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LETTERE AL DIRETTORE
Stranieri e clandestini non esistono,
esistono gli uomini

LETTERA - Una nota di Alessandro Fulimeni, responsabile dei progetti Sprar nel Fermano, sull'immigrazione, la sua rappresentazione e la realtà
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di Alessandro Fulimeni (responsabile dei progetti Sprar nel Fermano)

Verso la metà del 1800 fu coniata da un medico della Virginia una nuova malattia chiamata “drapetomania”, cioè la tendenza patologica a fuggire degli schiavi afroamericani deportati e costretti a lavorare nelle piantagioni. Tale disturbo mentale creato dal nulla certificava la connessione razza/criminalità e la condanna dell’aspirazione alla libertà costituiva uno dei cardini della difesa del sistema schiavistico e dei suoi interessi.

Oggi il Dott. Cartwright godrebbe di indubbia popolarità, e non solo da parte di coloro che praticano o sostengono azioni squadriste ormai all’ordine del giorno e che costituiscono la parte più visibile del terreno di sfondamento delle speculazioni xenofobe e razziste.

Infatti, al centro della “questione immigrazione” vi è il retroterra di crescente consenso e di legittimazione nel senso comune diffuso in ordine a pratiche ripugnanti che si sostanziano sia nei vigliacchi gesti di tutti i giorni che alimentano l’odio sociale e la guerra “ai poveri”, agli ultimi, ai diversi, sia nelle politiche governative declinate di volta in volta nell’abbattimento degli strumenti di soccorso in mare, nella segregazione nei campi di concentramento libici, nelle spedizioni militari in Niger, nella istituzione di un diritto differenziale per i migranti richiedenti asilo e nella perpetuazione di un sistema di accoglienza “emergenziale”.

La “rappresentazione” dell’immigrazione al posto della realtà è la vera grande questione in campo, è il nodo principale da sciogliere per chiunque avverta il grande pericolo costituito da tale terreno di coltura e di sviluppo di queste politiche repressive e securitarie.

Tale rappresentazione, e la grande eco mistificata che è riuscita ad ottenere con la retorica dell’invasione , sfondando finanche i recinti costituzionali per dare sempre più spazio mediatico e sociale a forze dichiaratamente fasciste e razziste, ha consentito il dilagare di una isteria collettiva e di una paura funzionali ad una campagna politico-culturale che cerca di dirottare contro uomini donne e bambini, la cui unica colpa è quella di voler fuggire da guerre e fame, una rabbia sociale prodotta dalle politiche perpetrate dal capitale finanziario , vero responsabile della crisi.

Perché, come scrive Noam Chomsky, la prima regola del controllo sociale è la strategia della distrazione, dettata dal timore che il malcontento sociale e la disperazione di milioni di persone possano indirizzarsi contro i veri responsabili della crisi e del declino del nostro Paese: i banchieri, la finanza, il mercato, i guerrafondai, i mafiosi e i corrotti.

Occorre lavorare per una vera alternativa di fondo di questa società, ricostruire legame sociale e etica della responsabilità collettiva; insomma, rimettere per il verso giusto un mondo a testa in giù.

Gli stranieri non esistono e non esistono i clandestini. Esistono gli uomini. Non prima gli italiani, ma prima le persone, prima l’umanità: per allargare il mondo, non per restringerlo.


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