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Monitoraggio alberi: da abbattere
sophora a San Francesco
e pino al duomo (FOTO)

FERMO - La sophora in Crollalanza, vicino San Francesco e il pino davanti alla Casina delle Rose destinati all'abbattimento. Tutti sani gli alberi monumentali
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di Alessandro Giacopetti

Due alberi di notevoli dimensioni in cattivo stato di conservazione e da abbattere, entrambi in posizioni strategiche: uno nei pressi dell’incrocio di San Francesco, all’imbocco di via Crollalanza, l’altro davanti alla Casina delle Rose. E’ l’estrema sintesi di quanto emerso oggi nella conferenza stampa sul monitoraggio degli alberi monumentali e storici svolto nel territorio comunale di Fermo in cui sono stati comunicati i risultati delle analisi.

Alessandro Ciarrocchi, assessore comunale all’Ambiente, assieme al responsabile del settore, Oriano Marinangeli. ha esordito chiarendo che “il piano di sicurezza delle alberature è stato portato avanti in collaborazione con 3 agronomi ed ha portato, in alcuni casi a delle ripiantumazioni, come a piazzale Carducci. Gli schianti di rami e alberi avvenuti nei primi mesi successivi al nostro insediamento come Giunta ci hanno imposto di dedicare attenzione ad un monitoraggio che non era stato svolto negli anni passati. Perciò abbiamo provveduto alla manutenzione per la sicurezza dei cittadini portando avanti potature su via Graziani, via Ciccolungo e piazzale Carducci.
Dalla procedura di monitoraggio di tutte le 11 piante monumentali che insistono sul territorio fermano fatta assieme al Dottor Cardinali e assieme alla collaborazione Valido Capodarca, cittadino esperto di queste piante e disponibile ad confronto con i nostri uffici, emerge che tutti stanno bene”, ha aggiunto l’assessore Ciarrocchi.

E’ stato, quindi, allargato il raggio effettuando un controllo strutturale e di tenuta di altri alberi importanti: tra questi l’acero a piazzale Azzolino, i pini e i cedri al duomo. Sono emerse due situazioni di criticità: la Sophora all’inizio di via Crollalanza, vicino l’incrocio di San Francesco è la più grave: dentro il tronco è praticamente vuota e classificata con classe di rischio D e va abbattuta a breve. Se cadesse, infatti, potrebbe causare danni alle auto parcheggiate, a quelle che passano o a persone che passeggiano. È impossibile il monitoraggio e l’intenzione dell’Amministrazione è di abbatterla in brevissimo tempo.
L’altra situazione di criticità è rappresentata dal pino di 36 metri situato davanti alla Casina delle Rose, zona duomo. Oltre ad avere un tronco storto e con una pendenza che ne mina la stabilità, ha una chioma molto pesante e pericolosa in caso di neve o vento forte. “La posizione strategica della pianta ci ha imposto di studiarla bene, con analisi approfondite – ha detto l’assessore Alessandro Ciarrocchi – per capire cosa fare per salvarla e metterla in sicurezza. Sulla stessa pianta c’è una relazione del 2010 che ne denota già allora le criticità cui si sono aggiunti i nostri controlli che hanno scoperto sul fusto uno squarcio di un metro e 20. Al momento è in classe C, quindi dobbiamo prendere provvedimenti”.

“Sebbene alla base risulti sana, ad alta quota il tronco è quasi vuoto e la sua aspettativa di vita è brevissima – ha aggiunto il tecnico Marinangeli – una opzione è, quindi, monitorarla per i prossimi 6 mesi, esponendoci però a spese e a un rischio elevato, senza la speranza di salvarla. La soluzione, invece, – secondo Marinangeli – è l’abbattimento”, unica alternativa, appoggiata seppur a malincuore dallo stesso assessore Ciarrocchi.

Presenti alla conferenza stampa anche Gioacchino Fasino e Massimo Spagnoli di Italia Nostra, l’agronomo Nicola Lucci, Maria Luisa Camplese del WWF.


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