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Lineapelle, si conferma fiera di riferimento internazionale, Sara Santori: “Va posticipata”

MILANO - Nonostante un calo di buyer italiani, il flusso è stato costante. Gli imprenditori fermani: “pochi italiani, ma conferme importanti dall’Europa”
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Prima Lineapelle da presidente Unac, Unione nazionale accessori e componenti per calzature, per Sara Santori, che guida la sezione Accessoristi di Confindustria Centro Adriatico. “La fiera si conferma l’appuntamento più importante a livello internazionale per il settore. Nonostante un calo di buyer italiani, il flusso è stato costante. La presenza dei visitatori e compratori europei ha dato fiducia ai nostri imprenditori che hanno nell’Europa uno dei mercati principali”.

Girando tra gli stand, un fattore è emerso in modo chiaro: “La richiesta della maggioranza degli accessoristi è di posticipare la data della fiera, possibilmente di un paio di settimane. Le ragioni sono diverse: la prima è che la vicinanza con il Micam disincentiva il ritorno dei buyer italiani, in particolare del sud Italia; la seconda è che i buyer sono ancora concentrati sul campionario invernale e non sono pronti a valutare le collezioni estive; la terza è che una Lineapelle così anticipata funziona solamente per chi lavora con le griffe che già hanno completato le proprie linee e hanno personale da mandare in fiera dedicato all’acquisto e non solo alla vendita” prosegue Sara Santori.

Le parole della presidente seguono quelle dei colleghi associati a Confindustria Centro Adriatico che hanno potuto confrontarsi anche con il direttore Giuseppe Tosi, presente in fiera.

“Questa fiera è la migliore. Ma è evidente che ormai il mercato viaggi a due velocità: griffe e calzaturieri. Per noi questa edizione ha avuto un valore aggiunto, ovvero l’abbinamento alla settimana della moda” ribadisce Giordani, Conceria Tirrena.

“Una fiera che funziona, ma sempre più i buyer vengono, guardano, chiedono e poi richiamano dopo qualche settimana. Gli ordini si chiudono, ma con l’invernale ancora nelle menti, in tanti preferiscono aspettare. Gli italiani non vengono, andiamo a prenderli noi nelle prossime settimane” così Sbrolla del Suolificio Malaspina.

“Per conquistare i clienti bisogna investire nei materiali, noi crediamo molto nell’Eva, e nello stile. In questo modo il mercato risponde bene. Per noi sono arrivati buoni segnali, ad esempio, da Spagna e Polonia” sottolinea Michela Catalini, Da.Mi.

Calando il prezzo delle scarpe in vendita, anche chi produce suole si deve adeguare: “La qualità resta la linea guida, ma la ricerca del prodotto al miglior prezzo cresce. La suola è il pezzo determinante, perché è lì sopra che si monta la scarpa. Una suola è fatta di cinquanta componenti, è su questi che si può limare per offrire il prodotto richiesto e mantenere i volumi” aggiunge Martinelli, Italtacco.

Cuoio, gomma, materiali extraleggeri, ma uno dei must per la prossima estate sarà il sughero:“Cresce l’attenzione per i materiali ecologici e così il sughero diventa una base su cui lavorare inserendo materiali tecnici e morbidi che poi ben si abbinano con tomaie floreali” prosegue Angiolo Mannini.

“Voci diverse che confermano la capacità degli imprenditori fermani di trovare la strada per attirare i buyer e conquistare fette di mercato, nonostante l’avanzata del mondo cinese con prodotti low cost, magari copiati dai nostri, a cui manca la tutela del made in, come ha ribadito anche Giacomozzi della F&G. Date e marchio di origine sono due battaglie che continueremo a combattere in ogni sede, lavorando insieme a Unic che di Lineapelle è il gestore unico” conclude Sara Santori.


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