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Cna: “Tassa di soggiorno? No grazie, ma chi decide di applicarla vincoli le risorse al turismo”

PORTO SAN GIORGIO - Alessandro Quinzi, presidente del direttivo zonale sangiorgese: "E? necessario comunque guardare alla realtà dei fatti: una vera e propria ripresa dell’economia non c’è, le famiglie vedono ancora fortemente penalizzati i consumi ed anche piccole variazioni di prezzo possono rendere 'infedele' anche il turista più affezionato"2
sabato 27 gennaio 2018 - Ore 11:33
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“La tassa di soggiorno? La sua applicazione in questo momento ci sembra del tutto inopportuna”. Così si esprime la CNA Territoriale di Fermo, con il settore Turismo e Commercio e il Direttivo di Porto San Giorgio, sulla ventilata ipotesi di introduzione della tassa di soggiorno nei comuni costieri del Fermano.
“Seppure sia una soluzione che non rappresenta certo il male assoluto – commenta Alessandro Quinzi, presidente del direttivo zonale sangiorgeseè necessario comunque guardare alla realtà dei fatti: una vera e propria ripresa dell’economia non c’è, le famiglie vedono ancora fortemente penalizzati i consumi ed anche piccole variazioni di prezzo possono rendere “infedele” anche il turista più affezionato, specie in relazione alla situazione di Porto San Giorgio, centro che vive essenzialmente di turismo stagionale. E tutto ciò senza menzionare la psicosi del sisma, che comunque ancora aleggia sui nostri territori”.
Nonostante alcuni importanti studi condotti sui flussi turistici e la loro variazione in relazione all’introduzione della tassa, come quello di Valerio Ficari e Giuseppe Scanu (“Tourism Taxation” – Sostenibilità ambientale e turismo tra fiscalità locale e competitività, ed. Giappichelli) per citarne solo uno, spieghino come la domanda di turismo sia inelastica rispetto al prezzo e che anzi l’ impatto economico nel medio-lungo periodo dell’imposizione possa generare redditi maggiori, la possibilità di realizzare uno sviluppo turistico sostenibile è legata ad un’unica condizione: che le risorse incamerate vengano utilizzate in via esclusiva per migliorare l’offerta turistica.

“Se la scelta delle Amministrazioni locali cadesse sull’applicazione immediata della tassa di soggiorno – prosegue Quinzi – allora va detto che le eventuali risorse dovranno essere destinate a specifici capitoli di bilancio collegati all’offerta turistica, questo per la CNA è un aspetto da cui non si può prescindere. Iniziative culturali, promozione di eventi, miglioramento dei servizi di spiaggia, servizi per la mobilità, pacchetti promozionali: queste somme non dovranno assolutamente finire nel calderone indistinto dei bilanci comunali”.

La CNA ritiene necessaria la creazione da parte delle amministrazioni locali, come fatto nelle città in cui è stata introdotta la tassa di soggiorno, un tavolo tecnico con le associazioni di categoria, come già presente a Porto San Giorgio, che studi e proponga soluzioni sull’investimento di quanto incamerato, affinché i turisti possano toccare con mano i servizi aggiuntivi che possono migliorare il soggiorno nei nostri comuni attivati.


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