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Gentiloni: “Gli italiani si sono tirati fuori dalla crisi, impedire che vengano ricacciati dentro”

FERMO - Museo Miti stracolmo per l'arrivo del presidente del Consiglio. Ad aprire l'incontro il senatore del Partito Democratico Verducci, seguito da rappresentanti istituzionali, cittadini, operatori sociali, culturali e imprenditori
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di Andrea Braconi

foto e video Simone Corazza

Sindaci, assessori, consiglieri comunali, segretari di circolo e militanti del Partito Democratico, oltre a rappresentanti di Provincia e Regione, tutti assiepati all’interno della Sala Olivetti per l’arrivo del presidente del Consiglio Paolo Gentitoli.

Un applauso al suo ingresso e poi subito la parola al senatore Francesco Verducci.

“Grazie a tutti per questa presenza così bella, siamo tantissimi. Grazie a Paolo Gentiloni per essere qui. La sua presenza non è occasionale, è fortissimo il rapporto che lo lega al nostro territorio, alle Marche e in particolare alle province del sud della regione. Paolo tornerà, la sua candidatura è per noi un grandissimo valore aggiunto, significa avere i riflettori accese su nostre vertenze e urgenze. La parte giusta è quella che combatte la crisi, che non si arrende, che è in campo per rinnovare, quella che costruisce partecipazione, che vuole dare protagonismo alle tante energie del nostro territorio, energie che sono state invitate a partecipare alla nostra iniziativa”.

“Se oggi il nostro Paese può guardare con fiducia al futuro – ha concluso Verducci – è grazie al lavoro del Governo Renzi e del Governo Gentiloni. Da Paolo ho imparato molto, dalle sue qualità umane prima ancora che politiche che ne fanno una figura capace di dare al nostro Paese la credibilità che merita”.

“L’esperienza vissuta in questi anni ha sempre trovato un punto di riferimento importante nei Governi che si sono succeduti – ha aggiunto Luca Ceriscioli, presidente della Regione – per l’impegno con cui sono stati affrontati i temi più delicati. Se oggi la nostra regione ha ricevuto 1,6 milioni di fondi solo per le opere pubbliche, oltre 700 milioni a sostegno degli sfollati. Paolo Gentiloni assomiglia le Marche, per il suo modo di essere e di fare. Le Marche non hanno risolto tutti i loro problemi, pur avendo le carte in regola per vincere le sfide. Abbiamo bisogno che questo percorso possa proseguire con continuità. Rappresentiamo l’Italia in una regione, più di chiunque altro. L’augurio è di avere un Governo che ci permetta di continuare su quella strada”.

“Nel mio doppio ruolo di sindaco e presidente di Provincia – ha aggiunto Moira Canigola – posso dire che noi siamo in prima linea, dobbiamo risolvere i problemi, dai più piccoli ai più grandi. Dobbiamo rispondere al quotidiano come alle grandi calamità naturali. C’è la Provincia che si vorrebbe chiamare Casa dei Comuni, oggi indebolita di strumenti e risorse come può svolgere il suo ruolo? Nonostante ciò, assumiamo delle responsabilità ulteriori: abbiamo costituto un tavolo per lo sviluppo e la competitività. Chiedo, quindi, che possa partire un processo di restituzione di autonomia a livello locale, in particolare per quanto riguarda il terremoto. Chiedo venga alleggerito il carico di burocrazia e che sia ridata dignità ad un ente come la Provincia o in qualsiasi modo vogliamo chiamarla”.

“Oggi voglio orgogliosamente portare il saluto forte e caloroso di tutto il partito del Fermano a Paolo Gentiloni – ha detto Fabiano Alessandrini, segretario provinciale del Pd -. Un saluto che è anche un ringraziamento profondo per il lavoro fatto in questi anni e per la tua candidatura in questa parte delle Marche, un segno importante di attenzione e di rispetto, cosa che questo territorio merita e che non ha avuto per decenni. Questo territorio ha sempre chiesto la canna da pesca, non il pesce. Chiediamo di avere gli strumenti e in questo, caro presidente, tu sei stato bravo. Noi, che siamo abituati a fare le cose seriamente, abbiamo messo a disposizione del Governo e del Paese una classe dirigente forte ed autorevole che si occupa di problemi reali. Ci sono candidature autorevoli come quelle di Paolo e Francesco, oltre a tante altre, tutta gente seria che ha dimostrato il proprio impegno e le proprie capacità”.

“La candidatura di Gentiloni ci da forza per affrontare i problemi e per vincere questa sfida così importante che cade in un momento particolare – ha sottolineato Paolo Petrini, candidato alla Camera per il Pd -. Qui la crisi ha colpito duro e tutti abbiamo cercato di contrastarla. Il terremoto ci ha fiancato in questa rincorsa, poi BancaMarche, poi la caduta del mercato russo. Non siamo qui perché abbiamo bisogno di un’attenzione particolare per un territorio che al pari di altri vuole risalire la china. Prima dobbiamo combattere la cultura del vittimismo che molti nostri avversari portano avanti. Dobbiamo essere noi capaci ogni volta di indicare la strada giusta. C’è invece chi rifiuta di accettare la modernità e con lo sguardo rivolto all’indietro cerca improbabili soluzioni. Un nostro concittadino, Neri Marcorè, ha dato vita ad un festival importante e RisorgiMarche deve essere uno slogan che tutti dobbiamo prendere ad esempio per potercela fare.”

“Stiamo dimostrando che la politica quando non si nasconde può cambiare le cose – ha aggiunto Verducci -. La Destra al Governo ha tagliato le borse di studio, ha mortificato tanti che volevano scommettere sulla loro intelligenza. Noi, invece, abbiamo raddoppiato le risorse, abbattendo il muro che impedisce di realizzare il proprio progetto di vita. Alla Destra che vuole il protezionismo, noi rispondiamo dicendo che vogliamo più export e più Made in Italy per il nostro territorio. Alla Destra diciamo che la sicurezza non si fa facendo morire migliaia di vite nel Mediterraneo, ma facendo inclusione e contrastando l’illegalità. E alla Destra che vuole cancellare i diritti civili, diciamo che un Paese è più forte anche se si è più felici”.

L’INTERVENTO DI GENTILONI

“Mi sono voluto candidare nelle Marche meridionali un po’ per legami della mia famiglia che viene da Tolentino e per quella di mia moglie in parte da Campofilone – ha raccontato il presidente Gentiloni -. E poi perché credo che questa candidatura sia un modo per dare un messaggio in particolare sul tema della ricostruzione delle zone colpite dal terremoto. Siamo un Paese che ha delle enormi potenzialità ma che è affollatissimo di difficoltà e di problemi. Però non dobbiamo mai dimenticare che c’è una parte del Paese che nell’ultimo ha vissuto una situazione drammatica. Un Paese che dimentica una parte così importante è un Paese che non è all’altezza della sua storia e della sua civiltà. Ho trovato giusto quello che ha detto il rettore dell’Università di Macerata, e cioè che apertura e cultura dentro le università è oggi un pezzo della nostra risposta. Siamo in una terra che ha subito le conseguenze del sisma. Abbiamo messo in pista molte risorse economico, abbiamo adottato delle norme particolarmente favorevoli per chi fa impresa. Abbiamo avuto il buon esempio di Diego Della Valle con lo stabilimento aperta ad Arquata. Ma sappiamo benissimo che non basta, ci sono sindaci in prima linea che si trovano a dover fronteggiare dei percorsi ancora più ricchi di ostacoli e complicati. Abbiamo bisogno di far sentire a questi sindaci e a queste comunità la vicinanza del Governo e del Partito Democratico. Dobbiamo ricreare occasioni di lavoro e di sviluppo, è un impegno che il Governo si prende solennemente anche questa sera, di fronte a tutti voi.

Infine, penso che dobbiamo guardare come sempre fanno i marchigiani con spirito pratico ed un certo ottimismo alle gravissime difficoltà che hanno colpito in particolare questa zona. Quando sono stato al Micam sono emerse le difficoltà e le richieste, e stiamo lavorando sui nodi proposti dagli imprenditori. Ma ci sono anche segnali positivi e noi comunque abbiamo un saper fare, un mix tra artigianato, industria e marketing. Penso che il momento della ripresa sia possibile e che il Governo debba cercare di accompagnare con misure adatte per questo settore. Serve una seconda stagione di riforme e che il risultato delle elezioni è fondamentale per non disperdere quei risultati dei Governi a guida del Partito Democratico. Possiamo rivolgerci a testa bassa agli elettori dicendo che grazie ai Governi a guida Pd il Paese è uscita dalla sua crisi più drammatica. E dobbiamo dire grazie anche ai cittadini e alla nostra comunità. Gli italiani si sono tirati fuori, il problema adesso è impedire che vengano ricacciati dentro la crisi. La sfida del lavoro è tutta da giocare, finalmente abbiamo le basi economiche per farlo, come quella dell’inclusione sociale. Per la prima volta siamo di fronte ad una crescita economica che non abbassa le disuguaglianze, ci sono minoranze che accumulano ricchezze e c’è una situazione della classe media e delle fasce più deboli che resta difficile. Il Montani è un esempio di ciò che abbiamo bisogno. Ci manca però un pezzo di riforme da fare, anche sul terreno dei diritti. Ma sono orgoglioso che in questi anni queste questioni sono diventate leggi della nostra Repubblica.

C’è un bisogno che dobbiamo guardare in faccia, di sicurezza delle nostre comunità. Non ce la possiamo cavare né con le statistiche che parlano di diminuzione reati, né con quelle che dicono che i nostri Governi hanno riconciato ad assumere per la Polizia e i Carabinieri, dando risorse più dignitose. Guai a sottovalutare il rischio di una sensazione di insicurezza e a sottovalutare l’importanza che un partito di sinistra e coalizione di centrosinistra abbiamo tra gli obiettivi fondamentale quello di rassicurare i cittadini, sulla sanità pubblica, su quartieri e strade presidiati, che a Fermo si aprirà la Questura tra due mesi.

La nostra è una sinistra di Governo, la mia generazione ha fatto questa scelta, di cimentare la sinistra italiana nella sfida del Governo. La distanza tra le coalizioni c’è ancora, ma non è incolmabile. La forza del Pd può ancora nei prossimi 15 giorni ridurre queste distanze e rendere di nuovo possibile l’unica possibilità di continuare sulla via della crescita e del risanamento”.

LE VOCI

Oberdan Cesanelli (regista ed attore teatrale)

“Il mio è un invito a continuare ed aumentare l’attenzione nei confronti di cultura, teatro e tutte le arti, soprattutto nei confronti delle nuove generazioni. Un invito ad avere un’attenzione particolare anche a chi svolge questo lavoro, associazioni, compagnie e gruppi che fanno ricerca e portano avanti nuove idee. Occorre valorizzare non solo i grandi eventi delle grandi città, ma guardare anche alla provincia.”

Vincenzo Castelli (associazione On The Road)

“È importante la partecipazione dal basso, vorremmo essere più presenti ed ascoltati nei luoghi dove si fanno le politiche e le programmazioni. La solidarietà non è un lusso. La sinistra proprio nel sociale ha lavorato per i bisogni delle persone. Le eccellenti pratiche di accoglienza sui migranti, come negli Sprar, vanno perseguite ed ampliate, maggiormente integrate in un plurifondo. Ma l’accoglienza è stata un boomerang, bisognerà lavorarci. Servono servizi di nuova generazione per tutti. Infine, la tratta degli esseri umani: noi abbiamo un’esperienza unica a livello internazionale ma in Italia non abbiamo ancora capito quale sia il Ministero di competenza. Credo vada valorizzato il Social Made in Italy, che ci invidiamo tutti per innovazione e capacità.”

Francesco Adornato (Rettore dell’Università di Macerata)

“Dall’osservatorio del mio lavoro posso dire che mai come in questa legge di bilancio l’università è stata destinataria di misure concrete e positive. L’università era ferma da anni, adesso c’è la possibilità concreta di ricambio generazionale. Altro profilo è il diritto allo studio, con borse di studio per 20 milioni di euro, così come i diritti di genere. Le università stanno molto investendo in internazionalizzazione per collegare i territori al mondo. In un momento come questo aprirsi aiuta la coesione sociale. Non posso non pensare a quanto accaduto a Macerata e al contributo che le università possono dare per andare oltre lingue e religioni.”

Paolo Silenzi (imprenditore)

“Dopo quasi due anni di lento recupero, nel 2017 ci sono segnali positivi. Sta cambiando il modo di fare impresa, questa è una fase che deve essere governata con iniziative su misura per micro e piccole imprese. Tre i versanti sui quali agire: pressione fiscale, burocrazia e lentezza amministrazione pubblica, carenza di credito. Occorre investire su Its e lauree professionalizzanti

Occorre rendere obbligatorie etichettature di origine Made in, ridurre costo del lavoro e scongiurare perdita di know how.”

Enrico Paniccià (imprenditore)

“Noi siamo consapevoli che l’imprenditore debba redistribuire parte della ricchezza. Per questo siamo partner di tante istituzioni. La collettività ha bisogno di un imprenditore che abbia una funzione sociale. L’imprenditore che guarda a sinistra è visto male, ma questo ci fa onore. Noi chiediamo la riduzione del cuneo fiscale, tanto è stato fatto dal 2014 al 2017, ma abbiamo bisogno che questo continui, come di un sostegno per la trasformazione di contratti a tempo determinato. Abbiamo bisogno che il Jobs act continui, di formazione, di investire sui giovani e attrarre talenti. Sulle infrastrutture qualcosa è stato fatto, ma tanto è ancora da fare. Innovare è la parola d’ordine, abbiamo bisogno di sostegno per essere competitivi. Serve più Europa, più diritti e più doveri, riequilibrando il rapporto con l’Unione Europea. E non possiamo essere lasciati soli come frontiera dell’immigrazione.”

Michele Franchi

“Gentiloni molte volte è venuto da Arquata. È stato un anno e mezzo difficile, eravamo 1.200 residenti e oggi siamo in 600. Intanto è ripartita la scuola, abbiamo imprenditori che hanno investito sul nostro territorio. Sono state fatte tante cose ma abbiamo paura a dirle.”

Giuseppe Pochini

“Colgo l’occasione per ringraziare le tantissime persone che ci sono state vicine fin dal 24 agosto 2016. Presidente, avete fatto un buon lavoro, con decreti importanti. Sulle Sae qualche sindaco ha fatto speculazione, ma io vi dico che oggi non si lamenta più nessuno. E non dobbiamo vergognarci di dirlo. Certo, avremmo voluto più velocità su servizi sociali, sanità, scuole ed altre, qualcosa va rivisto soprattutto a livello di funzionari. È una situazione che va rivista. Per far rimanere i nostri giovani abbiamo promesso che in tempi rapidi daremo loro modo di vivere nelle aree interne in maniera degna.”


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