarca un abitante del versante marchigiano, anche a nome di altri residenti – e a Castelluccio l’unico è quello sul parcheggio da 35 + 70 posti, dove peraltro il no è scaturito anche dai Ministeri dei Beni Culturali e dell’Ambiente. Tutto questo a fronte di molti progetti approvati o comunque che non necessitavano del parere del Parco perché in deroga dovuta all’emergenza. Vivo qui da tanto tempo, anche se il lavoro mi ha portato spesso lontano, ma in questi anni ho avuto modo di capire quali siano le reali potenzialità della nostra zona e cosa vada difeso in maniera determinata: parlo del nostro futuro, che è fatto di ambiente e di opportunità escursionistiche per le migliaia di persone che prima del terremoto hanno scelto i Sibillini per le loro vacanze e che hanno ricominciato a farlo, anche se in forma diversa, dopo le scosse dell’ultimo anno e mezzo. La gente non viene qui per un posto auto o camper migliore, viene qui perché la natura ci ha regalato qualcosa di unico, che dobbiamo preservare senza farci trascinare dall’emotività e da esigenze sicuramente legittime ma che vanno calibrate all’interno di una visione più ampia”.

 


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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1 commento

  1. 1
    Dino Ragazzoni il 24 gennaio 2018 alle 16:44

    Credo che i vincoli posti dai vari enti preposti a qualunque tipo di tutela vadano profondamente rivisti. Apprezzerei poi che, quando si pubblica un’opinione, si pubblichino anche le generalità di chi la esprime.

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