facebook twitter rss

M5S sbanca il capoluogo,
exploit clamoroso della Lega,
CasaPound quadruplica i voti

ELEZIONI – Nel confronto con il 2013 a Fermo i pentastellati si confermano prima forza, ma a registrare la crescita più imponente è il partito di Salvini. Pd e Forza Italia giù pesantemente, la sinistra tiene come numeri ma il progetto non decolla
Print Friendly, PDF & Email

di Andrea Braconi

Le preoccupazioni del sindaco Paolo Calcinaro, raccolte da Cronache Fermane (LEGGI QUI), si sono puntualmente manifestate. Al momento, infatti, dei rappresentati del territorio si profilano soltanto le elezioni di Francesco Verducci come senatore e Simone Baldelli come deputato, con Graziella Ciriaci e Paolo Petrini già sconfitti.

E a guardare i dati che emergono dalle 37 sezioni del capoluogo di provincia, si riflette la tendenza regionale.

Sia alla Camera che al Senato il Movimento 5 Stelle sbanca Fermo, rispettivamente con il 36,11% ed il 37,06%. Un balzo in avanti importante rispetto al febbraio 2013, quando i pentastellati raggiunsero il 32,32% ed il 30,91%.

Crollo del Partito Democratico, che si attesta al 19,81% alla Camera (nel 2013 fu il 27,34%) ed il 20,57% al Senato (qui la flessione è di 9 punti percentuali).

Nel centrodestra risulta semplicemente impressionante la crescita della Lega: partendo dallo 0,59% del 2013 (pari a 131 voti) alla Camera raggiunge il 16,28% (3.295 voti), mentre al Senato da uno 0,61% (124 voti) tocca il 16,10% (2.987 voti).

Anche Fratelli d’Italia ottiene un buon risultato: alla Camera passa dall’1,66% al 4,94% (con la cifra tonda di 1.000 voti), al Senato dall’1,68% al 4,70%.

I conflitti interni nella fase delle candidature non hanno aiutato Forza Italia, che rispetto al 2013 fa registra un calo preoccupante: alla Camera passa dal 17,75% al 9,90%, al Senato dal 18,51% al 10,8%.

Mantiene il proprio bacino di voti la lista di sinistra, ieri Sel oggi Liberi e Uguali, che ottiene il 3,41% alla Camera ed il 3,73% al Senato, ma bruciando tutte le aspettative di erodere voti al Partito Democratico. E a drenare parte dei potenziali voti della lista di Grasso è arrivata la novità Potere al Popolo, che ha preso l’1,77% alla Camera e l’1,58% al Senato.

Chi cresce è CasaPound, che alla Camera dai 76 voti del 2013 arriva ai 302 del 2018 (1,49%), a cui si aggiungo i 232 voti di ieri al Senato, pari all’1,25% (nel 2013 la formazione guidata da Di Stefano non si era presentata per uno scranno a Palazzo Madama).


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X