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La Cisl attacca Asur e Regione: “Sanità allo sbando, ma si promettono ospedali a tutti”

MARCHE – In una nota il segretario regionale Giuseppe Donati ricorda la situazione del Laboratorio Analisi dell'Area Vasta 4, lo sciopero delle Croci, la carenza di personale in vari reparti e la sofferenza del personale amministrativo dei CUP
sabato 24 febbraio 2018 - Ore 16:45
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Esprime preoccupazione Giuseppe Donati, segretario regionale della Cisl Funzione Pubblica, per la situazione della sanità nella provincia di Fermo. “La Cisl FP per prima ha denunciato la discutibile scelta dell’Area Vasta 4 di dare in gestione ai laboratori privati alcuni punti prelievo territoriali quali quelli di Montegiorgio, Sant’Elpidio e Pedaso così come disposto da indicazioni regionali – commenta Donati -. I punti prelievo di sangue sono servizi insistenti in strutture pubbliche nelle quali il cittadino ignaro, si reca pensando di effettuare una prestazione a gestione pubblica. Invece, se andrà in porto il progetto dell’Area Vasta 4, potrebbe trovarsi, senza alcuna possibilità di scelta, ad ottenere una prestazione sanitaria da un privato. Tutto questo altro non è che l’inizio del graduale svuotamento di servizi pubblici negli Ospedali di Comunità. Bene ha fatto un gruppo di operatori del Laboratorio Analisi dell’Area Vasta 4 a chiedere che i sindaci del Fermano si facciano avanti e dicano chiaramente il loro pensiero su questo arretramento costante del pubblico in favore del privato seppur convenzionato. Vediamo se i sindaci avranno il coraggio di esprimere la loro posizione. Per ora sul progetto c’è stata una sospensione, ma è solo una tregua pre-elettorale. Dopo il 4 marzo l’Area Vasta 4 tornerà alla carica. Come Csil Funzione Pubblica, pur avendo massimo rispetto della professionalità dei privati, ci siamo sempre schierati affinché la sanità restasse pubblica e perché il cittadino sapesse sempre chi gli effettuerà la prestazione sanitaria”.

Altri fatti, secondo Donati, stanno allarmando il pianeta sanità del Fermano. “L’annunciato sciopero delle Croci ed il blocco dei trasporti sanitari è un altro segnale di come ormai la situazione sia fuori controllo. La sanità lasciata in mano ai burocrati dell’Asur e alla Giunta regionale, senza un assessore dedicato, registra numeri altissimi di mobilità passiva verso altre Regioni (circa 45 milioni di euro all’anno). Unica strategia messa in campo quella di promettere nuovi ospedali dappertutto. Sulle modalità di gestire i trasporti sanitari, al netto che quanto dovuto alle Croci dovrebbe essere sollecitamente pagato, si dovrebbe aprire una riflessione politica. Ad esempio, continuare con servizi assegnati alle Croci oppure avviare un percorso di reinternalizzazione dei trasporti con mezzi e personale propri dell’Asur? Questo però è un terreno molto scivoloso, che alla politica regionale non conviene affrontare visti anche interessi e denari che girano intorno al settore. Basti guardare lo scontro che si sta originando sull’ambulanza donata al Comune di Amandola che l’Area Vasta 4 non intende immatricolare ed utilizzare”.

Segretario che aggiunge: “Intanto il sindaco di un Comune, l’Asur e la Regione festeggiano tutti insieme con tanto di foto di gruppo – non si capisce poi il perché – la nascita nel Fermano dell’ennesima struttura privata sociosanitaria (una RSA) che andrà ad occupare spazi lasciati colpevolmente scoperti dal sistema sanitario regionale pubblico. Per la Cisl FP c’è poco da festeggiare, essendo questa la riprova dell’errata programmazione sanitaria in provincia di Fermo. L’arretramento del finanziamento per la sanità è evidente. E’ chiara la scelta della Giunta Ceriscioli di spianare la strada ad insediamenti massicci di strutture private. A fronte di tanta soddisfazione che traspare nelle foto di gruppo, fa da contraltare la realtà dei fatti. Il personale sanitario ed amministrativo dell’Area Vasta 4 è sempre più sottoposto a carichi di lavoro altissimi. Mentre ci si prostra davanti al privato che avanza, le eccellenze dell’Ospedale di Fermo, le poche rimaste in verità, vengono messe a dura prova. Un esempio eclatante ma non esaustivo, è il sotto dimensionamento dell’organico infermieristico dell’Endoscopia digestiva del prof. Macarri che, a fronte di 10 unità sulla carta, ha disponibili solo 5 infermieri e solo 4 di essi possono garantire i turni di pronta disponibilità. I ritmi alti ed il numero di sale aperte contemporaneamente, imporrebbe la presenza di un numero doppio di professionisti infermieri. C’è in gioco la sicurezza del paziente oltre a rischi professionali molto alti. Nel dipartimento chirurgico, altro esempio da valutare, al personale si fa fatica a garantire i turni di ferie. Molti operatori saltano spesso i riposi e le ferie per carenza di personale ma di tutto queste nessuno ne parla perché l’utente non se ne accorge grazie alla grande professionalità degli operatori, che a fronte di rinunce e a discapito della vita personale, tamponano le carenze. Di esempi come questi ne potremmo fare tanti altri. Ma per quanto potrà andare avanti tutto questo? Parliamo poi del servizio di collegamento interno tra reparti e servizi, inesistente all’interno del presidio di Fermo. Così, il poco personale presente nei reparti, deve anche sobbarcarsi l’onere del trasposto di letti e barelle con i malati sopra, che devono essere sottoposti ad esami diagnostici piuttosto che ad interventi chirurgici o consulenze varie. In una sanità moderna tutto questo è inaccettabile. I professioni infermieri e gli operatori sanitari OSS devono garantire i minuti di assistenza all’interno delle strutture e non spendere gran parte del loro tempo per i corridoi o davanti gli ascensori. Il personale amministrativo dei CUP è costantemente in sofferenza. Nella sede di Montegranaro, è solo un esempio, da settimane un solo operatore mantiene aperto l’unico sportello CUP e la fila degli utenti ogni mattina è lunghissima. Pari situazione a Petritoli, per non parlare ancora una volta della situazione preoccupante del CUP – Cassa del Presidio di Fermo. Qualcuno se ne occupa? Tutti troppo impegnati in campagna elettorale oppure a promettere nuovi ospedali?”

Da qui la conclusione: “Come Cisl FP vorremmo che gli investimenti pubblici fossero mirati a garantire i servizi assistenziali ed amministrativi necessari ad una buona sanità. Assistiamo invece ad un costante sotto finanziamento della sanità pubblica, evidente nei servizi sociosanitari territoriali mentre la costante colonizzazione del territorio fermano da parte del Privato è in ascesa. Questo grazie alla fortissima carenza di strutture per lungodegenza, Rsa e malattie degenerative che da sempre affligge la provincia di Fermo alla quale però non si è voluto fare fronte con strutture pubbliche. Tutto questo impone, secondo la Cisl FP Marche, un rapido ripensamento della politica sanitaria sul territorio fermano che non può che vedere protagonisti i Sindaci, le forze politiche locali e le Organizzazioni Sindacali Confederali”.


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