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“Berdini sa solo offendere, pensi a lavorare”: il caso Pedaso-Altidona fa ancora discutere

POLITICA - Dopo le accuse del sindaco, Barbara Toce replica facendo notare come "le relazioni di buon vicinato sono il frutto di anni di collaborazione e di risultati della precedente Amministrazione" di cui Berdini "oggi vive di rendita"
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Come da copione, arriva la controreplica di Barbara Toce, consigliere di minoranza a Pedaso, in risposta alle accuse formulate ieri su Cronachefermane.it dal sindaco Vincenzo Berdini (LEGGI QUI). Accuse, rimarca la Toce, “sulla scia delle dichiarate offese al Comune di Altidona per l’episodio di Carnevale” (LEGGI QUI) e “talmente fuori luogo da non poter passare inosservate”.

“Il sindaco Berdini, anziché fare palese ammenda per un atto riconosciuto come irrispettoso per il proprio omologo altidonese e per la sua comunità, non perde occasione per fare comizi elettorali – prosegue la Toce – Desidero ricordare che ha già vinto le elezioni quasi un anno fa e che questo è il momento di lavorare per i propri cittadini, non metterli in ridicolo.

Il sindaco pare dimenticare che una buona fetta di popolazione pedasina non l’ha scelto e non condivide la sua politica di continua chiamata alle armi e, soprattutto, non condivide l’arroganza di presunta supremazia che viene sbandierata – è proprio il caso di dirlo – in qualsiasi occasione. Esattamente come è accaduto sulla Torre del Belvedere: un gesto che avrebbe dovuto simulare la conquista di Altidona.

A tal proposito, è palese che i paroloni abbiano il solo scopo di sviare l’attenzione da un elemento fondamentale della responsabilità che ogni amministratore si assume insieme alla carica: l’uso dei simboli. Nell’episodio di Carnevale – di cui sono stati protagonisti vice sindaco e due consiglieri- le bandiere tricolore svettavano con il vessillo comunale di Pedaso, che in quell’occasione non è stato valorizzato bensì oltremodo screditato.

Spero non occorra rammentare al sindaco che ‘lo stemma è un bene immateriale dell’Ente ed è salvaguardato dalle Leggi dello Stato, ed è fatto divieto assoluto di appropriarsene da chiunque…’, così come ribadito dal Cerimoniale di Stato. È questo aspetto che si critica, non di certo lo spirito carnascialesco e la goliardia del momento”.

Anche sui rapporti con i Comuni limitrofi, la Toce è piuttosto esplicita. “Il sindaco Berdini sembra avere la memoria corta e non ricordare che è in carica da meno di un anno. Le relazioni di buon vicinato sono il frutto di anni di collaborazione e di risultati della precedente Amministrazione di cui, per sua fortuna, oggi vive di rendita. Non sarei così sicura di poter vantare tali ‘ottimi’ rapporti come da lui dichiarato.

Si dichiara nella replica che l’episodio è stato ‘già chiarito tra le rispettive Amministrazioni’, ma ciò è dovuto solo ed esclusivamente al buon senso dei nostri vicini e non certo all’atteggiamento assunto dal nostro sindaco, che ben sa come sono andate veramente le cose.

Il ruolo di amministratore impone un comportamento adeguato anche nei momenti più goliardici, ma cosa ci si può aspettare da chi offende gratuitamente e fuori luogo per sopperire alla carenza di conoscenza delle prassi istituzionali?

Perché, caro sindaco, la minoranza che rappresento ha sacrosanto diritto di parola e di critica. Il suo paternalistico atteggiamento e lo scagliarsi contro chi fa notare un errore della sua squadra di governo, e quindi riconducibile a Lei, non cambia la realtà delle cose: un gesto fatto resta un gesto. È lì, immortalato in una foto, e si commenta da solo”.

 

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