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Nella mente di un terrorista: al teatro comunale di Porto San Giorgio va in scena Pigrecoterzi

PORTO SAN GIORGIO - PigrecoTerzi è una rielaborazione in chiave contemporanea del racconto Erostrato di Jean-Paul Sartre, edito nella raccolta Il muro del 1939. Il racconto è a sua volta ispirato alla storia del pastore greco Erostrato, che, per immortalare il suo nome, incendiò e distrusse una delle sette meraviglie del mondo: il tempio di Artemide.
lunedì 5 febbraio 2018 - Ore 16:07
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2008-2018: nel decennale della fondazione della compagnia marchigiana Teatro Sovversivo va in scena la commedia nera Pigrecoterzi. La nuova produzione del regista Lorenzo Bastianelli sarà l’11 febbraio, ore 17,30, al teatro comunale di Porto San Giorgio all’interno della rassegna di teatro d’avanguardia Sottopassaggi.

Dieci anni dopo “Azione sovversiva segreta” la prima produzione di Teatro Sovversivo, il gruppo made in Marche è pronto ad offrire agli spettatori uno spettacolo emotivamente forte e coinvolgente.

Avere dubbi sul significato della propria esistenza è qualcosa che accomuna ogni uomo. Arriva per tutti il momento di chiedersi: “Perché viviamo? Che senso ha la mia vita? Cosa ho compiuto fino ad oggi?” Ad una domanda universale nella sua ripetitività, la risposta non è altrettanto universale. C’è chi cerca di silenziare la propria voce interiore per non stare male, chi invece sente di aver trovato la risposta in uno scopo, come vivere un amore, e c’è chi, come Hilbert, l’eroe dello spettacolo PI GRECO TERZI, che trova la risposta ai suoi tormenti esistenziali pianificando una sparatoria.

Nel futuro tutti saranno famosi per 15 minuti. O almeno così diceva Andy Warhol. Ma famosi per cosa? Star dei reality show, di Youtube o Instagram, personaggi di cronaca che spesso ci ossessionano per qualche settimana, o – nel migliore dei casi – per qualche mese. Poi il nulla, l’oblio, il dimenticatoio. E spesso per conquistare quei 15 minuti occorre avere un’arte, costruita nel tempo. Ma per qualcuno 15 minuti non sono sufficienti. Per alcuni il traguardo è scrivere il proprio nome nelle pagine della storia.

Questo è l’obiettivo di Paolo Hilbert, protagonista di PigrecoTerzi. Paolo Hilbert tuttavia non è un politico di successo, un artista o uno scienziato: è un impiegato come tanti altri. E decide, con freddezza e disprezzo, che l’unico modo possibile per consegnare il suo nome ai posteri sia compiere una strage.

PigrecoTerzi è una rielaborazione in chiave contemporanea del racconto Erostrato di Jean-Paul Sartre, edito nella raccolta Il muro del 1939. Il racconto è a sua volta ispirato alla storia del pastore greco Erostrato, che, per immortalare il suo nome, incendiò e distrusse una delle sette meraviglie del mondo: il tempio di Artemide.

La drammaturgia di PigrecoTerzi ruota attorno a Paolo Hilbert, un recluso, un voyeur che per affermare il proprio rifiuto degli uomini spara sulla folla. Questo atto costituisce la massima espressione della sua esistenza: un gesto sensazionale, alla ricerca della gloria. Un atto forte, di protagonismo.

Il riferimento alle pagine nere del terrorismo degli ultimi anni non è casuale. Parigi, 2015. Oslo, 2011, Las Vegas, 2017: si spara sulla folla. Questi tre attacchi, i più letali e sconsiderati del mondo occidentale, combinati, mietono 214 vittime. Come società umana non possiamo che chiederci come sia possibile concepire atti di tale insensata violenza: Teatro Sovversivo ha deciso di riflettere su questo tema scomodo e con cui conviviamo tutti i giorni.

Hilbert appare come un ingranaggio di un meccanismo che tutti hanno contribuito a creare e ci aiuta a sollevare interrogativi sul nostro modo di vivere. E infine a riconoscere che sia possibile se non addirittura inevitabile che qualcuno non riesca ad integrarsi nel meccanismo e finisca per isolarsi.

Tuttavia in PigrecoTerzi non si trovano discorsi politici né riferimenti religiosi. La compagnia Teatro Sovversivo offre allo spettatore un punto di osservazione inedito, quello dell’assassino. E non lo fa raccontando l’ennesimo sociopatico tutto battute, cinismo e misantropia. Hilbert è una persona realmente disturbata, che evita il contatto umano e cerca di contenere la propria ansia sociale proiettandosi al di sopra delle masse. Osservandole dall’alto.

Ad accompagnarlo nel suo percorso c’è una manciata di personaggi surreali, lisergici, che lo minacciano a colpi di umorismo assurdo e rituali sociali a lui incomprensibili; e che alleggeriscono la narrazione coi loro eccessi e la loro bizzarria. Due cameriere, una prostituta, e un alter-ego demiurgo: l’Erostrato tramandato dalla storia, istigatore – svogliato – di pensieri violenti e paranoici, al tempo stesso motivatore – life coach – e despota del protagonista.

PigrecoTerzi propone una narrazione inaffidabile, con un protagonista che vede cose che sembrano esistere solo nella sua mente. Ma allo spettatore è concesso di vederle rappresentate, di entrare nel suo mondo.

PigrecoTerzi non offre risposte. Non dà giudizi di merito, non pretende di dire al pubblico cosa sia giusto o cosa sia sbagliato. PigrecoTerzi pone delle domande e ci interroga, coinvolgendoci.


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