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Per il Beato Antonio arriva il vescovo, intanto si lavora su nuovo ospedale e frane (INTERVISTA)

AMANDOLA - Oggi le celebrazioni del patrono della città con la visita di Mons Pennacchio. Il sindaco Marinangeli fa il punto su Rsa, Alberghiero, opere pubbliche, nuovo ospedale, risonanza magnetica aperta ed adeguamenti degli edifici pubblici
giovedì 25 Gennaio 2018 - Ore 10:29
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di Andrea Braconi

Ad Amandola si festeggia il Beato Antonio, patrono della città. E come da tradizione, uffici pubblici, scuole e aziende rimarranno chiuse. Ma questo 25 gennaio 2018 entrerà nella storia soprattutto per la visita del vescovo Rocco Pennacchio, che già lo scorso 3 dicembre, il giorno successivo al suo insediamento, aveva simbolicamente scelto di raggiungere Amandola per dimostrare la propria vicinanza a tutte le popolazioni colpite dal sisma. E oggi, a partire dalle ore 18, proprio il vescovo celebrerà la santa messa all’interno della Chiesa del Beato Antonio. Nel corridoio laterale della chiesa, come ha spiegato il sindaco Adolfo Marinangeli, saranno in esposizione alcune stampe antiche e raffigurazioni riguardanti la vita ed i miracoli del Beato.

Sindaco che, in queste settimane, è stato impegnato su più fronti. “Partiamo dalla riapertura della Rsa a cui nessuno credeva – afferma – e dove sono tornati tutti i pazienti e la cooperativa delle giovani famiglie della montagna. La struttura si è riempita di persone anziane della zona, che sono ritornate accanto ai loro cari.”

Poi c’è stata la notizia dell’Alberghiero.

“Erano tre anni che ci si lavorava: un anno è saltato per questioni organizzative, poi è arrivato il terremoto ma quest’anno ci siamo riusciti. L’altra sera, quando l’abbiamo comunicato al collegio dei docenti, che già l’aveva votato all’unanimità, c’è sta un’accettazione corale. È stato un bel momento.”

Sul tavolo c’è anche il nuovo ospedale.

“Ieri in Regione si è discusso sul progetto definitivo del nuovo ospedale, che ci è stato dato per un’ultima visione degli elaborati per poi partire con gli espropri e la gara. Potrebbe avvenire tutto entro l’autunno 2018. Entro l’anno, quindi, potrebbero partire i lavori per la nuova struttura, che sarà eccezionale per i suoi spazi ampi, per una posizione ottimale e con un eliporto interno; una struttura che prevede chirurgia, medicina, lungodegenza e Rsa, oltre agli ambulatori. Insomma, molto di più di quello che avevamo. Devo dire ancora una volta grazie a Ceriscioli e Cesetti, che hanno rispettato la parola data.”

Ma per la sanità di Amandola ci sono anche altre novità.

“Abbiamo avuto in donazione la risonanza magnetica aperta di ultima generazione, un macchinario acquistato dalla Fondazione Carisap per un importo che di circa 400.000 euro e che verrà installato provvisoriamente nella parte che abbiamo recuperato nell’ospedale, a fianco di radiologia e tac, per poi essere spostata nel nuovo ospedale. Si tratta di una donazione per l’intero territorio montano. Martedì ci vedremo con Livini e con il primario Valente ed entrerà in funzione già da questa primavera, diciamo tra fine marzo e inizio aprile.”

E oggi l’arrivo del vescovo.

“Ci ha fatto enormemente piacere. Monsignor Pennacchio ha accettato l’invito di venire a benedire la Rsa e salutare gli anziani, in forma privata: un segno forte della sua presenza tra i terremotati e anche tra i malati, una scelta che ci ha emozionato. Poi ci sarà la messa, da lui celebrata, con la corale locale dei ragazzi dell’Acr che animerà il tutto. Ci saranno anche i fuochi d’artificio a mezzogiorno, come da nostra tradizione di questa che è la festa invernale e che replichiamo l’ultima domenica di agosto per gli amandolesi che vivono fuori e per i turisti.”

Passata la festa, si ricomincerà a lavorare.

“Veramente non smettiamo mai di lavorare. Stanotte siamo stati fino alle 2 con la maggioranza e abbiamo discusso dei circa 4 milioni di euro di lavori derivanti da bilancio, assicurazioni e donazioni post sisma. Poi tutto quello che concerne il piano di costruzione delle Opere Pubbliche, quasi 8 milioni già assegnati nei piani stralcio. Partiranno tutte nel 2018, alcune per essere ultimate quest’anno, altre nel 2019”.

Quali saranno i principali interventi?

“C’è il recupero dei danni sulle strade provocati dal terremoto. Poi la pubblica illuminazione lungo via Cesare Battisti, oltre al recupero dei danni provocati dalle frane, come quella del crollo delle mura castellane o in Piazza Garibaldi, opere che faremo con i nostri fondi perché abbiamo urgenza di intervenire su parti importanti della città. Stiamo anche lavorando forte con l’Università di Ancona e Pescara sugli adeguamenti degli edifici pubblici. Queste due realtà si sono prese in carico alcuni edifici strategici di Amandola, sui quali in questa fase stanno intervenendo a livello progettuale.”

 


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