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Terrore a Macerata,
Fratalocchi: “Pensavo a un petardo,
poi ho visto un uomo a terra”

MACERATA - Lorenzo, originario di Sant'Elpidio a Mare, è il responsabile del supermercato Conad di Via dei Velini di fronte al quale è stato ferito uno degli extracomunitari al centro del raid razzista
sabato 3 febbraio 2018 - Ore 16:20
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di Paolo Paoletti

“Abbiamo sentito due colpi provenire dalla strada e l’ultima cosa che immaginavamo è che si potesse trattare di una pistola”. Lorenzo Fratalocchi di Sant’Elpidio a Mare è il responsabile del Conad di Via dei Velini 30 a Macerata. Questa mattina, insieme ai suoi colleghi e ai tanti clienti che stavano facendo spesa all’interno del supermercato, si sono trovati a pochi passi da uno dei luoghi in cui è avvenuto il ‘raid’ anti-immigrati che ha portato il terrore in città.  Con sangue freddo e grande professionalità Lorenzo, insieme a tutto il personale Conad, dopo essersi conto dell’accaduto, ha tranquillizzato i clienti invitandoli a rimanere all’interno del supermercato di fronte al quale il 29enne Luca Traini ha sparato e ferito un uomo di colore. 

Dal racconto del giovane elpidiense si capisce la follia di quanto avvenuto: “Inizialmente non ci siamo accorti bene di cosa stava accadendo. Abbiamo solo sentito due colpi e l’ultima cosa che vai a pensare è che si potesse trattare di una pistola. Così ci siamo affacciati per capire di cosa si trattava. Pensavamo a dei petardi o alla gomma di qualche macchina scoppiata magari a contatto con il marciapiede. Invece abbiamo visto un’auto nera che dopo aver sgommato si è diretta verso via Cavour mentre a terra c’era un uomo riverso sul marciapiede di fronte alla banca“.

Il racconto del giovane responsabile del supermercato prosegue: “Mi sono avvicinato per capire meglio ed ho visto che si trattava di un ragazzo di colore, indossava un piumino nero dal quale si vedeva un buco da cui fuoriusciva l’imbottitura. L’uomo, nonostante la ferita all’addome, era cosciente. C’era gente che gridava ‘Gli hanno sparato! Gli hanno sparato’. A quel punto abbiamo tranquillizzato i clienti invitandoli a non uscire dal negozio e abbiamo subito chiamato le forze dell’ordine e l’ambulanza“.

Il racconto di Lorenzo prosegue: “Ero presente anche io quando gli hanno aperto il giubbetto per vedere la ferita. Dietro di lui si trovava una Fiat Panda con il parabrezza rotto, colpito dal proiettile del secondo colpo a dimostrazione di quanto l’autore del gesto non sia stato preciso“. Un vero miracolo dunque che l’extracomunitario non abbia riportato una ferita più grave e che non sia stato colpito anche dal secondo proiettile.

Negli stessi istanti, la ragazza di Lorenzo, Katia De Blasio di Porto Sant’Elpidio, si trovava rinchiusa all’interno del polo universitario Pantaleoni dove si trovava per assistere ad un seminario: “Eravamo tutti chiusi all’intero – racconta –  il sindaco aveva detto di rimanere a porte chiuse e non uscire. Ho telefonato al mio ragazzo per sapere come stesse e mi ha detto che avevano sparato ad un uomo di fronte a dove stava lavorando”.

studenti all’interno dell’università

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