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Porto Sant’Elpidio, Morreale:
«Lavoro ed entusiasmo,
non ho fatto nulla di speciale»

ECCELLENZA - La rivincita del neo tecnico elpidiense: esonerato come guida tecnica del Grottammare alla 22esima giornata del campionato scorso e sostituito dall'allenatore della Juniores, nonché suo vice, Manolo Manoni. I due, grandi amici, presto saranno contro in Grottammare - Porto Sant'Elpidio
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Renzo Morreale, 50 anni, tecnico del Porto Sant’Elpidio

PORTO SANT’ELPIDIO – Quando si subentra in panchina ci sono sempre molte incognite, molti dubbi, molti ostacoli da superare. A Porto Sant’Elpidio Vincenzo Morreale non ha avuto di questi problemi, anzi è stato bravo a dribblare le difficoltà e a farsi seguire dai giocatori. Il Porto Sant’Elpidio ultimo e sconsolato sembra un lontano parente di quello attuale che in cinque giornate ha infilato quattro vittorie e un pareggio, tenendo la porta inviolata per la bellezza di 391 minuti consecutivi (recuperi esclusi). Il merito principale che va attribuito al tecnico civitanovese è quello di aver innanzitutto creato coesione.

Nel Porto Sant’Elpidio di oggi tutti si aiutano e spendono una corsa in più per aiutare il compagno, in fase offensiva con le sovrapposizioni dei terzini (esemplari contro il Barbara i polmoni di Stortini, capace di macinare chilometri per tutta la corsia di sinistra) e in quella difensiva attraverso i ripiegamenti degli attaccanti (come gli onnipresenti Galli e Cuccù). Il Porto Sant’Elpidio è tornato ad essere squadra.

Oltre al campo, però, è la classifica a testimoniare la grande opera di ricostruzione allestita da Morreale. I numeri dicono che se si tenesse conto del solo girone di ritorno Marozzi e compagni sarebbero al primo posto a 14 punti insieme al fenomenale Porto d’Ascoli, altra squadra rinvigorita dopo il cambio di panca. Senza pensare ai se e ai ma, quello che conta è che la formazione elpidiense al momento ha un piede fuori dalla zona playout. Ieri il Porto Sant’Elpidio avrebbe dovuto affrontare il Grottammare in trasferta al Pirani, ma l’arrivo di Burian, il vento gelido della Siberia, ha fatto sì che il Comitato Regionale Marche optasse per la sospensione di tutte le gare dilettantistiche del week end (leggi il nostro articolo). In attesa di conoscere quando e in che maniera verranno recuperate tali partite, è proprio Renzo Morreale a fare il punto sul magic moment del suo Porto Sant’Elpidio.

Mister, in poco tempo è riuscito a rivitalizzare una squadra che sembrava morta e priva di stimoli salvezza: qual è il suo segreto?

«Pochi giorni fa, prima che si sapesse della sospensione, parlavo proprio con l’allenatore del Grottammare (Manolo Manoni, ndr) perché domenica saremmo dovuti andare giù e siamo amici. Dicevo che il calcio è strano. Noi non è che abbiamo la bacchetta magica, mettiamo semplicemente entusiasmo e voglia di raggiungere un determinato obiettivo. Nel mio caso è la salvezza, che sarebbe un traguardo importante per tutti. Non ho fatto niente di speciale, mi sono messo lì a lavorare con grande passione, che in fondo è proprio quella che mi dà la forza per fare l’allenatore». 

Lei in sole cinque giornate è riuscito a fare tanti punti (13) quanti chi l’ha preceduto in diciassette. Come se lo spiega?

«Ho grande stima di Stefano (Cuccù, ndr) e non mi permetterei mai di giudicare il lavoro di un collega. Lui ha fatto la storia a Porto Sant’Elpidio e credo sia presuntuoso e poco corretto da parte mia esprimere un giudizio. Non c’ero, quindi non lo so. Ripeto, il calcio è particolare e a volte basta poco per far scattare la scintilla. La bellezza di questo sport è proprio questa: tu lavori e credi di aver trovato la ricetta giusta, ma in realtà l’unica chiave di svolta è quando tu metti grande entusiasmo e i giocatori ti danno la loro piena disponibilità».

Quattro vittorie e un pareggio. Cinque gare che hanno mostrato un Porto Sant’Elpidio nuovo dal punto di vista del gioco e dell’atteggiamento, ma anche un pizzico più fortunato. Non trova?

«È vero che la partita con il Ciabbino è stata vinta al 90esimo per un errore del portiere e quella con il Fossombrone grazie ad un autorete nel finale, ma in generale le vittorie sono state sempre meritate. Non c’è mai stata una partita in cui non abbiamo fatto il nostro gioco a testa alta. Ecco, forse abbiamo sofferto paradossalmente un po’ la gara con l’Urbania, dove nel primo tempo potevamo prendere gol e lì reagire sarebbe stato emotivamente difficile, perché per i ragazzi quella era una giornata nervosa. Per il resto sono state tutte vittorie sudate e conquistate, che i ragazzi hanno meritato di portare a casa soprattutto per l’impegno e per l’atteggiamento avuto, è quello che mi interessa».

Se il calendario non subirà variazioni, ora ci sarà il Grottammare (quarto) e poi la capolista Montegiorgio. Come si preparano due gare di tale portata?

«Allo stesso modo in cui è stato fatto prima. Sembrano frasi fatte ma quando sono arrivato ho detto che avremo affrontato le 13 partite preparando gara per gara e lavorando in maniera certosina. In Eccellenza parliamo di calcio quasi vero e gli incontri vanno preparati bene sapendo che gli avversari sono forti. Il Grottammare è una squadra ben allenata, con giocatori di qualità e devi sbagliare poco perché se lo fai ti può far male. Per il Montegiorgio aspettiamo».

Valutando l’attuale periodo di forma di ambedue le squadre, è più preoccupato di Iovannisci, D’Angelo, Ludovisi o di Albanesi, Sbarbati, Adami?

«Questi a mio avviso sono i migliori tridenti d’attacco dell’Eccellenza, ma non si tratta di preoccupazione bensì di stimolo, in quanto dovremo fare bene per cercare di limitarli al massimo. Nella vita le preoccupazioni sono altre».

Leonardo Nevischi


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